Ignacio Brex è pronto a placcare anche gli Scarlets

Abbiamo parlato con il centro del Benetton Rugby, alla vigilia della sfida di Llanelli

Ignacio Brex Benetton Rugby (ph. Ettore Griffoni)

Ignacio Brex – Benetton Rugby (ph. Ettore Griffoni)

Rientrato in campo nella nefasta trasferta di Galway dopo otto mesi di stop (con il breve intermezzo estivo con la Nazionale Seven), Ignacio Brex si è subito riconquistato, a suon di prestazioni di alto profilo, una posizione importante nelle gerarchie di coach Kieran Crowley, per quanto concerne il ruolo del secondo centro.

Il numero 13 classe ’92, ex San Cirano e Viadana, ha impressionato particolarmente sabato scorso, contro Edimburgo, gara al termine della quale è stato eletto Man of The Match. La sua performance è stata da incorniciare, con la qualità (non necessariamente la quantità, lo scorso weekend) dei suoi placcaggi che è emersa, ancora una volta, in modo lampante, di pari passo al contributo difensivo a tutto tondo.

Un aspetto, quello della difesa, che sta particolarmente a cuore al ragazzo di Buenos Aires. “Dopo il Mondiale, ci siamo ritrovati finalmente tutti assieme. In queste settimane Abbiamo lavorato veramente bene. Adesso che è tornato Marius Goosen dal Giappone (l’allenatore della difesa del Benetton Rugby fa parte anche dello staff azzurro), stiamo dando ancora più importanza all’aspetto difensivo. Penso che nell’ultima partita si sia visto in maniera piuttosto evidente. C’è grande attenzione anche sul placcaggio individuale, a maggior ragione alla luce delle modifiche al regolamento”, esordisce il trequarti leonino, raggiunto da OnRugby.

Fondamentale, quello del tackle uno contro uno, particolarmente nelle corde di Nacho Brex, da eseguire sempre a ritmo di rock argentino, sulle note dei Callejeros (“anche se il DJ, in spogliatoio, è Marco Lazzaroni, grande esperto di musica elettronica”). “Personalmente, mi sono sempre sentito molto confidente sulla difesa. Ovviamente, da professionista, mi alleno costantemente per migliorare ogni singolo aspetto del gioco, anche quelli in cui sono più performante, ma non nego che sia una cosa che mi venga bene anche naturalmente. Anche ora che sono rientrato da poco, e magari serve un minimo di tempo per ritrovare certi automatismi, per quanto concerne il placcaggio sono molto contento di quanto fatto vedere”, spiega Brex, prima di approfondire il tema Scarlets, prossimo avversario nel torneo celtico (sabato 9 novembre, alle 20.35. Qui le formazioni).

“Studiando gli Scarlets, si nota come loro siano estremamente forti palla in mano, con tante opzioni e numerosi giocatori pericolosissimi nell’uno contro uno. In attacco, invece, dovremo stare attenti alla loro rush defence, ed eseguire al meglio palla in mano. Inoltre, siamo consci del fatto che in una trasferta su un campo come quello del Parc Y Scarlets, potremmo avere poche occasioni in zona rossa. Quindi, dovremo riuscire ad essere lucidi e cinici in quei frangenti”, dettaglia il ragazzo di Buenos Aires, parlando della delicata sfida di Llanelli. Sullo sfondo, tuttavia, c’è già anche la gara del weekend prossimo, quella di Dublino contro Leinster, che segnerà il ritorno dei Leoni in Champions Cup.

“Per ora il focus è esclusivamente sul Pro14, ma c’è comunque grande attesa, nel senso più positivo del termine, per quella che sarà l’esperienza in Champions Cup, il torneo per club più competitivo del Mondo. Sono pienamente d’accordo con la massima che sostiene come solo giocando contro i migliori si riesca a crescere realmente. Le sei partite del girone, anche se chiaramente l’obiettivo dovrà essere quello di giocarne anche di più, saranno sfide che aiuteranno nel complesso anche il rugby italiano, con tanti ragazzi azzurri che potranno testarsi regolarmente a questo standard elevatissimo”, conclude elettrizzato all’idea dei lussuosi duelli continentali, lasciando inoltre aperta la porta per una sua chiamata in Nazionale italiana, con la quale potrebbe giocare già a partire dal prossimo Sei Nazioni 2020.

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