Rugby mania in Francia: per la LNR i club professionistici non sono mai stati così in salute

Un rapporto della lega certifica che le casse sono piene al pari delle tribune degli stadi

La Rochelle in azione Ph. XAVIER LEOTY

Quando mancano circa 4 mesi all’inizio della Coppa del Mondo, dalla Francia arrivano numeri importanti sulla capacità di attirare pubblico intorno allo spettacolo offerto dal rugby di club.

Il rapporto annuale della Commissione di controllo dei campionati professionistici, organo dell’autorità di regolamentazione della LNR (Ligue Nationale Rugby), ha pubblicato un bilancio incoraggiante. Le 30 società francesi gestite in blocco dalla Lega sembrano godere di ottima salute e si sono riprese bene dall’emergenza sanitaria.

“Alla fine della stagione 2020-2021, i proventi operativi dei club erano crollati e il ritorno alla normalità non era affatto scontato. Ma alla fine siamo tornati al livello precedenti” – ha dichiarato il direttore generale della LNR Emmanuel Eschalier.

Per la stagione 2021-2022, gli introiti dei club professionistici raggiungono i 515 milioni di euro, un aumento del 43% rispetto alla stagione precedente che aveva sofferto di un calo di partecipazione negli stadi e di diminuizioni diffuse di sponsor e partnership.

Le partnership, che rappresentano quasi la metà dei budget per i club, hanno ripreso quota e ora viaggiano ai livelli precedenti all’emergenza sanitaria, con 233,3 milioni di euro spalmati su Top 14 e Pro D2.

Il pubblico aumenta allo stadio e in TV

Ci sono alcuni club che si trovano di fronte a deficit operativi, ciò è dovuto al rapido aumento degli stipendi destinati ai dipendenti dei club, mentre un “salary cap” limita il libro paga dei giocatori. Il rapporto però evidenzia che anche gli aumenti dei costi di gestione sono sotto controllo e gli azionisti sono in grado di sostenere queste perdite.

Soltanto un club Top 14 (non esplicitamento nominato) vede il suo risultato operativo regredire, ma la commissione assicura che non c’è alcun pericolo di fallimento. “Ci assicuriamo ogni anno che i club siano in grado di assumere i loro oneri” – ha ribadito Emmanuel Eschalier.

Andando sul tema specifico degli spettatori, il rapporto indica che le entrate economiche provenienti dalle partite sono ancora al di sotto della stagione 2018-2019, a causa delle precauzioni sanitarie presenti negli stadi fino a gennaio 2022. In ogni caso le cifre di affluenza non sono mai state così positive, con un massiccio ritorno del pubblico già nel 2021/22 che è poi proseguito e ha portato a raggiungere una media di 14.500 spettatori dopo 23 giornate nel Top 14 quest’anno.

“Molti club giocano con le tribune piene e con tassi di presenza molto alti ovunque, si sente che c’è un grande trasporto” – sottolinea Emmanuel Eschalier. E queste parole trovano conforto nei dati del pubblico televisivo. Dopo un aumento del 10% l’anno scorso, il pubblico è aumentato ulteriormente del 5% dall’inizio della stagione.

Una tendenza positiva che aiuta tutto il movimento

Questa ondata di passione è di buon auspicio a pochi mesi dalla Coppa del Mondo francese, un evento di portata planetaria che potrebbe ulteriormente rafforzare la popolarità del rugby tra gli appassionati. “Deve permetterci di rimanere nella dinamica in cui ci troviamo, di sviluppare l’economia dei club, di avvicinarla a un modello equilibrato per alcuni club, di continuare gli investimenti nelle infrastrutture e nella formazione”, afferma Emmanuel Eschalier.

Lo stato di salute del rugby professionistico francese si contrappone a ciò che succede in Inghilterra. Oltre al fllimento di Wasps e Warriors, sono tanti i club che hanno difficoltà finanziarie oltre la Manica. Un fattore che ha spinto il governo inglese a interrogarsi sul tema e che non fa ben sperare in vista del futuro.

Leggi anche: Le squadre di Premiership sono indebitate fino al collo: “Altri due club rischiano la fine dei Wasps”

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