Rugby femminile: non solo Nazionale, parte la volata finale in campionato

Il massimo torneo tricolore torna domani, con diverse sfide interessanti in programma

 

ph. Sebastiano Pessina

A distanza di ormai una settimana dal trionfale successo dell’Italia di Andrea Di Giandomenico, a Padova, contro la Francia, il movimento ovale in rosa è pronto a ripartire immediatamente. Il campionato di Serie A, infatti, torna nella giornata di domenica con il 13esimo turno stagionale, il primo di un vibrante rush finale che ci condurrà sino all’inizio dei playoff, previsto per il terzo weekend di maggio.

Da dove si ricomincia?

Innanzitutto vale la pena ricordare la formula del torneo. La Serie A è divisa in due gironi (1 e 2), con le prime della classe che, al termine della stagione regolare, si qualificano direttamente alla semifinali, mentre le seconde e le terze di ogni raggruppamento si affronteranno in un barrage (2^ dell’1 contro 3^ del 2 e viceversa) precedente, per conquistarsi un posto nella top 4 del massimo torneo nazionale.

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Quando mancano solo 6 turni al fischio finale della regular season, nel raggruppamento 1, verosimilmente (anche se manca ancora l’aritmetica certezza), si conoscono già i nomi delle 3 squadre che disputeranno i playoff. Villorba (58 punti), Colorno (54) e Valsugana (52), tre delle super potenze del torneo in tempi recenti, hanno un ampio margine di sicurezza sulla concorrenza ed in questo avvio di primavera si contenderanno il posto diretto in semifinale, con tutti e 3 gli scontri diretti del ritorno ancora da disputare.

Nel girone 2, invece, Unione Rugby Capitolina (55 punti) e CUS Ferrara Rugby (46) sembrano abbastanza tranquille in prima e seconda piazza. Più accesa la lotta per il terzo posto tra Rugby Bologna 1928 (37) e Rugby Belve Neroverdi (33), anche se va detto che le emiliane hanno disputato una gara in meno (essendo 9 i team nel gruppo, una squadra a turno riposa ogni weekend di gara).

La Nazionale come ispirazione

Uno degli aspetti più ragguardevoli della leggendaria giornata dello Stadio Plebiscito, del quale, peraltro, si è parlato sin troppo poco, è sicuramente legato alla composizione del numerosissimo pubblico accorso sugli spalti patavini. Tra gli spettatori c’erano centinaia di bambine impegnate nei campionati giovanili (e desiderose di “rubare il mestiere ai loro idoli”), ma anche un numero abbondante di ragazze che a rugby ci giocano, al piano più alto, quello della serie A, ogni domenica. Donne che sono regolarmente rivali delle azzurre sui campi di tutta Italia, che, però, pur non avendo magari mezzi fisici e tecnici degni della selezione maggiore, hanno a cuore le sorti della nazionale e del movimento quanto e rispondono alla convocazione del cuore, presenziando con costanza, a modo loro, agli impegni azzurri.

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“Sono provata e al tempo stesso emozionata come se l’avessi giocata io, questa incredibile, memorabile, partita”, ci ha raccontato, a pochi minuti dal fischio finale di Padova, Ilaria, giocatrice del Verona Rugby, presente con amiche e compagne in Veneto, così come a Parma, per la battaglia vinta contro le irlandesi. Perché alla chiamata del sentimento e della passione è difficile dire di no.

Domani giocherà contro Colorno, club campione d’Italia, sospesa tra timore reverenziale e voglia di misurarsi contro atlete di grande valore, sempre, però, con l’entusiasmo e l’ambizione di contribuire alla costruzione della grande casa del rugby femminile portando il proprio mattoncino, dando il massimo ad ogni allenamento, ad ogni partita. Attitudine diffusa all’interno di un movimento in costante ascesa, che ha bisogno, tuttavia, che le luci restino accese su di esso ogni weekend, non solo quando la ribalta internazionale rende tutto più semplice.

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