Come sarà l’Italia della Rugby World Cup 2023?

Abbiamo provato a immaginare delle liste di 31 convocati per il prossimo Mondiale. Ecco cosa ne è uscito fuori

Polledri rugby italia

ph. Sebastiano Pessina

La Rugby World Cup 2019 è finita da una decina di giorni e, insieme al Mondiale, si stanno concludendo anche le ultime analisi su un torneo davvero memorabile, sotto ogni punto di vista. Sono stati versati fiumi di inchiostro per raccontare le storie più belle di questo Mondiale, il trionfo degli Springboks, la sconfitta degli All Blacks, il grande exploit del Giappone e naturalmente il percorso (monco) dell’Italia, e nessuno di noi vorrebbe davvero smettere di parlare di questo Mondiale.

Per ovviare a questa necessità, abbiamo cercato di risolvere il problema alla radice. Se la Rugby World Cup 2019 è finita, perché non parlare direttamente della Rugby World Cup 2023? Ed è quello che faremo nelle prossime righe, cercando di scoprire come potrebbe essere composta la nazionale italiana per il prossimo Mondiale organizzato in Francia. Un gioco a cui ci siamo prestati anche per indagare sull’eventuale profondità del movimento azzurro, quali saranno i ruoli per cui poter stare tranquilli e quali invece potrebbero nascondere qualche punto debole.

Visto che non abbiamo ancora avuto modo di vedere l’annata 2001 in azione, nelle rose dei 31 possibili nomi per il Mondiale 2023 troverete al massimo dei ragazzi classe 2000, una nidiata peraltro piuttosto promettente. È un gioco a cui non ci siamo voluti sottrarre: partiamo.

L’Italia alla Rugby World Cup 2023

  • Piloni sinistri

Lorenzo Calamai: Danilo Fischetti (1998), Cherif Traorè (1994), Matteo Drudi (2000)
Matteo Viscardi: Danilo Fischetti (1998), Paolo Buonfiglio (1995)
Daniele Pansardi: Danilo Fischetti (1998), Derrick Appiah (1994), Cherif Traorè (1994)

C’è un unico punto fermo e si chiama Danilo Fischetti, sulla cui progressione in carriera al momento sembrano esserci pochi dubbi. Il pilone laziale è uno dei talenti Under 23 di maggior interesse in Italia e potrebbe diventare nel tempo il titolare a sinistra, vista la completezza tecnica dimostrata.

Cherif Traorè e Derrick Appiah stanno entrando nel quadriennio che dovrebbe portarli alla loro definitiva consacrazione, visto che nel 2023 avranno 29 anni e si presume saranno al picco della carriera. Tra le nomination ci sono anche Paolo Buonfiglio, all’inizio della sua carriera in Pro14 e ancora un po’ da scoprire, e un nome interessante come quello di Matteo Drudi, che ha ben figurato nell’ultima nazionale Under 20 sia al Sei Nazioni sia al Mondiale e del pack è stato uno dei più efficaci.

C’è da sottolineare come nessuno, in questo caso, abbia menzionato i piloni sinistri convocati per l’ultimo Mondiale (Lovotti, Quaglio e Zani). Tutti e tre hanno tirato la carretta al meglio delle loro possibilità in questi anni, ma sia per ragioni anagrafiche sia per le qualità espresse potrebbero essere scavalcati da chi dovrebbe emergere ora.

  • Tallonatori

Lorenzo Calamai: Marco Manfredi (1997), Luca Bigi (1991), Gianmarco Lucchesi (2000)
Matteo Viscardi: Marco Manfredi (1997), Engjel Makelara (1996), Luca Bigi (1991)
Daniele Pansardi: Marco Manfredi (1997), Luca Bigi (1991), Andrej Marinello (1999)

Due certezze su tutte, in un ruolo dove la crescita dei più giovani sarà realmente fondamentale per creare una profondità di qualità. Per qualità, fisicità, completezza tecnica ed esperienza, Marco Manfredi e Luca Bigi potrebbe essere un interessante dualismo negli anni a venire. Manfredi ha dimostrato di poter fare già la differenza a livello Pro14, e può solo migliorare.

Per un terzo slot, invece, si può solo scommettere sulla crescita di alcuni giovani in rampa di lancio. Engjel Makelara al Benetton sta accumulando minuti, ma non ha ancora convinto del tutto, mentre nelle retrovie scalpitano altri giovani come Andrej Marinello (8 presenze con la Under 20), Gianmarco Lucchesi (fermato da un infortunio nell’ultimo anno) e nomi non citati ma nel giro delle franchigie come Alberto Rollero e Edoardo Ferraro.

  • Piloni destri

Lorenzo Calamai: Marco Riccioni (1997), Tiziano Pasquali (1994), Matteo Nocera (1999)
Matteo Viscardi: Marco Riccioni (1997), Simone Ferrari (1994), Tiziano Pasquali (1994), Giosuè Zilocchi (1997)
Daniele Pansardi: Marco Riccioni (1997), Simone Ferrari (1994), Tiziano Pasquali (1994),

È uno dei ruoli dove nel presente e nel futuro c’è la maggiore abbondanza, sia in termini di qualità che di quantità. I ‘veterani’ del gruppo sono Simone Ferrari (che all’occorrenza, come visto in Giappone, può essere utilizzato a sinistra) e Tiziano Pasquali, ma bisogna ricordare come entrambi abbiano ‘solo’ 25 anni e ancora diverse stagioni davanti.

L’unico che può già considerarsi avanti rispetto a loro nelle gerarchie è Marco Riccioni, il più talentuoso fra tutti quelli citati e reduce da una stagione davvero positiva con il Benetton. Giosuè Zilocchi è un altro nome da non sottovalutare in ottica futura, mentre sarà interessante vedere la crescita di Matteo Nocera nel momento in cui si misurerà con l’alto livello. E non bisogna dimenticarsi nemmeno di Michele Mancini Parri e Filippo Alongi, che pure avranno qualcosa da dire.

Non è da escludere, però, che al prossimo Mondiale in Francia rivedremo lo stesso identico terzetto visto in Giappone.

  • Seconde linee

Lorenzo Calamai: Federico Ruzza (1994), David Sisi (1993), Niccolò Cannone (1998), Leonard Krumov (1996)
Matteo Viscardi: Federico Ruzza (1994), Sebastian Negri (1994), Niccolò Cannone (1998), Marco Lazzaroni (1995)
Daniele Pansardi: Federico Ruzza (1994), Niccolò Cannone (1998), Sebastian Negri (1994), David Sisi (1993)

È un reparto un po’ di difficile interpretazione, visto che alcuni uomini potrebbero galleggiare tra seconda e terza linea. Le grandi certezze sono Federico Ruzza, giocatore unico nel suo genere e per questo difficilmente sostituibile, e la crescita di Niccolò Cannone, che a 21 anni è già capace di imporsi fisicamente nel Pro14.

In un ruolo dove storicamente l’Italia fa fatica a produrre giocatori, l’arrivo di David Sisi in Italia è stato senz’altro provvidenziale per creare maggiore competizione, e l’italo-inglese potrà ancora dire la sua. Sarà interessante capire inoltre se Sebastian Negri, complice l’abbondanza in terza linea, sarà spostato effettivamente in un nuovo ruolo, e se Marco Lazzaroni riuscirà a conquistarsi un posto in nazionale. Infine, c’è da tenere d’occhio anche la possibile ascesa di Leonard Krumov.

  • Terze linee

Lorenzo Calamai: Jake Polledri (1995), Michele Lamaro (1998), Abraham Steyn (1992), Sebastian Negri (1994), Giovanni Pettinelli (1996)
Matteo Viscardi: Jake Polledri (1995), Michele Lamaro (1998), Abraham Steyn (1992), Giovanni Pettinelli (1996), Giovanni Licata (1997), Jacopo Bianchi (1998)
Daniele Pansardi: Jake Polledri (1995), Michele Lamaro (1998), Abraham Steyn (1992), Giovanni Licata (1997), Giovanni Pettinelli (1996)

Chiunque arriverà dopo Conor O’Shea, avrà diversi problemi a lasciar fuori alcuni giocatori ogni qualvolta sarà chiamato a comporre il XV titolare e a scegliere una riserva per la terza linea. Jake Polledri, Braam Steyn e Sebastian Negri sono i punti di partenza, ma alle loro spalle c’è un folto numero di giovani in rampa di lancio che avrà diversi argomenti convincenti da presentare all’head coach di turno

Michele Lamaro è il nome principale, presente infatti in tutte le nomination dopo aver dimostrato già anche nel Pro14 di che pasta sia fatto. Per gli altri posti, c’è un notevole gruppetto di talenti ancora da sgrezzare completamente, ma ognuno a modo suo molto interessante:,

Giovanni Pettinelli (sempre citato), Giovanni Licata e Jacopo Bianchi sono quelli nominati qui, ma non bisogna dimenticare Maxime Mbandà, Renato Giammarioli, Davide Ruggeri, Nardo Casolari e ovviamente Marco Lazzaroni, in base al ruolo in cui il successore di O’Shea lo inquadrerà.


  • Mediani di mischia

Lorenzo Calamai: Marcello Violi (1993), Callum Braley (1994), Nicolò Casilio (1998)
Matteo Viscardi: Marcello Violi (1993), Callum Braley (1994)
Daniele Pansardi: Marcello Violi (1993), Callum Braley (1994)

È un altro ruolo dove molto dipenderà dalla crescita degli Under 23 di oggi, che dovranno lavorare sodo per impensierire Marcello Violi e Callum Braley. Nel 2023 avranno rispettivamente 30 e 29 anni e inizieranno questo quadriennio come le prime due scelte per il futuro CT, in attesa di capire chi e come arriverà da dietro.

In due casi, però, sono stati scelti solo Violi e Braley, un po’ forse per mancanza di fiducia nei giovani e in un caso perché fra i trequarti potrebbe esserci un giocatore capace di ricoprire questo ruolo in caso di necessità. L’unico nome extra è quello di Nicolò Casilio, che dovrà dimostrare di poter arrivare in nazionale al pari di altri Under 23 come Trussardi, Panunzi, Citton, Piva e Petrozzi.

  • Mediani di apertura

Lorenzo Calamai: Tommaso Allan (1992), Antonio Rizzi (1998), Paolo Garbisi (2000)
Matteo Viscardi: Tommaso Allan (1992), Antonio Rizzi (1998)
Daniele Pansardi: Tommaso Allan (1992), Antonio Rizzi (1998)

Tommaso Allan, nel presente e nel futuro, è la vera unica certezza della nazionale in questo ruolo, il che rappresenta allo stesso tempo sia un fattore positivo che un discreto problema. Carlo Canna non ha ispirato abbastanza fiducia per un’eventuale nomination, dove invece ha trovato sempre posto Antonio Rizzi, un po’ perché non ci sono molte alternative.

ll mediano del Benetton è comunque un giocatore di qualità, sul cui potenziale non si potrà che scommettere pienamente. Lo stesso ragionamento si può fare per Paolo Garbisi, classe 2000, che dell’ultima nazionale Under 20 è stato l’indiscusso regista.

Per creare maggiore competizione, però, sarebbero serviti nomi di un certo peso anche nelle generazioni intermedie tra quelle di Allan, Rizzi e Garbisi, un problema che per l’Italia è evidente anche fra i mediani di mischia, come abbiamo visto.

  • Centri

Lorenzo Calamai: Luca Morisi (1991), Marco Zanon (1997), Federico Mori (2000), Matteo Moscardi (2000)
Matteo Viscardi: Luca Morisi (1991), Michele Campagnaro (1993), Ignacio Brex (1992)
Daniele Pansardi: Marco Zanon (1997), Federico Mori (2000), Michele Campagnaro (1993), Luca Morisi (1991)

Un buco generazionale si avverte anche fra i centri, dove esiste una discreta voragine fra un prodotto dell’annata 1993 come Michele Campagnaro e Marco Zanon, del 1997. In mezzo, a un certo livello, non c’è praticamente nessuno a cui attingere.

Ecco perché Luca Morisi si conferma un perno del reparto con le sue qualità e la sua comprensione del gioco e perché ci sono due nomination anche per Federico Mori. Il livornese sembra pronto per diventare un giocatore di spessore internazionale e potrebbe effettivamente emergere con il passare degli anni, al pari di un altro talento grezzo notevole come Matteo Moscardi.

Per lo stesso motivo di cui sopra, è venuto fuori anche il nome di Ignacio Brex, classe 1992 e intelligenza rugbistica che non si può buttare via restando indifferenti.

  • Ali/Estremi

Lorenzo Calamai: Matteo Minozzi (1996), Jacopo Trulla (2000), Monty Ioane (1994)
Matteo Viscardi: Matteo Minozzi (1996), Jacopo Trulla (2000), Monty Ioane (1994), Leonardo Sarto (1992), Michelangelo Biondelli (1998)
Daniele Pansardi: Matteo Minozzi (1996), Monty Ioane (1994), Ange Capuozzo (1999), Mattia Bellini (1994), Jacopo Trulla (2000)

Innanzitutto, una precisazione: secondo quanto appreso da On Rugby, Monty Ioane sarebbe interessato a vestire la maglia azzurra nel momento in cui completerà i tre anni di residenza (lo farà a dicembre 2020). Come lui anche Ratuva Tavuyara, mentre gli altri stranieri del Benetton non avrebbero nei propri piani la nazionale italiana.

Si spiegano così le tre nomination ricevute dall’ala australiana, che se dovesse decidere di diventare azzurro diventerebbe automaticamente la prima scelta per la maglia numero 11. E infatti per Ioane è stato un plebiscito, ma lo è stato anche per Matteo Minozzi (prevedibile) e Jacopo Trulla (meno prevedibile, ma il talento è indubbio).

Tra ali ed estremi sono circolati comunque anche altri nomi: Mattia Bellini è insieme a Minozzi l’unico che darebbe continuità rispetto a questo ciclo appena concluso. Leonardo Sarto sarebbe il cavallo di ritorno, mentre le altre novità sarebbero Michelangelo Biondelli e Ange Capuozzo, che a Grenoble sta giocando ormai solo da estremo ma che tornerebbe utile anche come mediano di mischia in emergenza.

I 31 convocati di Lorenzo Calamai

Piloni: Fischetti, Traorè, Drudi, Riccioni, Pasquali, Nocera
Tallonatori: Manfredi, Bigi, Lucchesi
Seconde linee: Ruzza, Cannone, Sisi, Krumov
Terze linee: Polledri, Steyn, Negri, Lamaro, Pettinelli
Mediani di mischia: Violi, Braley, Casilio
Mediani di apertura: Allan, Rizzi, Garbisi
Centri: Morisi, Zanon, Mori, Moscardi
Ali/Estremi: Ioane, Trulla, Minozzi

I 31 convocati di Daniele Pansardi

Piloni: Fischetti, Traorè, Appiah, Riccioni, Pasquali, Ferrari
Tallonatori: Manfredi, Bigi, Marinello
Seconde linee: Ruzza, Cannone, Sisi, Negri
Terze linee: Polledri, Steyn, Lamaro, Pettinelli, Licata
Mediani di mischia: Violi, Braley
Mediani di apertura: Allan, Rizzi
Centri: Morisi, Zanon, Mori, Campagnaro
Ali/Estremi: Ioane, Trulla, Minozzi, Bellini, Capuozzo

I 31 convocati di Matteo Viscardi

Piloni: Fischetti, Buonfiglio, Riccioni, Pasquali, Ferrari, Zilocchi
Tallonatori: Manfredi, Bigi, Makelara
Seconde linee: Ruzza, Cannone, Lazzaroni, Negri
Terze linee: Polledri, Steyn, Lamaro, Licata, Pettinelli, Bianchi
Mediani di mischia: Violi, Braley
Mediani di apertura: Allan, Rizzi
Centri: Morisi, Campagnaro, Brex
Ali/Estremi: Ioane, Trulla, Minozzi, Sarto, Biondelli

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