Da zero a cento: tre giocatori esplosi nel Pro14

Nella settimana che ci porta alla finale del torneo, guardiamo indietro ad alcune delle sorprese dalla stagione

ph. Action Images via Reuters/Lee Smith

Il Pro14 è diventato un torneo sempre più centrale nel panorama del rugby europeo. Una volta completamente subalterno rispetto alle fortune di Premiership e Top 14, oggi la lega che coinvolge squadre italiane, scozzesi, irlandesi, gallesi e sudafricane ha ridotto il gap rispetto ai campionati domestici di maggior fortuna.

La crescita è dovuta non tanto grazie all’importazione dei principali talenti del mondo ovale nelle franchigie che vi partecipano, quanto piuttosto alla costruzione di squadre piene di giocatori cresciuti nelle rispettive filiere nazionali.

Abbiamo selezionato un terzetto di giovani talenti che nella stagione 2018/2019 hanno saputo affermarsi e sorprendere rispetto alle aspettative di inizio stagione.

Darcy Graham

Da Hawick con furore è arrivato il nuovo funambolo del rugby scozzese, esploso in questa stagione con ben 7 mete in 19 presenze per Edinburgh. In tanti si sono subito resi conto delle potenzialità del giovane trequarti, classe 1997, che a soli 17 anni era stato selezionato per disputare la finale di Scottish Cup per il suo club di formazione, l’Hawick Rugby Club, una delle culle dei talenti scozzesi.

Dopo tutta la trafila con le nazionali giovanili e quasi trenta presenze con la nazionale Sevens del Cardo, Graham ha debuttato nel 2017 con Edinburgh, segnando subito una meta nella vittoria per 50-20 dei suoi sui London Irish.

Con la maglia della nazionale ha invece debuttato a novembre dello scorso anno, ma si è fatto notare principalmente durante il Sei Nazioni 2019, segnando una doppietta nell’incredibile rimonta della Scozia contro l’Inghilterra all’ultima giornata.

The Prince of Hawick, com’è soprannominato dai tifosi, è un’ala, e all’occorrenza estremo, dalle dimensioni compatte (1,75 m) e un fisico non straripante, ma con delle qualità naturali di esplosività e cambio di direzione che lo rendono imprendibile per le difesa.

In questa stagione Graham ha ottenuto la nomination al Next-Gen Star of the Season, il premio per miglior giovane, assegnato poi a Adam Hastings.

Ross Byrne

Okay, ammettiamolo: Ross Byrne non è esattamente una sorpresa, una novità. Il mediano di apertura di Leinster ha 24 anni e ha già accumulato circa 60 presenze nella franchigia di Dublino, oltre ad aver ottenuto due caps per la nazionale irlandese, che con la concorrenza di due nomi come Johnny Sexton e Joey Carbery non sono da sottovalutare.

In questa stagione, però, Byrne era chiamato ad un ulteriore salto di qualità: con Sexton da tenere in formaldeide in vista del mondiale e Carbery (rispetto al quale sembrava comunque essere il preferito del coaching staff) partito in direzione Munster, al giovane nato e cresciuto nella capitale irlandese veniva richiesto un ulteriore salto di qualità anche nel giocare partite importanti. Tipo la semifinale del Pro14 per dirne una: nel derby ad eliminazione diretta di sabato scorso Byrne è stato preferito proprio a Sexton per giocare dall’inizio ed ha offerto una prestazione di grandissima affidabilità in cabina di regia, guidando la squadra fino al 19 a 9, quando la partita si è poi rotta e il suo eccellente sostituto ha potuto entrare in campo per traghettare i compagni fino all’ottantesimo minuto.

Byrne ha saputo aggiungere in questa stagione diverse sfumature al proprio gioco, che negli anni giovanili era improntato soprattutto ad una grande affidabilità al piede, sia tattico che per i pali. La sua forma recente lo ha reso un serio candidato ad essere la prima riserva di Sexton per il mondiale e, chissà, viste le condizioni del suo mentore e chioccia, potrebbe anche guadagnarsi la maglia numero 10 nella finale di Edimburgo.

 Giovanni Pettinelli

“Desidero sfruttare al meglio le occasioni che mi verranno concesse” diceva Pettinelli lo scorso 25 ottobre, dopo aver esordito con il Benetton Rugby in occasione della prima giornata di Challenge Cup, contro Agen. Promessa mantenuta per il terza linea classe 1996, elemento importante per la bella stagione del Benetton, seppure la sua crescita sia stata meno decantata di quella di altri giocatori e talenti di maggiore impatto visivo.

Eppure Pettinelli si è guadagnato ben 16 presenze quest’anno con i biancoverdi, di cui 11 da titolare, ottenendo al primo anno un minutaggio anche superiore a quello accumulato nello scorso campionato di Eccellenza, dove arrivò a disputare la finale scudetto con Calvisano. E infatti parlando del futuro della squadra nazionale, Conor O’Shea non si è scordato di fare il suo nome.

Terza linea di notevole impatto fisico e tanta voglia di mettersi a disposizione della squadra con grandi moli di attività, Pettinelli ha dimostrato di essere uno dei principali talenti in casa Benetton, in una terza linea con grande profondità e una dura concorrenza.

 

Lorenzo Calamai

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