3 proposte per rendere più veloci le partite di rugby

Conversioni, mischie, touche e ruck: ce n’è per tutte le aree del gioco

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ph. Sebastiano Pessina

La fine dell’anno rappresenta un momento, anche un po’ più leggero, per pensare al rugby. Dalle colonne del Daily Telegraph infatti l’ex tallonatore della nazionale inglese Brian Moore ha voluto lanciare quattro possibili proposte per rendere più veloci e, a suo dire, meno annoianti le partite di rugby cercando di ridurre i cosiddetti tempi morti. Andiamo a vederle nel dettaglio.

1 – Eliminare la conversione
Secondo l’avanti i due punti addizionali dalla piazzola, che portano via mediamente un minuto, fanno scendere d’intensità la partita, oltre che a non rendere giustizia alle mete fatte alla bandierina rispetto a quelle realizzate con un drive in mezzo ai pali. Per Moore quindi una meta dovrebbe valere direttamente 7 punti.

2 – Mettere un tempo limite per la ripresa del gioco da mischia e touche
Il britannico propone di pensare a un tempo limite entro il quale far riprendere il gioco a seguito dell’assegnazione di una fase statica: pena l’arretramento di 10m della penalità concessa. Ipotizziamo che l’arbitro accordi una touche in fase offensiva a una squadra A e questa ci metta più di un minuto per trasferirsi nei cinque metri avversari della squadra B e completare la chiamata per rimettere in gioco la palla. La squadra A conserverebbe comunque l’ovale, ma ripartirebbe 10m più indietro con una nuova esecuzione.

3 – Cronometro di 5″ per i calci nel box da parte dei mediani di mischia
Il famoso “Use it” da parte dei direttori di gara nei confronti dei mediani di mischia, in particolare per quelli che organizzano una liberazione con calcio dal box, meriterebbe una misurazione cronometrica individuata in un tempo limite di massimo 5″, pena la perdita del possesso dell’ovale.

“Con tutti questi accorgimenti – conclude Moore – potremmo recuperare una decina di minuti di gara da offrire al pubblico limitando i momenti noiosi dei match”.

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