Scozia: Finn Russell è impaziente. Prima i Test Match e poi la World Cup

L’apertura ha spiegato le sue sensazioni verso l’appuntamento iridato tornando sul quarto di finale di quattro anni fa

Ph. Sebastiano Pessina

Ventisei anni, 44 caps e un talento elettrico al servizio del gioco della Scozia di Gregor Townsend: dopo settimane di preparazione e allenamenti, Finn Russell non vede l’ora di scendere in campo per un agosto fatto di Test Match e un autunno che sarà il teatro ideale della Rugby World Cup 2019, in Giappone.

Il mediano d’apertura è pronto a prendersi tutte le responsabilità del caso per trascinare il più avanti possibile la Nazionale del cardo nel cammino iridato: “Mancano poco più di due settimane al nostro esordio (fissato per il 17 agosto, contro la Francia a Nizza) ed ora abbiamo, dopo una prima fase molto dedicata alla forma fisica, iniziato a lavorare sugli aspetti di campo. Sarà un periodo inteso – prosegue – al Mondiale mancano due mesi, ma queste sfide ci aiuteranno a entrare nel clima giusto”.

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Poi un flashback sulla Coppa del Mondo disputata nel 2015, quando la Scozia venne eliminata nei quarti di finale dall’Australia al termine di una partita decisa da un errore arbitrale (35-34): “L’eliminazione di quattro anni fa per noi fu una delusione, ma oggi possiamo utilizzare quell’esperienza, quel trascorso per fare meglio. Dobbiamo dare il massimo, altrimenti non avrebbe senso giocare e cercare di migliorarsi. Dimostreremo di essere maturi”.

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Infine una chiosa sull’aspetto tattico del gioco: “Giocare 10 o 12 mi consente in ogni caso di essere in una posizione ‘centrale’ nelle trame offensive – ammette – in questo momento lavoro molto bene con Laidlaw, ma ho fatto altrettanto anche con Ali Price: in entrambi i casi abbiamo sintonia ed equilibrio. Nelle prossime settimane cercheremo, come reparto dei trequarti, di sviluppare un sistema offensivo che consenta a tutti i giocatori (mediani, ali, centri, estremi) di poter giocare nella miglior maniera possibile: dovrò ascoltare loro, perchè non conosco tutte le caratteristiche di ogni ruolo. Non sarà un solo individuo a portarci ai quarti, alle semifinali o dove arriveremo”.

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