Australia: Raelene Castle rischia il licenziamento

C’è battaglia attorno alla CEO della federazione australiana, l’ex Wallaby Phil Kearns in pole position per prenderne il posto

Ph. Ettore Griffoni

Il difficile momento sociale ed economico che il mondo sta attraversando mette in difficoltà le strutture più fragili, anche quelle sportive. Ecco quindi che una organizzazione come la federazione australiana di rugby, da anni immersa in una serie di difficoltà strutturali, ha visto i propri problemi aggravarsi.

Come già riportato negli ultimi giorni, l’ultimo bilancio di Rugby Australia non è stato dei migliori, con ingenti perdite messe a registro. A fare le spese di questa situazione potrebbe essere Raelene Castle, chief executive officer della federazione, che subisce il fuoco incrociato di colleghi, giocatori e media, in particolare Fox Sports, emittente alla quale Rugby Australia non ha venduto i diritti televisivi per le partite. Proprio la vendita dei diritti, rinviata a causa della pandemia, sarebbe uno dei punti critici sollevati contro Castle.

L’associazione giocatori da par suo ha ammorbidito la propria posizione nelle ultime ore, dopo aver criticato la gestione federale per alcune settimane a causa della mancata concessione di alcuni dati economici da condividere in vista di trattative per eventuali tagli ai salari di tutti i giocatori con un contratto centralizzato. La concessione alla Rugby Union Players’ Association di una maggiore trasparenza sui conti è stata cruciale nel calmare le acque: con quei dati l’associazione giocatori proporrà un taglio agli stipendi dei 192 giocatori professionisti sotto contratto con la federazione.

Intanto, però, voci di corridoio insistono che all’interno del movimento australiano ci sia un crescente malcontento per l’amministrazione di Castle, sbandierato soprattutto da un gruppo di ex giocatori di grande spessore. Phil Kearns, ex capitano degli Wallabies e opinionista per Fox Sports, nonché l’altro candidato di punta al ruolo di CEO battuto da Castle, sarebbe il nome caldeggiato per rimpiazzarla.

Un rumor che sia Kearns che Castle hanno ridimensionato: “Solo chiacchiere dei giornali” ha sorvolato il primo, mentre l’amministratrice ha sottolineato come “il consiglio e il management di Rugby Australia sono al 100% concentrati in quello che c’è da fare adesso, cioè assicurare il futuro del gioco e attraversare questa crisi globale senza precedenti che ha colpito lo sport, l’economia e le comunità.”

In sua difesa è però giunta un’altra voce. Il Sydney Morning Herald ha riportato che Dave Rennie potrebbe rinunciare alla panchina dei Wallabies se Raelene Castle dovesse essere sollevata dal suo incarico. Rennie, infatti, si è sempre pronunciato in sostegno del proprio diretto datore di lavoro, a cui si considera legato.

Per il momento, quindi, Castle sembra riuscire a mantenere la barra dritta, ma intorno a lei si addensano nubi di malcontento che potrebbero renderle difficile il prossimo futuro.

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