Michael Cheika: “Avrei dovuto lasciare i Wallabies prima”

In un’intervista al Times l’ex coach dell’Australia ha detto che avrebbe dovuto lasciare la nave già nel 2018

ph. Sebastiano Pessina

Ripensando agli ultimi cinque anni, Michael Cheika ha dichiarato di essersi pentito di non aver lasciato prima il lavoro di head coach dell’Australia. Lo ha detto al quotidiano inglese The Times, sostenendo che la nomina di Scott Johnson a director of rugby della federazione, avvenuta nel 2018, sarebbe dovuto essere un segnale da cogliere per farsi da parte.

“In una squadra di rugby c’è posto per un solo boss, è tutto qui” ha affermato seccamente Cheika.

“Avrei dovuto andarmene perché [la nomina di Johnson] dimostrava che non si fidavano più di me. Ma amavo il rugby australiano e ho pensato di potercela fare, ho creduto di poter unire lo spogliatoio e non volevo deludere giocatori e tifosi.”

“In questo modo mi sono compromesso. A posteriori è molto più facile rendersene contro. Ho provato a gestire la situazione nel modo migliore possibile senza essere messo da parte.”

Cheika, che ha guidato i Wallabies dall’ottobre del 2014 al novembre 2019, ha ottenuto la vittoria del Rugby Championship e la finale del mondiale in Inghilterra nel suo primo anno, ma i risultati sono poi andati in progressivo declino, complice anche un più generale momento di crisi del rugby australiano.

Dal 2016 al 2019 Cheika ha fatto registrare 23 vittorie in 52 partite, uscendo ai quarti di finale della Rugby World Cup in Giappone contro l’Inghilterra. Nel momento più difficile, alla fine del 2018, si erano accumulate molte pressioni affinché il tecnico rimettesse l’incarico.  Immediatamente dopo l’eliminazione dal mondiale, Cheika si è quindi dimesso, dichiarando contestualmente di non aver pressoché alcun tipo di rapporto con l’allora presidente della federazione Cameron Clyne e con la ex CEO Raelene Castle.

Nonostante la sua esperienza alla guida della nazionale australiana non sia finita nel migliore dei modi, Cheika ha ancora intenzione di allenare: “Ho assolutamente ancora ambizioni da coach. Il rugby è ciò che amo fare. Non è mai stato un lavoro, è una passione. Penso davvero di poter fare bene nel giusto contesto. In Australia ha funzionato nella prima parte, non nella seconda.”

“Ho sempre creduto di non poter allenare contro una squadra che ho allenato prima. Mi sentirei quasi un traditore. So che non è una cosa di tendenza né moderna o professionale. Ma questa è sempre stata la mia idea nell’affrontare quel paio di contatti che ho avuto in Francia.”

onrugby.it © riproduzione riservata
item-thumbnail

All Blacks? Nessuno sconto ad hoc per loro

Le parole di Jacinda Hardern "gelano" la NZRU, che però può ancora sperare che i tuttineri trascorrano il Natale in famiglia

28 Settembre 2020 Emisfero Sud / Rugby Championship
item-thumbnail

Wallabies: Dave Rennie e il dilemma terza linea

Così simile eppur diverso da quello che attanaglia Ian Foster dall'altra parte del mare di Tasman

24 Settembre 2020 Emisfero Sud / Rugby Championship
item-thumbnail

Rugby Championship 2020: All Blacks, neri di rabbia. Natale in isolamento per loro?

I neozelandesi critici col calendario del torneo, ma la SAANZAR risponde per le rime

24 Settembre 2020 Emisfero Sud / Rugby Championship
item-thumbnail

Rugby Championship 2020: il calendario del torneo

Si parte il 7 novembre per concludere il 12 dicembre: nel mezzo sfide ad alta tensione ovale

24 Settembre 2020 Emisfero Sud / Rugby Championship
item-thumbnail

Argentina, verso il Rugby Championship 2020: i convocati

Mario Ledesma compie la prima scrematura riducendo il gruppo a 33 unità

22 Settembre 2020 Emisfero Sud / Rugby Championship
item-thumbnail

Rugby Championship 2020: Argentina, la marcia d’avvicinamento

Lo staff tecnico dei Pumas ha fatto il punto della situazione dal ritiro di Buenos Aires

18 Settembre 2020 Emisfero Sud / Rugby Championship