Inghilterra, caos Leicester: quattro giocatori della nazionale rischiano di giocare in Championship

Se il club dovesse retrocedere, gli internazionali potrebbero essere costretti a seguirlo nella seconda divisione inglese

ph. Reuters

Manu Tuilagi, Jonny May, Ben Youngs e Ellis Genge dovranno impegnarsi molto nelle ultime cinque giornate di Premiership, altrimenti la possibilità di giocare – l’anno prossimo – in Championship rischia di materializzarsi sotto i loro occhi. I giocatori in forza ai Leicester Tigers infatti potrebbero “scontare un anno in purgatorio”, dopo la Rugby World Cup 2019, qualora non riuscissero a salvare la propria squadra quest’anno in campionato.

La situazione attuale
Il club di Welford Road non se la passa bene: in classifica è decimo, con soli cinque punti di vantaggio (34 a 29) sul fanalino di coda Newcastle. La situazione è critica e alimentata anche da una serie di scelte infelici nella guida tecnica, che hanno portato al cambio di tre allenatori negli ultimi due anni.

La clausola di George Ford
I contratti vanno rispettati. Nessuno dei quattro giocatori sopra elencati ha fatto inserire nel suo accordo col club una “clausola retrocessione”, il che costringerebbe quindi Tuilagi e soci ad impegnarsi in Championship per la risalita del club; cosa che invece un “previdente” George Ford ha fatto apporre nel suo contratto e che potrebbe quindi esercitare in caso di disfatta.

Il “precedente Cokanasiga” e la tassa di trasferimento
Ormai il rebus si è materializzato e la preoccupazione per alcuni dei protagonisti della vicenda sembra essere palpabile. A rasserenare un po’ gli animi però, c’è un precedente recentissimo: quello di  Joe Cokanasiga. L’anno scorso infatti, l’ala della nazionale – che militava nei London Irish, alla fine retrocessi – è stato autorizzato, nonostante il suo contratto, a lasciare il club per legarsi a Bath.
La seconda chance invece, sarebbe quella della “Tassa di trasferimento”: i giocatori dovrebbero convincere altre squadre a comprarli offrendo loro un nuovo contratto e pagando una sorta di penale per liberarli dall’accordo vigente coi Leicester Tigers. Una pratica scarsamente utilizzata.

Rumors: il blasone di Leicester potrebbe dare il via alla riforma sul blocco delle retrocessioni
In Premiership sono anni che molti presidenti, sommessamente o meno, ipotizzano di attuare una riforma col blocco delle retrocessioni e delle promozioni per un paio di anni, al fine di ottenere nuovi proventi e una maggiore stabilità del sistema; e allora perchè non approfittare della situazione per ripresentare sul tavolo la questione.
I Leicester Tigers sono un asset importate e strategico della torneo, inutile negarlo: hanno uno stadio da 26.000 spettatori che spesso è pieno, attirano giocatori importanti, e per dodici anni (fra il 2005 e il 2017) sono sempre arrivati a giocarsi il titolo. Un campionato senza di loro sarebbe un problema, aldilà dei meriti o delle colpe sportive.

onrugby.it © riproduzione riservata
FacebookTwitterPinterest
item-thumbnail

Scozia: Josh Strauss torna in Sudafrica

Il numero 8 lascia i Sale Sharks per approdare ai Blue Bulls, nel Super Rugby

15 luglio 2019 Emisfero Nord / Premiership
item-thumbnail

Premiership, il calendario 2019/2020: si riparte da Bristol-Bath. I Saracens ospiteranno i Saints

Tutta la magia del campionato inglese: vecchie sfide, nuovi stadi e grande attenzione ai fans

11 luglio 2019 Emisfero Nord / Premiership
item-thumbnail

I Leicester Tigers sono in vendita

Lo ha annunciato la società con un comunicato ufficiale, per cercare di rilanciare il club dopo le ultime stagioni negative

25 giugno 2019 Emisfero Nord / Premiership
item-thumbnail

London Irish: gli sponsor interrompono i contratti a causa dell’arrivo di Paddy Jackson

Il club inglese ha già perso due accordi commerciali di notevole importanza, ma non ha intenzione di perdere il suo tesserato

14 giugno 2019 Emisfero Nord / Premiership
item-thumbnail

Premiership: gli highlights della spumeggiante finale tra Exeter Chiefs e Saracens

Grande spettacolo nell'atto conclusivo della stagione britannica a Twickenham

2 giugno 2019 Foto e video
item-thumbnail

Premiership: il titolo è dei Saracens. Chiefs battuti 37-34, dopo una battaglia infinita

A Farrell e compagni riesce il Double, nella finale con più alto punteggio della storia della Premiership

1 giugno 2019 Emisfero Nord / Premiership
  1. LiukMarc 26 marzo 2019, 10:45

    Ora Sarto segna una tripletta a partita e porta trionfalmente i Tigers fuori dalle zone paludose 🙂

  2. kinky 26 marzo 2019, 12:27

    Tranquilli, non retrocedono!

    • marcoV 26 marzo 2019, 12:55

      Son convinto anche io. Facile che se la giochino Falcons e Worcester, sempre se clamorosamente non verrà invischiato pure Bristol (tra queste 3, 2 ai quarti di finale di Challenge, comunque…).

  3. marcoV 26 marzo 2019, 12:53

    Lo scorso anno lo scontro diretto tra Leicester e Newcastle era stato fondamentale per la volata ai PO, con i Falcons che, pur trovandosi sotto di 10 punti a 10′ a Welford Road, erano riusciti a portarla a casa a tempo scaduto.
    12 mesi dopo, a campi invertiti, le stesse squadre cercheranno punti pesantissimi per non retrocedere… non capita così spesso.
    Mancano 5 giornate e mi sembra troppo presto per far conti: nemmeno Bristol che ha 2 punti in più dei Tigers può considerarsi salvo e, calendario alla mano, potrebbe ancora trovarsi con l’acqua alla gola. Nell’ultima giornata hanno perso in casa contro Worcester, squadra abituata a giocarsi la salvezza fino all’ultima gara e quindi preparatissima a ciò che dovrà fare, ma che forse è la principale candidata alla retrocessione.

  4. RigolettoMSC 26 marzo 2019, 23:31

    All’epoca dello sport dei soldi i valori sportivi sono secondari rispetti al “business”. Retrocessioni come quelle che nel calcio italiano videro coinvolte Juve e Milan sono attualmente fantascientifiche e credo che mai si potrebbero verificare di nuovo e che non si verificheranno più. State certi che i modi per evitarlo esistono.
    Non che nei decenni passati lo sport professionistico venisse finanziato con le mentine, per carità, e chi era più forte economicamente ha sempre vinto di più ma attualmente contano SOLO i soldi, tutti gli altri parametri sono solo un corollario che serve per vendere un prodotto. Tanto per fare un esempio si veda cosa ha intenzione di organizzare WR con le nazionali. La salute dei giocatori? Un dettaglio… appunto.

Lascia un commento