World Rugby: “Il calendario internazionale va ripensato. Questa volta a beneficio di molti, non di pochi”

L'obiettivo è quello di garantire maggior competitività anche e soprattutto alle squadre del Tier 2

World Rugby Chairman Bill Beaumont

World Rugby: "Il calendario internazionale va ripensato. Questa volta a beneficio di molti, non di pochi"

La prima fase della Rugby World Cup 2023 è finita e come sempre al termine di un momento così importante in un torneo così importante, a qualcuno spetta il bilancio di quanto si è visto fra campo e direzione futura.

World Rugby: “Il calendario internazionale va ripensato. A beneficio di molti, non di pochi”

A parlare di ciò che è successo e di quello che potrà succedere, anche pensando al quadriennio che porterà verso il 2031 è stato Bill Beaumont, il presidente di World Rugby, che davanti alla stampa si è così espresso: “L’edizione dei Mondiali di Francia 2023 sta offrendo il massimo per tutto quello che riguarda gli aspetti di integrazione e socialità fra i tifosi, che hanno riempito gli stadi in maniera eccezionale facendoci riscontrare una media di 47.000 persone per match. Non c’è che dire: volevamo una Coppa del Mondo in una nazione amante del rugby per tradizione e questo ci ha ripagato con una spinta verso l’alto importante, che pensiamo di poter portare anche nel 2027 in Australia e nel 2031 negli Stati Uniti”.

Poi, entrando nello specifico di quanto successo sui campi, Beaumont ha detto: “Ci sono stati tre momenti storici e importanti: l’esordio del Cile in una Rugby World Cup, la prima vittoria del Portogallo in un Mondiale e il terzo passaggio ai quarti di finale delle Fiji. A tal proposito vorrei dire che: con la conclusione della prima fase abbiamo salutato i giocatori di 12 squadre, fra cui appunto Portogallo, Samoa, Tonga, Uruguay, Cile e Georgia, ma non vogliamo che questi vengano dimenticati”.

“Dobbiamo fare tutto il possibile affinché queste squadre abbiano maggiori certezze e maggiori opportunità di competitività ad alto livello. Per questo sono in corso profonde discussioni su un calendario internazionale che va ripensato: questa volta a beneficio di molti, non di pochi. Nel 2027 e nel 2031 vorremmo arrivare alla Rugby World Cup con ancora più competitività e imprevedibilità: tutti elementi che sono ottimi anche e soprattutto per broadcaster, fan e partner commerciali”.

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