Verso Italia-Galles: il pericolo numero uno è Louis Rees-Zammit

La squadra di Gatland ha tanti giocatori di talento, ma uno su tutti può fare molto male agli azzurri

Verso Italia-Galles: il pericolo numero uno è Louis Rees-Zammit (e occhio a Dyer) (ph. Sebastiano Pessina)

Verso Italia-Galles: il pericolo numero uno è Louis Rees-Zammit (e occhio a Dyer) (ph. Sebastiano Pessina)

Si avvicina una delle partite più importanti della storia recente del rugby italiano, Italia-Galles. La squadra di Crowley infatti si sta conquistando il rispetto dell’intero mondo rugbistico a suon di prestazioni e risultati, ma ne manca ancora uno per completare almeno la prima parte dell’opera: la vittoria in casa al Sei Nazioni, che manca da 10 anni, da quell’Italia-Irlanda del 16 marzo 2013 che vide la squadra di Brunel condannare i Verdi al cucchiaio di legno (insieme alla Francia).

Per farlo, bisognerà battere il Galles sabato prossimo all’olimpico. La squadra di Gatland sta cercando faticosamente di uscire dalle sabbie mobili di una crisi di tecnica e federale senza precedenti, tra minacce di sciopero e questioni contrattuali non ancora del tutto risolte da una parte, e un ricambio generazionale che si sta rivelando più difficile del previsto dall’altra.

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In questo marasma, però, il Galles ha tirato fuori una prestazione di grande orgoglio contro l’Inghilterra, mettendola in difficoltà e giocandosela fino all’ultimo. I problemi, più che in difesa, sembrano esserci soprattutto in attacco, ma nonostante Gatland non sia ancora riuscito a trovare la quadra, c’è un giocatore che più di tutti gli altri rappresenta un pericolo costante: si chiama Louis Rees-Zammit, e da quando è rientrato dall’infortunio il Galles ha qualcosa a cui aggrapparsi.

Contro l’Inghilterra è stato lui a riaccendere la luce dopo un primo tempo di grande combattimento e difesa, ma senza particolari guizzi offensivi: un intercetto dei suoi, condito dalla solita velocità spaventosa che riesce a sprigionare, e il Galles è addirittura passato in vantaggio, per poi subire la rimonta ad opera di Genge e Lawrence.

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Insomma, se da un lato all’Italia mancherà il giocatore più pericoloso e imprevedibile, Ange Capuozzo, dall’altro il Galles si affiderà al suo gioiello in attacco. La differenza, però, sta nel fatto che la squadra di Crowley ha una struttura offensiva ben sviluppata e in grado di sopperire all’assenza di un singolo giocatore, qualsiasi esso sia. Le mete azzurre sono arrivate grazie a tanti giocatori diversi e a tante iniziative diverse: dai break di Lorenzo Cannone alle sortite di Bruno e Menoncello, passando per il grande lavoro delle terze linee e da una rimessa laterale solidissima.

Dall’altra parte, invece, il Galles sembra avere ben poche idee al di là delle giocate dei singoli talenti, come lo stesso Rees-Zammit o anche Rio Dyer, ala dei Dragons che sembra andare il triplo degli altri, ma che ha ancora qualche lacuna in difesa e nell’organizzazione del gioco, come dimostrato dall’urlaccio che si è preso da un nervosissimo Biggar durante Scozia-Galles. Gatland lo ha escluso dai 23 contro l’Inghilterra affidandosi al più esperto Josh Adams, ma contro l’Italia potrebbe tornare sui suoi passi e puntare nuovamente sul 23enne nato e cresciuto a Newport.

Sarà quindi importante impedire a questi giocatori di aprire il gas, evitando di concedere loro troppo spazio per giocare il pallone liberamente. Più che in attacco, l’assenza di Capuozzo potrebbe farsi sentire più che altro in difesa, dove mancherà la sua velocità e la sua lettura del gioco. Tra gli azzurri il giocatore più adatto a reggere la sfida in velocità con l’ala di Gloucester sarebbe Pierre Bruno, per caratteristiche tecniche e fisiche. Sarà fondamentale la difesa al largo e sul gioco al piede nella profondità, dove i mediani gallesi potrebbero “lanciare”, per utilizzare un termine calcistico, proprio Rees-Zammit e Dyer in una gara di velocità pura con il nostro triangolo allargato.

Francesco Palma

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