Italia: una buona prima ora azzurra all’Olimpico, ma gli All Blacks vincono 47-9

Sette mete neozelandesi. 9 punti per Garbisi

Italia – All Blacks

Allo Stadio Olimpico di Roma, di fronte a 17 medagliati olimpici azzurri, l’Italia di Kieran Crowley – nuovo CT – e Michele Lamaro – nuovo capitano – apre il suo intenso novembre con la sfida agli All Blacks di Ian Foster, prima forza del Ranking Mondiale e reduce dal netto successo (16-54) di Cardiff, in casa del Galles.

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L’impatto sul match degli azzurri è subito più che incoraggiante, con una linea difensiva molto aggressiva, ottima percentuale di placcaggi ben portati e breakdown in cui gli azzurri fanno talvolta la voce grossa.

Si fa più fatica, invece, in rimessa laterale (sarà forse l’unico grande vulnus del pomeriggio italiano), con il primo lancio complesso per Gianmarco Lucchesi e pallone perso.

Al 7′, segnale notevole degli azzurri, che difendono al meglio sul maul neozelandese, che non avanza, con Weber che allarga l’ovale, ma l’ottimo placcaggio di Brex su Ennor porta alla persa in avanti dei tuttineri, la prima di una lunga serie nei 40′ d’apertura.

All’8′, box-kick di Varney, appena oltre la metà di campo, con Ioane che va a contendere e porta il pallone sul lato azzurro. Minozzi esegue un calcetto per se stesso e va a portare pressione nei 22, forzando la persa in avanti e una mischia in zona invitante, sul lato sinistro.

Gli azzurri reggono in chiusa, con Giammarioli che riparte palla in mano verso l’interno del campo, e sul multifase arriva un vantaggio per fuorigioco della linea difensiva dei neri. L’Italia va in penal’touche sui 5 metri, si organizza il maul, con gli azzurri che non guadagnano metri ma un altro fallo. Sulla seconda penal’touche filata in zona rossa, tuttavia, arriva la rubata neozelandese, a vanificare lo sforzo dei ragazzi di Crowley.

Al 15′, calcio contro gli azzurri in chiusa, con Mo’unga che trova con un calcio sensazionale la penal’touche sui 5 metri. Il lancio di Coles, però, non è dei migliori, e i padroni di casa possono allontanare così l’ovale al piede.

La difesa degli azzurri, super aggressiva ed efficace, permette anche di contendere e recuperare diversi palloni sul punto d’incontro, come al 17′, quando il lavoro combinato di Brex (placcaggio) e Riccioni che mette le mani, porta al penalty. Gli azzurri vanno a giocare la rimessa laterale sui 22 in attacco, ma pasticciano al lancio, e l’ovale è rubato dai neozelandesi.

All Blacks che al 19′ hanno una rimessa laterale sui 22 in attacco, per un’ostruzione di Varney. Possesso vinto senza patemi e poi trasmissioni sin su McKenzie, che però, nemmeno sotto eccessiva, pressioni, perde l’ovale in avanti.

Al 28′, subito dopo l’uscita temporanea di Riccioni (ingresso al suo posto di Ceccarelli), su una mischia con introduzione azzurra sui 5 metri in difesa, pressione nera e palla raccolta da Christie che brucia il tentativo di placcaggio di Garbisi e Varney e marca sotto i pali. Mo’unga converte per il 7-0, al 29′.

Un fuorigioco, poco dopo, costringe gli azzurri nuovamente a difendere una penal’touche sui 5 metri. Maul, e poi accelerazione di Coles, che vola in meta, e in un amen Mo’unga porta i suoi sul 14-0, punendo immediatamente le sbavature azzurre.

Al 34′, splendida seconda linea d’attacco italiana: Ioane mette i suoi in avanzamento battendo un paio di uomini, e palla allargata con Garbisi che muove sull’out destro per Mori. L’ala di Bordeaux pesta sui piedi e batte il primo difensore, ma l’offload interno è impreciso.

Gli azzurri, però, vanno a segno per i primi punti poco dopo: grande pressione di Minozzi su McKenzie e fallo dell’estremo nero, che gioca il pallone da terra. Garbisi centra i pali per il 3-14.

Subito dopo, però, un altro calcio contro la difesa azzurra riporta gli All Blacks con una rimessa sui 5 metri: maul e grande accelerazione di Coles che legge il posizionamento rivedibile delle guardie e va oltre, per il 21-3, dopo la conversione di Mo’unga.

Prima della pausa, tuttavia, Garbisi dalla piazzola accorcia, andando a segno per il 6-21.

Avvio di ripresa che ricalca quanto visto all’inizio del primo tempo: difesa aggressiva azzurra e in avanti loro. Poi calcio contro McKenzie e penal’touche per gli azzurri sui 5 metri, ma lancio furba di Lucchesi entro i 5 metri, ed All Blacks che escono dalla situazione complessa senza problemi.

Al 49′, Maul nera e Coles che si stacca e sembra andare oltre, ma viene tenuto alto da Ioane, con gli azzurri che possono ripartire con un drop dalla linea di meta. Gran reattività azzurra in mezzo al campo, con Cannone (plac) e Nemer (ci mette le mani) che lavorano al meglio sul punto d’incontro.

Sulla rimessa laterale, possesso vinto, creato soprannumero all’esterno e Steyn può scatenarsi sull’out di sinistra, ma portato fuori appena dentro i 22. Al 56′, altro gran tenuto azzurro, con l’ex capitano Luca Bigi. Garbisi – solido anche in difesa, tra i migliori in campo tra gli azzurri – dalla piazzola è puntuale, per il 9-21 al 58′.

Al 63′, con gli azzurri sotto il doppio break, però gli All Blacks cambiano passo e giunge la quarta meta dei tuttineri, propiziata da un superbo offload di Tuungafasi, con un riciclo praticamente da terra della prima linea, che attiva la corsa di Christie, appena dentro la metà di campo. A sostegno – interno – del numero 9 arriva Reece, che attivato vola in meta alla bandierina di sinistra, vanificando il tentativo disperato di Minozzi. Mo’una, infallibile, centra i pali per il 9-28 al 64′. Oceanici che poi, con pazienza, marcano anche la quinta meta al 69′, sempre con l’arma della maul: il carrettino avanza sin a ridosso dei 5 metri, prima che Aumua si stacchi volando oltre per il 9-33. Mo’unga trasforma, per il 9-35 al 70′. Si spegne la luce azzurra, con gli All Blacks che sul velluto, con una stupenda combinazione Mo’unga-Bridge-Sotutu, vanno a segno con il terza linea alla bandierina sinistra, e con Mo’unga che converte per il 9-42.

Ancora con il maul, al 76′, arriva anche la settima meta dei tuttineri, la seconda di Aumua, per il definitivo 9-47.

Nel complesso, però, una prova per gli azzurri più che dignitosa. Raggiunto l’obiettivo (benché platonico e parziale) non banale di ridurre il passivo rispetto alle recenti uscite con i tuttineri (meno di 40 punti, le ultime due in casa avevano avuto una media, in tal senso, di 61.5), con una tenuta atletica notevole per oltre un’ora, con ottima attitudine in difesa e la capacità di indurre all’errore (reiterato) gli All Blacks, con tackle spesso avanzanti. Da rivedere, in vista di gare alla portata, invece, la tenuta della rimessa laterale.

Formazioni iniziali e marcatori  –  Italia v All Black (Autumn Nations Series 2021)

Italia: 15 Matteo Minozzi, 14 Federico Mori, 13 Juan Ignacio Brex, 12 Marco Zanon, 11 Montanna Ioane, 10 Paolo Garbisi, 9 Stephen Varney, 8 Renato Giammarioli, 7 Michele Lamaro (c), 6 Sebastian Negri, 5 David Sisi, 4 Marco Fuser, 3 Marco Riccioni, 2 Gianmarco Lucchesi, 1 Danilo Fischetti
A disposizione: 16 Luca Bigi, 17 Ivan Nemer, 18 Pietro Ceccarelli, 19 Niccolò Cannone, 20 Federico Ruzza, 21 Abraham Steyn, 22 Callum Braley, 23 Carlo Canna

Marcatori
mete:
trasformazioni:
punizioni: Garbisi (37′, 41′ pt, 58′)

All Blacks: 15 Damian McKenzie, 14 Sevu Reece, 13 Braydon Ennor, 12 Quinn Tupaea, 11 George Bridge, 10 Richie Mo’unga, 9 Brad Weber, 8 Hoskins Sotutu, 7 Sam Cane (c), 6 Luke Jacobson, 5 Josh Lord, 4 Tupou Vaa’i, 3 Tyrel Lomax, 2 Dane Coles, 1 George Bower
A disposizione: 16 Asafo Aumua, 17 Ethan de Groot, 18 Ofa Tuungafasi, 19 Samuel Whitelock, 20 Shannon Frizell, 21 Finlay Christie, 22 David Havili, 23 Jordie Barrett

Marcatori
mete: Christie (28′), Coles (31′, 38′), Reece (63′), Aumua (69′, 76′), Sotutu (70′)
trasformazioni: Mo’unga (29′, 33′, 40′, 64′, 69′, 72′)
punizioni:

Arbitro: Karl Dickson

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