Innocenti: “I club di Top10 hanno deciso di non aderire alle richieste della FIR sulla formazione”

Lo ha detto il presidente FIR nella conferenza stampa inerente l’alto livello del rugby italiano, aggiungendo che la situazione si potrebbe sbloccare la prossima settimana

Marzo Innocenti: il Petrarca (in URC) dovrà aspettare. PH Pino Fama

Marzo Innocenti: i club di Top10 non collaborano con la FIR sulla formazione – ph. Pino Fama

Secondo quanto dichiarato dal presidente FIR Marzio Innocenti in occasione della conferenza stampa sull’alto livello del rugby italiano i club del Top10 non starebbero collaborando come desiderato alla formazione dei giovani azzurri.

Con la creazione delle Accademie U22 collegate alle due franchigie di United Rugby Championship, lo sviluppo dei giovani più promettenti è inserito in un livello superiore a quanto accaduto in passato. L’altra faccia della medaglia, però, è che la stragrande maggioranza di questi giocatori non sta ricevendo minutaggio consono alla propria crescita durante la stagione, e che solo alcuni di loro hanno trovato il modo di giocare con squadre di Serie A, invece che del massimo campionato.

Sollecitato da una domanda arrivata dai media intervenuti all’evento, Innocenti ha risposto: “Confermo che il problema è relativo ai club di Top10, i quali hanno deciso di non aderire a quelle che sono le richieste della federazione per quello che riguarda la formazione.”

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“A guardar bene, qualche club vorrebbe aderire, altri invece sono negativi in proposito. Speriamo di risolvere la questione nell’incontro che avremo martedì prossimo con i club. Se non si risolverà troveremo delle soluzioni alternative, anche perché non sta scritto da nessuna parte che la federazione non possa accordarsi solamente con alcune società, ma debba invece generalizzare la cosa.”

La prospettiva, insomma, è che se non ci fosse una apertura comune nell’accogliere le richieste da parte delle squadre di Top10, la FIR potrebbe procedere dritto, accordandosi con i soli club disponibili a farlo, come già peraltro paventato da Innocenti nel recente passato.

“Per alcuni dei ragazzi che stanno giocando in Serie A – aggiunge il presidente – si tratta di una scelta. I nostri giovani hanno ognuno un percorso individuale e personalizzato disegnato dal Responsabile tecnico e da quello dello Sviluppo giovanile, e per alcuni abbiamo individuato che fosse più giusto avere un primo approccio al rugby dei grandi in Serie A. Altri di loro, però, hanno bisogno di giocare in Top10, altri ancora, io credo e spero, potrebbero avere più spazio già in franchigia.”

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“L’obiettivo della FIR è creare un sistema integrato dove ogni attore abbia il proprio compito. Le squadre di Serie A lo hanno capito, e hanno anche capito lo spirito dei Poli di Sviluppo. Zebre e Benetton hanno ben chiaro il progetto formativo e il loro ruolo al suo interno. In questo momento lo hanno capito meno i club del Top10, ma spero raggiungeremo la quadra anche con loro.”

“Intanto – ha chiuso Innocenti – i più giovani continuano il loro percorso con la nazionale U20, e disputeranno il Sei Nazioni di categoria. Il Sudafrica ci ha invitato insieme ad altre nazionali europee [Francia, Irlanda e Georgia] per un festival U18 la prossima estate. E poi ci sono in piedi altre trattative per fissare incontri della nazionale A, in modo da dare altre e nuove opportunità ai nostri giovani più maturi. Cercheremo di far fare a questi ragazzi le migliori esperienze, ricordando che loro si allenano costantemente con le franchigie dello URC, uno sviluppo formativo importante di questa stagione.”

Proprio sull’argomento dell’evoluzione della formazione dei giovani, il presidente federale ha inoltre tenuto a sottolineare come le novità all’interno del sistema siano in continuità con la precedente gestione, e non in completa contrapposizione, nonostante la chiusura di due Centri di Formazione e della Accademia Nazionale: “Basta contrapposizioni, la FIR attuale sta andando in continuità con la FIR precedente, cercando di sviluppare un suo progetto di formazione che spero possa portare a risultati ancora migliori di quelli ottenuti. Estendendo le qualità formative ai club faremo un enorme passo avanti per aiutare l’Italia a diventare davvero un paese di rugby.”

“Mi sono stancato della contrapposizione continua tra prima e dopo. C’erano delle criticità, come l’esclusione dei club dalla formazione, che non volevamo portare avanti e allora abbiamo proposto un nuovo modello. I giocatori con l’X Factor per arrivare all’alto livello vengono seguiti con competenza. Credo che questi giocatori di 17-18 anni che si allenano quotidianamente con una franchigia che gioca in United Rugby Championship possano trarre più benefici rispetto a quelli che avrebbero trovato con la squadra dell’Accademia in Serie A.”

A rinforzare le parole del numero uno, arrivano anche le parole di Daniele Pacini, Direttore tecnico federale, e German Fernandez, Responsabile dell’alto livello giovanile.

“I principi applicati ora sono gli stessi che c’erano già 15 anni fa – ha chiarito Pacini – Ogni percorso ha sempre un obiettivo, a volte si deve porre attenzione nell’equilibrio tra la base e l’élite , ma la sintesi deve essere un risultato che porti avanti contemporaneamente l’uno e l’altro. Questo per dare efficacia nella continuità al progetto”

“Da quando ho iniziato a lavorare a luglio in FIR – ha chiuso Fernandez – ho sempre detto che questo nuovo progetto porta continuità rispetto al precedente. Cerchiamo tutti di portare la nostra esperienza per far crescere il sistema. Così come la FIR è vicina alla Nazionale, deve diventarlo sempre di più anche ai club. L’idea è di far crescere entrambi con il massimo equilibrio.”

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