Italia Under 20, intervista a coach Roselli: “In contatto con i ragazzi, ma ci sentiamo svuotati”

“L’8 aprile si deciderà sul Mondiale U20”, poi il tecnico degli azzurrini ci parla di recente passato, presente e del suo futuro

Ph. FIR

Nel pieno rispetto delle regole attuali, ma anche di sè stessi e del proprio lavoro si cerca di portare avanti un progetto a cui si tiene tanto. Quando chiamiamo Fabio Roselli per questa chiacchierata, l’allenatore della nazionale italiana Under 20 è a casa sua, ma si percepisce che col cuore e con la mente vorrebbe essere vicino a tutti i suoi ragazzi per analizzare magari l’ultima partita di un Sei Nazioni di categoria che di fatto si è giocato solo a metà e pensare al Mondiale casalingo della prossima estate. Dall’attualità a quello che è stato prima dello stop forzato, sino alla carriera futuro. Ecco l’intervista al coach azzurro.

Fabio, iniziamo dalla domanda più elementare: come state trascorrendo il tempo tu e il tuo staff?
“Al momento siamo in contatto con i ragazzi quotidianamente con tutti i mezzi che la tecnologia ci mette a disposizione. Sicuramente la persona che sta interagendo di più col gruppo è il preparatore atletico Massimo Zaghini, che ogni giorno cerca di fornire loro metodi di allenamento che possano essere fatti a corpo libero o esercizi alternativi atti a migliorare la condizione psicofisica dei ragazzi. Ovviamente questo si fa nei limiti del possibile, le priorità sono la salute e le istruzioni relative al decreto legge”.

Il vostro calendario fra l’altro, dopo il Sei Nazioni, sarebbe entrato in una fase calda: ci pensate al Mondiale, che si dovrebbe (condizionale d’obbligo) giocare in casa?
“Con Stephen Aboud abbiamo fatto delle riflessioni. E’ chiaro che se anche il nostro Paese dovesse uscire da questa situazione, ci dovremmo parametrare con nazioni che sarebbero a un punto diverso del piano d’emergenza. Il Mondiale ammette nazioni che vengono da tutte le parti del pianeta è quindi difficile fare una previsione concreta e reale. World Rugby ci ha comunicato che sta monitorando la situazione globale: loro prevedono di prendere una possibile ultima decisione intorno all’8 aprile”.

Abbandoniamo le previsioni e le situazioni attuali, per fare un passo indietro sul campo. L’ultima partita giocata ci ha visti uscire sconfitti dalla Scozia per 29-30 (a Reggio Emilia): cosa non è andato in quella gara?
“Abbiamo parlato con i ragazzi più volte analizzando la partita. A livello tecnico, rispetto alle due prove precedenti, non crediamo ci sia stato nessun passo indietro, anzi. La squadra sotto il profilo strategico e del gioco ha mostrato buone sequenze difensive costruendo anche tanto in attacco, contro una formazione che fra l’altro sapevamo essere in gran forma, basti vedere la loro ultima affermazione contro il Galles. Siamo convinti che ci siano mancate un po’ di umiltà e disciplina, quest’ultima in particolare non è stata all’altezza: se vediamo quanto abbiamo concesso noi al Galles all’esordio possiamo contare sei punizioni, contro la Scozia invece siamo arrivati a più del doppio finendo nell’ordine delle quindici/sedici penalità”.

Scozia, Galles, ma anche altri risultati a sorpresa: ti aspettavi un Sei Nazioni Under 20 così incerto?
“Su questo torneo, non è mai facile fare delle previsioni. Paradossalmente anche quando la Francia si è aggiudicata il Mondiale di categoria due volte, nel Sei Nazioni ha comunque sempre fatto molta fatica. Negli ultimi anni è stato sempre una rassegna molto avvincente. L’Irlanda in particolare sta dimostrando di essere una vera macchina da punti: hanno un gioco magari non elaboratissimo, ma efficace e cinico. Ha una media negli ultimi anni di più di 30 punti a partita. Questo è un po’ il bello di affrontare il torneo dell’Under 20”.

Possiamo dire che è anche più difficile conoscere tutti i giocatori che sono impiegati nelle squadre?
“Sicuramente. All’inizio del torneo inoltre molte squadre, compresa la nostra, hanno grande entusiasmo perché si devono misurare sulla ribalta internazionale in partite che offrono stimoli e intensità diverse rispetto a quelle domestiche. L’anno scorso in trasferta contro la Scozia e quest’anno contro il Galles, abbiamo visto di cosa siamo stati capaci e di che spinta poi questo ci abbia offerto per il prosieguo del cammino, anche se ovviamente non è facile mantenere il livello sempre alto e costante”.

Torniamo a parlare di attualità: esiste una pianificazione nell’ottica di tornare a giocare?
“Piano piano stiamo abbozzando una riprogrammazione di quello che potrebbe essere se dovessero darci l’ok eventualmente per l’avventura iridata, ma siamo consapevoli che non tutto dipenda da noi in questo momento. La cosa più difficile sarà ritrovare “il ritmo”, ma non solo per quanto riguarda il gioco. Quando entri nel “meccanismo del Sei Nazioni” il corpo squadra convoglia le sue energie nelle attività da svolgere: ritiro, allenamenti, viaggi, partita, analisi, riposo e cosi via. In questo momento viene a mancare tutto questo: ci sentiamo svuotati, impossibilitati nel dar sfogo a tutte le forze utilizzate. Purtroppo facciamo i conti col fatto che la nostra stagione potrebbe essere finita qui”.

C’è una possibilità che a livello Under 20 si recuperino le partite non disputate del Sei Nazioni?
“E’ tutto più complicato. Le squadre Under 20 di annata in annata si modificano molto, anche a causa dell’età dei giocatori presenti nel roster quindi posticipare in avanti una o più partite potrebbe voler dire giocare delle gare con delle formazioni totalmente diverse. Per noi dell’Italia si era parlato, in via del tutto ufficiosa e con un grosso punto di domanda, del fatto che forse contro l’Irlanda si potrebbe fare un eventuale warm-up premondiale da far valere anche come partita del Sei Nazioni, cosa che sarebbe interessante, e di utilizzare la partita nel girone eliminatorio del Mondiale contro l’Inghilterra anche come quinta giornata del Sei Nazioni, in modo da recuperare tutte e due le sfide in arretrato”.

Ultima cosa: rimarrai alla guida della nazionale Under 20 al termine della stagione o ti vedremo su un’altra panchina?
“Al termine della stagione potrebbe esserci un cambio, per continuare il percorso di crescita come tecnico. Ti posso dire che, come ipotizzato da qualcuno in maniera non corretta, non andrò alle Fiamme Oro anche perchè non ho mai avuto contatti con loro a riguardo”.

Di Michele Cassano

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