5 giocatori con almeno 100 caps di cui potreste non aver mai sentito parlare

Entrati silenziosamente nella storia ovale

romania rugby

ph. Sebatsiano Pessina

Nel frastagliato panorama internazionale, sono ben 64 gli atleti ad aver raggiunto l’iconica quota delle 100 presenze ufficiali con la propria selezione nazionale.

Nella nobile categoria dei centurioni figurano elementi che hanno scritto la storia di questo sport, a partire dal record man assoluto di caps con la propria nazionale, quel Richie McCaw – riconosciuto all’unanimità come uno dei più grandi di sempre – issatosi in vetta a quota 148, tallonato da vicino da Alun Wyn Jones (147, comprese anche le sfide con i Lions) e Sergio Parisse, sul terzo gradino del podio con 142 apparizioni in magli azzurra.

Al fianco di celebrità ovali – tra cui anche O’Driscoll, Habana e Castrogiovanni, tra gli altri – tuttavia, in codesta lista presenziano, con pieno merito ed altrettanta dignità, anche giocatori che hanno speso la loro carriera spesso lontano dai palcoscenici più lussuosi, ma che hanno lasciato comunque un segno importante, quantitativamente (lo testimoniano i numeri), ma anche qualitativamente, ai movimenti dei loro paesi. Abbiamo raccolto i 5 meno noti.

5 giocatori con almeno 100 caps di cui potreste non aver mai sentito parlare

Victor Gresev, terza linea – classe ’86 ( Russia – 103 caps, 20 mete)
Il terza linea di San Pietroburgo – che vanta trascorsi importanti anche con la selezione 7s – ha presenziato a due edizioni della Coppa del Mondo, nel 2011 in Nuova Zelanda e lo scorso novembre in Giappone (fu titolare contro l’Irlanda). A livello di club, invece, è stato uno degli elementi di spicco del Krasny Yar Krasnoyarsk nell’ultimo decennio, con cui ha disputato da protagonista anche la Challenge Cup ’17/’18, assurgendo alle cronache per la doppietta inflitta allo Stade Francais, nella storica vittoria dei russi (34-29) ai danni del club parigino. Nel 2011 ebbe una fugace esperienza anche con i Wasps, con cui riuscì a debuttare solamente in anglo-welsh cup.

Giorgi Chkhaidze, terza linea – classe ’81 (Georgia – 101 caps, 7 mete)
Non ha fame e classe del collega di reparto Mamuka Gorgodze – recentemente ritiratosi della scena agonistica – ma Giorgi Chkhaidze, terza linea classe ’81 di grande sostanza, ha saputo costruirsi una carriera di assoluto rilievo, sia con la selezione caucasica, rappresentata in ben quattro edizioni della Rugby World Cup – da quella australiana del 2003 sino a quella inglese del 2015 –  che a livello di club, giocando per ben 6 club francesi, compresi Racing Metro (con cui vinse il ProD2 nel 2009) e Montpellier (22 presenze in Top14 tra il 2009 ed il 2011).

Leggi anche: I 10 arbitri con più ‘caps’ internazionali

Catalin Fercu, utility back – classe ’86 (Romania – 109 caps, 33 mete, 171 punti)
Il trequarti classe ’86, la cui carriera di club si è dipanata sempre in patria, con le maglie di Steaua Bucarest e RCM Timisoara, ad eccezione, e che eccezione (!), di un anno (nel ’14/’15) trascorso tra le fila dei Saracens con cui ha avuto un ruolo importante nella squadra A, togliendosi anche la soddisfazione di debuttare in Premiership (in cui vanta 1 sola presenza), nel glorioso scenario di Twickenham, ha disputato due mondiali (’07/’15) con la sua selezione. Non è il romeno con più presenze in assoluto, preceduto dal più noto collega di reparto nella linea arretrata Florin Vlaicu.

Una menzione speciale per gli Uva, unica coppia di fratelli ad aver raggiunto tale traguardo

Ci sono andati vicino anche Mauro (106 caps) e Mirco Bergamasco (89 caps), la coppia di fratelli italiani con più presenze in assoluto, ben 195 complessivamente. Nell’impresa, però, ci sono riusciti solamente i fratelli Uva, pilastri assoluti del Portogallo alla rassegna iridata 2007 (quando i lusitani riuscirono a “battere” anche gli All Blacks) ed in grado entrambi di entrare nel mondo del professionismo, in Francia, sul finire dello scorso decennio.

Goncalo Uva, seconda linea – classe ’84 (Portogallo – 101 caps, 9 mete)
Vasco Uva, terza linea – classe ’82 (Portogallo – 101 caps, 13 mete)

I due si sono recentemente raccontati in una splendida intervista al ‘Times’, ripercorrendo il percorso – pieno di insidie ma anche grandi soddisfazioni – che permise alla compagine della penisola iberica di qualificarsi al torneo francese, e la loro carriera Pro in Francia: Goncalo a Narbonne e Montpellier, Vasco solo a Montpellier, prima di una lunga parte finale di carriera in patria al Direito, club di cui oggi è il director of rugby.

Qui Goncalo Uva si produce in un intercetto felino che propizia una meta contro la Polonia

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