Alcool, pittura fresca, discorsi e panini da ko: quando il rugby fa autogol

Fallimenti, papere, disastri, gaffes, guai, disfatte ovali. Antologia di Marco Pastonesi

Commenti dei lettori
  • deegan 17 Aprile 2017, 14:57

    Tutto molto comprensivo……ma sulla “Pittura fresca” posso dire la mia

  • Hullalla 17 Aprile 2017, 18:39

    Una volta, anche uno dei miei “cuccioli” del minirugby di prima elementare, alla prima palla in mano della prima partita dela sua giovanissima vita, in un momento di confusione ando’ trionfalmente a segnare nella sua area di meta… 🙂

  • fabiogenova 19 Aprile 2020, 13:15

    Visto che siamo in periodo di amarcord, qualche clamoroso “autogol” dal campo si può menzionare. E allora, al di là dei voli dell’angelo verso la meta che perdono l’ovale in maniera clamorosa, come i recenti Le Roux con la maglia degli Wasp e il Seniloli della Benetton nell’occasione che ben ricordiamo tutti, per me la gaffes più clamorosa della storia del rugby europeo rimane quella di Poitrenaud a due minuti dal termine della finale di Heineken Cup 2004. Fu proprio Rob Howley, allora negli WASP, a soffiare l’ovale all’ultimo secondo a un Poitrenaud che aspettava tempo interminabile che l’ovale arrivasse in area di meta per annullarlo. Con quella incredibile meta Tolosa perse la Coppa Campioni. Ancora adesso, in Francia, quando qualcuno fa una belinata del genere la chiamano “una poitrenaude”.

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