Italia, Franco Smith: “Non ci deve mancare l’iniziativa. Dobbiamo giocare sui nostri punti di forza”

Il ct dell’Italia fa il punto della situazione alla viglia dell’ultimo match del Sei Nazioni pensando anche al futuro

Franco Smith head coach nazionale italiana rugby

Franco Smith head coach nazionale italiana rugby (Ph. Sebastiano Pessina)

Il recupero della quinta e ultima giornata del Sei Nazioni 2020, che domani metterà di fronte Italia e Inghilterra allo stadio Olimpico di Roma dalle 17.45 (con diretta tv su DMAX e diretta in streaming su Onrugby), si avvicina sempre più a grandi passi.

Nella giornata di vigilia, come di consueto, è tempo di conferenza stampa per Franco Smith – il ct dell’Italrugby – che rispondendo alle domande dei media, insieme a capitan Bigi, ha toccato diversi temi. Andiamo a vedere quali.

Franco Smith
Il primo punto in oggetto ha riguardato il precedente della “Fox”, relativo ad un Inghilterra-Italia del 2017, e gli orizzonti della formazione azzurra: “Ovviamente le cose sono cambiate e non c’è tantissimo spazio di interpretazione rispetto al regolamento attuale. Dobbiamo pensare al presente e al futuro – afferma Franco Smith – costruendo qualcosa di nuovo e di nostro andando a sviluppare un gioco che ci consenta di tracciare un percorso che duri nel tempo. Non ci deve mancare l’iniziativa: questo ci porterà ad aumentare esperienza e competitività contro le migliori squadre del mondo, che è un aspetto che non si forma in un giorno, soprattutto al termine di un Sei Nazioni così lungo e spezzettato e dove abbiamo schierato un gruppo nuovo. Sabato dobbiamo giocare sui nostri punti di forza facendo tesoro di ciò che ci è successo nelle precedenti gare”.

Poi si esprime sul bilancio di questo suo primo Sei Nazioni da capoallenatore: “E’ una domanda un po’ strana per me, anche perché un’edizione del torneo come questa non l’ha mai vissuta nessuna. Dopo le prime tre partite i ragazzi sembravano capire sempre di più alcune delle strutture di gioco che gli proponevamo, ma ovviamente quello che è successo, così come per tutte le nazionali, ha rallentato i processi di apprendimento. Dovremo mettere da parte quello che è andato male costruendo qualcosa per le prossime partite”.

Un chiarimento sull’esclusione di Varney, dopo l’avvenuta guarigione, dai 23 per la lista-gara: “Stephen è un prospetto che andrà inserito ma mettergli pressione in una partita del genere, dopo dieci giorni di isolamento a causa della malattia, non ci sembrava il caso. Ora si è ripreso bene e sta lavorando al meglio con la squadra: arriverà il momento giusto nel quale sarà impiegato”.

Leggi anche, Sei Nazioni 2020: Italia – Inghilterra la formazione degli Azzurri

I temi tattici della gara e quell’utilizzo continuativo del gioco al piede: “La tattica al piede? Stiamo vedendo spesso, e lo riscontriamo anche a livello statistico, che tutte le squadre quando hanno la palla in mano provano a giocare quattro fasi, al termine delle quali se non sono riuscite a entrare nel campo avversario, guadagnando la linea del vantaggio, calciano lunghe per togliersi un po’ di pressione. A noi questo serve per stare il meno possibile nella nostra metà campo: abbiamo un gruppo giovane che subisce ancora fisicamente il contatto, per noi è molto meglio utilizzare questa strategia. I loro contrattaccanti? Tutti conoscono la nostra tattica, ma voglio vedere se i loro uomini saranno così bravi a ribaltare il fronte di gioco”.

Infine fotografa il tema relativo al gap fisico: “Abbiamo una rosa molto più giovane rispetto alle altre squadre. Oltre a questo non dobbiamo dimenticare quello che è successo nello scorso inverno, quando in Italia siamo stati colpiti duramente da ciò che è capitato: i giocatori sono stati costretti a un lungo periodo di inattività.
In generale penso che fisicità, intensità e ritmo del gioco siano molto bassi in Italia e che le franchigie stiano facendo di tutto per colmare questo gap, anche se al momento il livello internazionale ha ancora un altro passo. Sappiamo che si deve e si dovrà lavorare su questo. Rispetto ai dati che stiamo raccogliendo – conclude Franco Smith – nelle ultime settimane però, e lo posso dire con orgoglio, questi ci dicono che siamo in miglioramento. La cosa che davvero ci manca è l’applicazione della nostra fisicità”.

Luca Bigi
Al capitano azzurro viene invece chiesto di descrivere le dinamiche di gruppo e quali sono gli altri compagni con cui ha un maggiore confronto di leadership: “All’intero di un gruppo il ruolo di capitano è fondamentale, ma avere anche dei giocatori chiave con cui interfacciarsi è altrettanto importante, per quanto riguarda la mia figura e per lo staff. Questa è una cosa che ritroviamo anche nelle franchigie.
Steyn, Canna, Bisegni, Allan e Sisi adesso, così come prima facevano Budd e Zanni ad esempio, senza dimenticare Ghiraldini, sono i giocatori con cui mi confronto e da cui ho dei feedback su tutto il gruppo, considerando anche che ora il tempo che passiamo insieme è molto di più vista la bolla a cui ci dobbiamo sottoporre”.

Italia-Inghilterra (sabato 31 ottobre, ore 17.45) e le altre due sfide di giornata del Sei Nazioni 2020, oltre che su DMAX e DPlay saranno visibili anche in diretta streaming su OnRugby. Quindici minuti prima del calcio d’inizio troverete in homepage la notizia contente il player per poter vedere le dirette.

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