In UK, messo in pausa il piano per il ritorno dei fan negli impianti sportivi

Si stava lavorando per riaprire gli stadi ad ottobre, ma il peggioramento della situazione ha bloccato il tutto

Premiership

Twickenham – ph. Sebastiano Pessina

Nel Regno Unito, l’intenzione – ad agosto – era quella di riaprire gli stadi, quantomeno con una capienza di un certo peso, a partire dal primo ottobre – dopo una serie di eventi “pilota”, con un numero ridotto di presenti sulle tribune (2700 persone) -, permettendo così ai fan di tutti gli sport di tornare a seguire, supportare e tifare la propria squadra dal vivo, ed alle compagini di ritrovare un’importante voce nella colonna delle entrate, in un periodo estremamente complesso dal punto di vista economico.

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Il piano, che era già stato ridimensionato lo scorso settembre, con la capienza per le partite test ridotta a 1000 spettatori, ed il primo ministro Boris Johnson che aveva già lasciato intendere la necessità di rivedere le intenzioni originarie, è stato definitivamente bloccato.

A determinare lo stop – anche degli eventi pilota -, ovviamente, il peggioramento della situazione legata al noto virus, con lo stato di allerta per la trasmissione del suddetto che è recentemente tornato a livello 4 (“rischio di diffusione alto, o esponenzialmente in crescita”), e nuove misure di contenimento attese, nelle prossime ore, da Londra, dove sarebbe in programma una conferenza stampa ad hoc, tenuta da Johnson.

“Stavamo lavorando ad un programma specifico per il ritorno di un certo numero di persone negli stadi. Non sarebbe stato il caso, ad ogni modo, di avere stadi pieni di gente. Per ora, però, dobbiamo mettere in pausa questo progetto, restando sempre pronti, per rimetterci in moto in tal senso, non appena le circostanze renderanno possibile l’opportunità di portare più fan dentro le strutture”, ha spiegato Michael Gove, rappresentante del consiglio dei ministri, a BBC Breakfast.

Una notizia di grande impatto per tutti i club della piramide ovale in UK, e per le stesse federazioni britanniche, in primis quella inglese – la cui situazione economica è messa a dura prova dall’emergenza -, la cui speranza di riportare un numero importante – seppur contingentato – di tifosi sugli spalti di Twickenham e Murrayfield, tra test con i Barbarian, Six Nations e Autumn Nations Cup, nei prossimi mesi, sta vacillando pesantemente.

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