Pro14: Warriors dominanti e in finale, Ulster non ha scampo

Finisce 50-20 una semifinale mai in discussione. Scozzesi sempre in controllo che conquistano la terza finale di PRO14

ph. OnRugby

GLASGOW – Dan McFarland, head coach di Ulster, è costretto ad apportare un cambio al XV annunciato ieri; Robert Baloucoune dà forfait, al suo posto entra Lowry che va estremo e sposta Stockdale sulla fascia sinistra. Nessun cambio, invece, per i Warriors che si presentano in campo per giocare la settima semifinale nelle ultime otto stagioni e conquistare la terza presenza in finale, dopo aver perso nel 2014 (alla RDS Arena contro Leinster) e vinto nel 2015 (al Kingspan Stadium contro Munster). Ulster, per parte sua, è all’ottava semifinale “celtica” della sua storia e cerca stasera il pass per la finale, traguardo raggiunto solo nel 2013 (quando venne sconfitto da Leinster).

I nordirlandesi hanno, stasera, anche occasione di rendere il “favore” ai Warriors, che già pregustano la finale del Celtic Park (distante qualche miglio più ad est rispetto allo Scotstoun Stadium); in caso di vittoria, infatti, vendicherebbero la sconfitta patita qui quattro anni fa che ha tolto loro la possibilità di giocarsi la finale tra le mura amiche.

Billy Burns dà il via al match e Stuart Hogg, stasera all’ultima gara allo Scotstoun Stadium (esaurito in ogni ordine di posto, 10mila spettatori presenti) prima di passare ad Exeter in estate, si mette subito in mostra. È l’ex di serata, Tommy Seymour, ad aprire però le marcature andando in tuffo sotto il North Stand dopo poco più di due minuti a schiacciare l’ovale oltre la linea di meta irlandese. Hastings non è infastidito dal vento e trova i pali da posizione angolata, al 3′ i Warriors conducono 7-0.

I Warriors stasera hanno tutte le intenzioni di far divertire i propri tifosi e continuano a tenere ritmi molto alti, impedendo ad Ulster di entrare in partita; al 6′ una touche battuta veloce da Hogg rischia di creare scompiglio nella difesa avversaria, che si salva dopo qualche fase portando van der Merwe oltre la linea laterale sulla fascia opposta, salvo poi farsi rubare il lancio in rimessa laterale. Solo al 9′ un passaggio di Hastings, intercettato da Stockdale, pone fine alla teoria di passaggi dei Warriors, costretti dopo un paio di fasi all’in-avanti (i Glaswegians avevano, ancora una volta, recuperato il possesso dell’ovale con la pressione sull’ala irlandese).

Si riparte con una mischia chiusa che il pack in bianco riesce a vincere, conquistando una punizione importantissima che Burns spedisce fuori sull’altezza dei 10m avversari; Lacey vede un’infrazione della linea scozzese e dà un calcio libero ad Ulster, che sceglie ancora la mischia – da cui non nasce nulla.

Poco dopo (al 14′) Ali Price innesca, con un ovale rubato dalle mani di Cooney, la ripartenza di DTH, che si fa però scappare la palla in avanti; gli scozzesi recuperano il possesso poco dopo, sfruttando l’ottimo lavoro in ruck di Rob Harley che costringe un avversario al tenuto. Dall’azione successiva nasce la seconda meta dei Warriors, con Ali Pice che recupera l’ovale dalla ruck nata dalla penal’touche di Hastings e va fino in fondo; l’apertura trasforma anche questa marcatura e al 18′ i Warriors conducono 14-0, mettendo già, con un solo quarto giocato, una serissima ipoteca sulla gara.

Ulster adesso si scuote e riesce, finalmente, ad entrare nei 22m avversari, accampandosi per più di qualche fase e mettendo sotto pressione la difesa scozzese, che ha appreso la lezione impartita dai Saracens nel quarto di Heineken Champions Cup e risponde alla grande, prima che Best (stasera, potenzialmente, all’ultima gara con Ulster prima dell’annunciato ritiro dal rugby dopo la RWC) sbagli il lancio nella penal’tocuhe sui 5m scozzesi.

Non gira nulla per Ulster in questa prima frazione, che riesce solo a farsi vedere per qualche placcaggio in fase difensiva (come quello di Marshall su Hastings al 25′) e continua a subire l’intraprendenza dei Warriors, stasera lontani anni luce dalla squadra timida e rassegnata che si è arresa nella semifinale dello scorso anno contro gli Scarlets. Merito di coach Rennie, che ha avuto una stagione per lavorare con questo gruppo ed è riuscito a costruire, pur con qualche difficoltà, una squadra che ha, al momento, davvero pochi rivali in PRO14.

Al 27′ Hastings premia il buon lavoro del suo pack che vince una mischia chiusa (con introduzione avversaria) costringendo O’Sullivan all’infrazione, portando i suoi sul 17-0. Cooney risponde poco dopo (Harley fa blocco su Stockdale che cercava di recuperare il drop di Burns) pur avendo qualche problema a tenere l’ovale fermo sul tee (McCloskey lo aiuta) mettendo a segno i primi punti dei nordirlandesi che alla mezz’ora sono sempre distanti quattordici punti (17-3).

I Warriors continuano a spingere e al 35′ trovano due punizioni consecutive; nella prima, da posizione calciabile, viene scelta la penal’touche, mentre nella seconda, sotto i pali, vanno per la mischia chiusa. Sono segnali importanti, segnali che dicono che i Warriors sono fiduciosi nei propri mezzi e, avendo capito che Ulster continua ad essere in difficoltà, vogliono cercare di scavare il solco decisivo prima dell’intervallo.

E la terza meta, puntuale, arriva al 39′ con Rob Harley, dopo che la difesa di Ulster si era superata fermando tre avanzate proprio a centimetri dalla linea. Hastings si prende tutto il tempo per trasformare mandando i suoi a riposo avanti 24-3 e con un piede e mezzo in finale.

Nella ripresa arriva, forse un pò tardiva, la reazione di Ulster che approfitta anche dell’appagamento dei Warriors per alzare il baricentro e portarsi nei 22m avversari; al 48′ arriva la prima grande occasione per mettere punti a referto ma, dopo aver scelto la mischia a punire una scorrettezza scozzese, Stockdale si fa scappare l’ovale in avanti sui 5m dei Warriors, gettando al vento un’occasione costruita con fatica.

Ulster ci prova ancora ma quando Matt Fagerson va a strappare, di forza, l’ovale dalle mani sapienti di Iain Henderson a metà campo al 52′, due minuti prima che Seymour, sotto il main stand, trovi la personale doppietta (a chiudere un’azione che epitomizza la stagione domestica degli scozzesi) sotto il match iniziano a scorrere i titoli di coda. Hastings manca il primo calcio della sua serata, ma al 56′ i Warriors conducono 29-3, risultato che, come poche volte, rispecchia davvero quanto visto finora in campo.

Al 58′ arriva anche la quinta meta, al termine di un’azione spettacolare fatta di offload e giocate in velocità e chiusa da Kyle Steyn, premio strameritato per uno dei migliori in campo in assoluto. Hastings trasforma e adesso per Ulster il tabellino inizia davvero a diventare impietoso (36-3) con ancora un quarto da giocare.

Coetzee al 61′ trova la prima meta per i nordirlandesi (36-8), che adesso hanno il compito di non permettere agli avversari di umiliarli ulteriormente; al 62′ lo Scotstoun si alza in piedi a salutare l’uscita dal campo di Rory Best, stasera all’ultima gara con la maglia di Ulster, un grande campione che sicuramente non meritava di chiudere una carriera fantastica con una sconfitta come quella di stasera.

Ma il rugby, che sembra crudele in questo caso, è solitamente giusto e i nordirlandesi non hanno fatto niente per meritarsi di prendersi qualcosa di più, in questa semifinale; contando come si era vissuta la stagione scorsa, l’annata di quest’anno è sicuramente da considerarsi come positiva ma ci sono ancora quasi venti minuti da giocare.

La gara non è infatti finita e i Warriors, impietosi, vanno ancora in meta; George Horne, entrato da poco al posto di Price, serve con un calcio di esterno destro (e con un vantaggio) un assist delizioso al fratello Peter che non può far altro che ringraziare e schiacciare l’ovale nell’area di meta irlandese. Hastings trasforma ancora, Ulster va in meta nell’azione successiva con Herring che chiude una rolling maul (trasformata da Billy Burns) ma l’ultima parola è dei Warriors, che vanno ancora in meta con George Horne (anche questa trasformata da Hastings).

Finisce 50-20 (Lowry trova la terza meta di Ulster a tempo scaduto), i Warriors conosceranno domani, al termine del “derby d’Irlanda” tra Leinster e Munster chi sarà l’avversaria nella finale del Celtic Park, ma con il netto successo di stasera hanno decisamente lanciato la loro sfida.

Glasgow Warriors: 15 Stuart Hogg; 14 Tommy Seymour, 13 Kyle Steyn, 12 Sam Johnson, 11 DTH van der Merwe; 
10 Adam Hastings, 9 Ali Price; 1 Jamie Bhatti, 2 Fraser Brown, 3 Zander Fagerson, 4 Scott Cummings, 5 Jonny Gray, 6 Rob Harley, 7 Callum Gibbins (C), 8 Matt Fagerson
A disposizione: 16 Grant Stewart, 17 Oli Kebble, 18 D’Arcy Rae, 19 Ryan Wilson, 20 Tom Gordon, 21 George Horne, 22 Pete Horne, 23 Huw Jones

Marcatori Glasgow Warriors
Mete: Seymour (2′, 54′), Price (17′), Harley (39′), Steyn (58′), P.Horne (67′), G.Horne (75′)
Trasformazioni: Hastings (3′, 18′, 40′, 59′, 68′, 76′)
Punizioni: Hastings (27′)

Ulster: 15 Michael Lowry, 14 Louis Ludik, 13 Luke Marshall, 12 Stewart McCloskey, 11 Jacob Stockdale; 10 Billy Burns, 9 John Cooney; 1 Eric O’Sullivan, 2 Rory Best (C), 3 Ross Kane, 4 Iain Henderson, 5 Kieran Treadwell, 6 Nick Timoney, 7 Jordi Murphy, 8 Marcell Coetzee
A disposizione: 16 Rob Herring, 17 Andrew Warwick, 18 Tom O’Toole, 19 Alan O’Connor, 20 Sean Reidy, 21 David Shanahan, 22 Darren Cave, 23 Angus Kernohan

Marcatori Ulster
Mete: Coetzee (61′), Herring (71′), Lowry (79′)
Trasformazioni: Burns (72′)
Punizioni: Cooney (30′)

Matteo Mangiarotti

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