Slow Motion #39: l’ebbrezza dei vent’anni

L’irreale offload di Lucas Tauzin ci porta alla meta più bella della settimana, segnata dal Tolosa sul campo del Racing 92

tolosa 2018/2019 champions cup

Sofiane Guitoune e Francois Cros, Tolosa (ph. Reuters)

Slow Motion è la rubrica di OnRugby che ogni settimana racconta la meta più bella del weekend, nei minimi particolari, corredata dal video. Il fanatico ovale la segue così: prima se la guarda tutta, e poi torna indietro a leggere paragrafo per paragrafo, alternando il tasto play a quello pausa. Qui la scorsa puntata. Buon divertimento.

Il Tolosa è una di quelle squadre che potrebbe entrare ogni settimana in questa rubrica per il suo stile unico di giocare, sempre sul filo del rasoio, sempre in cerca della giocata più spettacolare senza mai cadere in esagerazioni, sempre abili a realizzare i trick più incredibili per via delle superbe abilità dei singoli. Quello che sembra fare davvero la differenza per lo Stade, in questa esaltante stagione, però è soprattutto l’affinità tra i giocatori, che permette di osare più del dovuto con la consapevolezza che tutti sono sintonizzati sulle stesse frequenze. E che tutti possono aspettarsi qualunque cosa dal proprio compagno di squadra.

Nemmeno in 14 contro 15, in casa del Racing e con un quarto di finale di Champions Cup in ballo, il Tolosa ha perso leggerezza e l’immensa fiducia nei propri mezzi. Gli uomini di Ugo Mola, anzi, sono sembrati gli unici all’altezza del contesto alla Paris Dèfense, tanto da mettere a ferro e fuoco la difesa avversaria non appena è stata ristabilita la parità numerica nel primo tempo con il giallo a Thomas.

In quei dieci minuti, lo Stade ha firmato un parziale poi decisivo di 0-10, in cui ha segnato due mete che hanno tramortito per diverso tempo un Racing all’apparenza impotente di fronte all’imprevedibilità e all’incantevole brutalità del Tolosa. Una delle due, in particolare, ha proprio tutti i caratteri distintivi del Tolosa versione 2018/2019: coraggio misto a follia, tecnica individuale, rapidità d’esecuzione e bellezza artistica, tutte condensate in unico gesto, l’offload di Lucas Tauzin.

Zack Holmes è stato espulso, il Tolosa è in 14 ma al 28′ un fallo professionale di Teddy Thomas ristabilisce la parità numerica, di cui lo Stade approfitta immediatamente dimostrando la propria superiorità tecnica e forse anche mentale rispetto all’avversario. Su un pallone di recupero, Sébastien Bézy sceglie di non accelerare subito con i trequarti ma passa prima per una carica di Richie Gray sul lato sinistro del campo, per fissare il gioco.

Quando il mediano di mischia gira dietro per i trequarti, si nota subito che l’intenzione del Tolosa è di andare subito al largo per giocare il due-contro-due che si è formato con Tauzin-Guitoune contro Zebo-Imhoff. Il lungo passaggio di Ntamack è per Tauzin, uno dei campioni del mondo Under 20 del 2018 forse meno celebrato, ma altrettanto promettente e brillante come i più noti al grande pubblico (Ntamack, appunto).

L’ala, entrata nel XV titolare al posto di Huget poco prima del calcio d’inizio, supera di slancio un incerto Zebo sulla corsa, attirando su di sé anche Imhoff; sa che a quel punto Sofiane Guitoune è libero, anche se il movimento esterno del centro alle spalle di Tauzin potrebbe non rendere semplice un servizio per il compagno di squadra. Sarà l’ebbrezza dei 20 anni, il momento di grande forma o la straordinaria confidenza, ma Tauzin trova ugualmente un modo per far arrivare l’ovale a Guitoune, nel modo più improbabile possibile.

Un offload no look, con un sottomano rovesciato, dal timing perfetto; la palombella che esce fuori dalle sue mani prende ancora in contro tempo Zebo e lancia Guitoune, che rientrando dentro il campo evita due placcaggi poco convinti di Vakatawa e Zebo (ancora).

Quello di Nakarawa arriva troppo tardi, perché nel frattempo Médard è arrivato in sostegno e può ricevere il riciclo dal compagno. L’inserimento dell’ala arriva con il tempismo perfetto, dopo aver seguito da lontano tutta l’azione in attesa di quel momento: è la meta più bella della settimana, ça va sans dire.

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