Cosa ci lascia il Sei Nazioni 2019 dell’Italia

Un’analisi dell’ennesimo torneo senza vittorie della nazionale: la redazione risponde ad alcune domande fondamentali

COMMENTI DEI LETTORI
  1. Mr Ian 19 Marzo 2019, 09:51

    Condivido appieno tutte le risposte di Daniele P, fare peggio dell anno scorso era veramente difficile. In linea generale l Italia ha dato una parvenza di gioco, a tratti efficace. Rimane un pò l incosistenza mentale ma questo è un aspetto difficile da lavorare, soprattutto riguardo la partita di sabato. L Italia raramente si è trovata in situazioni di dover affondare il colpo su di un avversario barcollante e ferito. Abbiamo fatto mete alla Scozia quando loro ormai avevano il risultato in cassaforte. Abbiamo fatto meta all Inghilterra ma con la consapevolezza che sarebbe stata una battaglia persa e senza pressione. Nelle occasioni contro Francia e Irlanda invece la pressione ed il peso di dover fare risultato a tutti i costi ci ha tirato un brutto scherzo, ci siamo fatti prendere dalla smania di fare meta a tutti i costi. Contro la Francia si perde nel primo tempo, non certo solo per le mete non fatte di Zanon o i calci sbagliati di Allan.
    Secondo me questo 6N ha dato all Italia partite molto più abbordabili che in passato, Galles sperimentale, Irlanda e Francia soft non capiteranno più così facilmente.
    Anche se l obiettivo primario di questa squadra, al netto di tutti i problemi interni, rimane quello di essere considerata una squadra temibile in casa e non permettere agli avversari di fare esperimenti di ogni genere o permettersi di venire molli.
    Quanta alla gestione O Shea, continua a non farmi impazzire, ha fatto si delle cose, ma chiunque altro al suo posto avrebbe fatto lo stesso. Le mancanze del sistema Italia erano e sono così macroscopiche che non bisogna essere certo dei Gatland o Jones. Rimangono ancora diverse cose da fare, non scordiamo i permit players..
    Una sua lacuna è anche legata alla gestione dei giocatori, anche su Ruzza si è perso un pò di tempo, così come la gestione dei cambi sabato pomeriggio…cmq al netto di tutte le critiche, rimane sempre il migliore che possiamo permetterci.

    • albe 19 Marzo 2019, 10:11

      MrIan, sono d’accordo con te ed aggiungerei una critica alla gestione COS a livello mentale/di approccio alla partita: se ripeti come un mantra che sarà il 6N più difficle di sempre (e, piccola nota, abbiamo visto che alla fine non è stato cosi), che se gli altri giocano al 100% e noi al 100% perdiamo, che l’importante è il contenuto, etc…. per quanto i giocatori siano dei professionisti questo va a minare le loro sicurezze, e secondo me l’incapacità di vincere le partite alla portata è in parte legata a questo. Con i suoi predecessori si è sempre detto di relativizzare le loro vittorie (la peggior Francia, l’Irlanda ai minimi termini, il Galles in ricostruzione), pero tutti questi allenatori hanno portato la squadra a cogliere le occasioni quando si sono presentate, COS ed il suo staff purtroppo no!

      • xnebiax 19 Marzo 2019, 10:58

        Non concordo per niente la critica sulla gestione mediatica-mentale.

        • albe 19 Marzo 2019, 16:38

          Scusa xe (senza polemica ma pour parler) ma secondo te queste esternazioni e il mantra del 6N più difficile (e lo abbiamo sentito un pacco di volte ed in tutte le salse) non hanno avuto nessun effetto sui giocatori? Il fatto di non mettere mai in discussione i titolari secondo te non ha indirettamente un impatto sulla resa? Ovviamente a livello involontario

          • robertopack 19 Marzo 2019, 19:13

            potrebbe essere, peró le dichiarazioni di parisse in lacrime lasciano pensare a una squadra unita e convinta. In quel momento non era obbligatorio dire che hanno un sogno per il mondiale, anzi é stata sorprendente la determinazione con la quale si é espresso anche contro i detrattori

          • ermy 19 Marzo 2019, 20:45

            Concordo con te Albe, gestione mentale dei giocatori pessima, gente mai messa in competizione, giocatori “scoperti” causa infortuni dei suoi presunti titolari inammovibili… Già dimenticati di Panico?
            E della vicenda Polledri e anche di Negri?
            Eppure c’è chi lo vede ancora come DOR, boh… masochismo?
            Ah, ricordiamoci che da giocatore COS le buscava sonore da quei dilettanti italiani condotti da Coste, capitanati da Giovannelli, perdeva il confronto con tal Vaccari, etc… forse qualcosa vuole pur dire, no? 😉

          • xnebiax 19 Marzo 2019, 21:03

            Ragazzi, I titolari non vengono messi in competizione per 1) dare continuità, 2) perché sono i migliori, 3) farli giocare tantissimi minuti a livello internazionale deve alzare il loro livello di intensità perché saranno quelli che giocheranno contro il Sudafrica al mondiale.

          • xnebiax 19 Marzo 2019, 21:09

            Lo spogliatoio è unito, la competizione c’è. Anche in Galles Thomas Young non gioca quando i titolari stanno bene se non contro squadre di seconda fascia. Non crei fiducia se non hai fiducia nei giocatori. L’unico che doveva essere scambiato per un altro giocatore era Esposito, ma le opzioni poche.

          • albe 19 Marzo 2019, 22:08

            Ermy a me sembra così palese che non riesco a capire questo amore incondizionato per l Irlandese da parte di tutti… Poi tu citi giustamente Coste, che a livello di attitudine era un attimo diverso, ma solo un filo!

    • xnebiax 19 Marzo 2019, 11:11

      @MrIan “O’Shea ha ha fatto delle cose, ma chiunque altro al suo posto avrebbe fatto lo stesso”. Eppure Brunel è gli altri prima di lui non hanno reso “fit” l’Italia. Con Mallet e Brunel l’Italia reggeva 50-60 minuti mentre in questi ultimi due anni l’Italia non finisce la benzina prima degli altri.
      Boh, per me ha fatto delle cose che altri non avevano fatto. Ha però anche non fatto un sacco di cose che andavano fatte (vedi permit players, gestione utile nazionale Emergenti, accademia collegata ad una franchigia (che probabilmente non è colpa sua ma è indispensabile)).
      Sulla gestione giocatori… O’Shea chiaramente li vuole inserire con pazienza e solo dopo averli inseriti negli automatismi e meccanismi di squadra. Io preferirei li inserisce più velocemente. Ripeto quanto detto prima di Italia – Francia: in panchina avrei messo Riccioni e Braley al posto di Ferrari e Palazzani. Non c’era niente da perdere.

      • Mr Ian 19 Marzo 2019, 11:37

        Quando parli di Brunel, ma sopratutto Mallett, ti riferisci ad epoca storiche rugbisticamente molto lontane, dove il rugby stava già subendo l evoluzione atletica che vediamo oggi, per cui era anche normale parlare all ora di fitness.
        A me i paragoni tra gestioni diverse non piacciono, per di più per le nazionali che sono punte dell iceberg di un movimento.
        Ad O Shea gli do il merito di essersi da subito impuntato su punti precisi ed impellenti e li ha ottenuti fin da subito, cosa che oggi in federazione qualcuno sembra rinfacciargli. Oltre che una abbondante dose di credibilità internazionale che avevamo perso alla fine Dell era Brunel, ma non per colpa del baffo

        • xnebiax 19 Marzo 2019, 14:28

          Secondo me invece Brunel è proprio da incolpare. Dal 2014 in poi ha completamente alienato lo spogliatoio, non parlava con i giocatori, ha fatto scelte per ripicca personale, la squadra non aveva nessun piacere a giocare sotto di lui. Un disastro. Pessima persona.

          • Jager 19 Marzo 2019, 20:56

            In una parola sola : Francese !

          • xnebiax 19 Marzo 2019, 21:28

            Jäger, io in mente avevo una parola che inizia con s e finisce con onzo.
            È imperativo che il prossimo allenatore dell’Italia non sia francese, sarebbe un disastro.

          • Jager 19 Marzo 2019, 22:12

            Si potrebbe provare una volta a dare un po’ di continuità alla direzione tecnica , io sarei favorevole alla conferma di COS , magari non per 4 anni , ma già pianificando una ” staffetta” tra 2 e dirottando COS a ruoli dirigenziali , a quel punto direi che Il sostituto è già in Italia precisamente a Treviso . Assolutamente d’ accordo sul fatto che la nazionale non vada affidata ad un francese , la loro scuola oggi è molto in difficoltà e probabilmente anche superata tanto da essere messa in dubbio anche in patria , cosa che non ammetteranno mai per la superbia che li contraddistingue , in oltre mi risultano assolutamente insopportabili , ma questo è mio problema personale .

          • xnebiax 19 Marzo 2019, 23:50

            Concordo pienamente Jäger (il mio autocorrettore ci mette i puntini), sia sui tecnici francesi che su O’Shea, Crawley e in futuro magari Bortolami. Ma sarebbe, penso, davvero utile non dover ricominciare tutto da capo con un altro allenatore.

  2. mediano 19 Marzo 2019, 10:29

    Buongiorno
    prima volta che mi cimento nei commenti.
    Ho appena smaltito la delusione/arrabbiatura di sabato, vista live all’Olimpico, e a mente fredda vorrei dire la mia sulla Nazionale.
    Io ho visto per prima cosa evidenti lacune tecniche. Le prime due mete della Francia sono venute da due placcaggi (Il “solito” Esposito e, purtroppo Parisse) sbagliati a difesa schierata!
    I calci di Tebaldi andavano tutti “in bocca” ai francesi, senza che portassero un minimo di pressione alla difesa.
    La mischia, nostro storico punto di forza, riesce a malapena a tenere gli avversari nelle nostre introduzioni.
    Poi ci sono problemi psicologici.
    Regolarmente perdiamo la touche decisiva nei minuti finali (successo sia nel primo che nel secondo tempo e in quel fondamentale eravamo stati perfetti).
    Allan ha sbagliato un calcio elementare in un momento decisivo.
    Il pubblico (in calo) ormai si è abituato a perdere, fa festa a prescindere (addirittura la ola con Ghira a terra!), mentre invece ogni tanto qualche fischio sarebbe anche da stimolo
    Tutto questo per dire: si possono fare tutti i progressi del mondo nell’organizzazione del gioco, ma se poi mancano i fondamentali le partite le perdi.
    E allora ti chiedi:
    Possibile che dopo 20 anni di 6 Nazioni, in Nazionale c’è gente che non placca?
    Possibile che in un paese dove il 90% delle persone ha confidenza col calcio non si è riusciti a formare un calciatore da 70-75%?
    Basta così, per ora.

    • Flaviuz 19 Marzo 2019, 13:45

      E pensa che Treviso riesce a vincere nonostante dei MM dai piedi di legno solo perché fa tante mete! Se poi ti trovi che dei tre il migliore è uno che ha avuto un’incidente ad occhio…

  3. xnebiax 19 Marzo 2019, 10:32

    Per me grandi miglioramenti rispetto al 2018. Nazionale che è arrivata quasi al massimo livello che questi giocatori possono esprimere. Manca una crescita in mischia e maul (che non avverrà con l’attuale allenatore degli avanti) e manca una crescita nella pazienza, calma e precisione finale.
    La U20 di quest’anno ci riporta per terra, e io penso proprio che l’Italia abbia perso il treno per il tier 1 che l’entrata nel 6 nazioni le aveva offerto. Economicamente non ci possiamo permettere 2 squadre professionistiche, e non ci sono nemmeno i giocatori sufficienti (tranne forse a pilone sx e blindside flanker, ma non negli altri ruoli in cui servono stranieri).
    Il rugby è in declino da anni al sud, il bacino di talenti si restringe e l’accademia lavora a livello molto inferiore a tutte le altre, e con allenatori che non mi sembra stiano facendo faville sulla crescita tecnica dei giocatori.
    Questo è stato, come differenza punti, il miglior 6N dal 2013. O’Shea ci ha messo tanto tempo ad arrivare a questo livello. Il suo sostegno ai giocatori, il suo modo positivo di credere in loro, ha permesso, mi pare, che lo spogliatoio rimanesse unito nonostante i risultati.
    Ultima cosa: vorrei non dover più vedere Esposito in formazione in nazionale. Spero venga fuori qualche nuova ala giovane, completa, e che sa placcare.

    • BMV 19 Marzo 2019, 10:53

      Ricordo che la FIR é la federazione più ricca dopo FIGC! SE NON CI SONO RISULTATI È IL PROGETTO SBAGLIATO! FRANCHIGIE, ACCADEMIE? Talenti under 20 che finiscono in panchina o all’estero dopo che abbiamo investito con le Accademie x la loro formazione! Ma che spenda o i soldi x un campionato vero non una farsa com’é oggi. Alle ZEBRE ed al Benetton una giovane promessa VA X FAR PANCA E CI RESTA X I SOLDI!

    • cammy 19 Marzo 2019, 11:02

      Davvero ingeneroso sull’allenatore degli avanti e su Esposito… il primo non ti può risolvere in un mese, degli aspetti dove subisci anche con entrambe le franchigie, contro giocatori di livello molto inferiore del 6n.. mentre sul secondo lo stai trattando come il capro espiatorio della mancata difesa tra i trequarti.. dove in questo 6n, si è palesato che nessun trequarti italiano riesce a difendere quando i nostri avversari aprono il gioco a largo.. come è sempre successo negli ultimi anni di 6n e quando le nostre squadre di pro14 giocavano in champions..

      • xnebiax 19 Marzo 2019, 11:23

        De Carli è lì dal 2014 mi pare. Quindi ha avuto un po’ più di un mese.
        Esposito non è l’unico che sbaglia placcaggi, ma è quello che ne sbaglia di più e sbaglia i più importanti in quanto è l’ultimo difensore al largo. Minozzi e Bellini molti di quelli che lui ha sbagliato li avrebbero fatti. Purtroppo la cosa è troppo importante per non fare nomi. All’ala c’è bisogno di uno che placca. Sarto pure ha problemi. Anche Bisegni e Benvenuti non danno la sicurezza necessaria.
        In questo 6 nazioni il sistema difensivo ha retto, ci sono stati quasi solo errori individuali.

    • robertopack 19 Marzo 2019, 19:32

      e su qualche variante/schema d’attacco? anche se per applicare gli schemi d’attacco in velocitá servono mani e abitudine che forse non ci sono. Vorrei ricordare che nell’unica batosta con l’inghilterra, si é finita la partita con Palazzani ala (credo possa giocare li, peró se qualcuno parla di problemi psicologici della nazionale, palazzani avrebbe tutto il diritto per essere stordito) e lovotti terza linea e mi sembra che abbiano subito 3 mete in quelle condizioni.

  4. Camoto 19 Marzo 2019, 10:42

    I fattori più degni di nota, per me, sono la notevole crescita dei dati su possesso e territorio. Da soli bastano a raccontare lo stato della nazionale. Abbiamo fatto grandi passi a dimostrazione che stiamo crescendo, immaginando la nostra evoluzione ci sta tutta la metafora con il gioco stesso del rugby, ci mancano solo quei maledetti ultimi 5 metri per arrivare al punto prefissato.
    Di contro manca appunto il saper finalizzare le occasioni, troppe occasioni sprecate, soprattutto se messe a confronto con quanta facilità lasciamo segnare gli altri.
    Anche se sono sempre stato critico con COS stavolta, nonostante le sconfitte, ho visto qualcosa in più nel nostro gioco. L’unico appunto che posso fargli è la mancata rotazione dei giocatori. Formazioni titolari che cambiano solo per infortuni e cambi in partita sempre in ritardo o non pervenuti.

  5. ghiacciosecco 19 Marzo 2019, 11:19

    Off topic: Campagnaro passa agli Harlequins.

  6. sanfrancesco 19 Marzo 2019, 13:27

    bene: possesso, line out, tenuta atletica
    male: mischia chiusa, driving maul, missed tackles

  7. Parvus 19 Marzo 2019, 14:51

    abbiamo tre infortunati gravi,
    castello campagnaro e ghiraldini.
    gente ormai fuori giri per età, parisse, budd, zanni.
    abbiamo l’obbligo di girare pagina, e prepare i mondiali.
    cannone per il mio modestissimo intuito, dovrebbe lavorare ormai a fianco a fianco con sisi, che ormai è un vero e sicuro pilastro per creare una seconda affidabile, abbiamo negri, steyn, ruzza, polledri ecc… in terza
    come dice xne dobbiamo rinforzare le posizioni all’ala, e trovare un sostituto a de carli.
    tempo non ne abbiamo molto, e penso che conor ne sia cosciente. altresì capisco cos che non vuole bruciare i pochi giocatori giovani che la federazione gli da per la nazionale maggiore.
    la situazione per me è abbastanza grave, visto che siamo incapaci a naturalizzare buoni giocatori, e uno come ioane non possiamo presentarlo a questo mondiale.
    poi possiamo ben essere d’accordo con cambiare mezzo se non tutto il settore tecnico, dalle accademie alle nazionali minori……, ma ora dobbiamo serrare le fila, perché il mondiale avanza.
    ultimissima considerazione, che nessuno si scagli contro cos, perché questo non è calcio….

    • xnebiax 19 Marzo 2019, 15:29

      De Carli ha un contratto fino al 2021 se non sbaglio. Quindi mettiamoci l’anima in pace.

    • massimiliano 20 Marzo 2019, 14:24

      non vuole bruciare i giovani? e cosa ha quasi fatto con Licata e Zilocchi?
      La delusione dopo questo sei nazioni è stata tanta, perché da tempo non si vedeva un livello generale così basso, -anche la grande Inghilterra ha mostrato limiti non da poco- e così poco rispetto da parte degli avversari. Poi la colpa è di Palazzani, Esposito -non bene ma secondo me ancora non a posto- e Zanon, che comunque ha giocato una partita facendo vedere ottime cose.
      A me spiace che i ragazzi abbiano preso una tale facciata contro il muro, specie perché le colpe sono di chi occupa le seggiole, e lo sappiamo tutti -anche chi li difende d’ufficio- ma i giocatori poi devono metterci la faccia e le ossa, e non meritavano questo ennesimo cucchiaio.

  8. fabrio13H 19 Marzo 2019, 15:15

    Piu’ che il Sei Nazioni di cui si parla sono altre due competizioni che ci lasciano dati interessanti. Una è il Sei Nazioni femminile che ci lascia un’evidenza: il rugby italiano è al momento soprattutto femminile e di gran lunga, per cio’ che concerne gli accadimenti sul campo; in quanto a seguito il settore maschile mantiene la supremazia ma anche da questo punto di vista il settore femminile è in crescita. L’altro dato ci arriva dal Sei Nazioni B o Coppa Europa o come altro si chiami adesso, di cui ho visto una buona parte di Russia-Georgia giocata domenica scorsa. Mi pare che ad agosto con i russi si possa tornare alla vittoria e potrebbe essere l’occasione per i nostri di dimostrarsi capaci di segnare 50-70 senza distrarsi come fa con noi talvolta chi ci è nettamente superiore anche perché questo potrebbe essere il miglior modo per prepararsi alle due gare con Namibia e Canada alla Rwc. Per quel che riguarda il primo punto mi pare il momento doveroso per la Federazione di spostare la maggior parte delle risorse sul settore femminile, mantenendosi moderati e finanche generosi verso il settore maschile essendo ancora il piu’ seguito e tenendo conto di cio’ che ha fatto la Nazionale maschile negli anni ’90 e dei due ottavi posti dell’Under20 alla Coppa del Mondo di categoria. Per quel che riguarda i meriti attuali sul campo la ripartizione dovrebbe essere infatti 75% al femminile 25% al maschile.

  9. tony 19 Marzo 2019, 15:28

    Il futuro ? pensiamo al dopo mondiale ……. P sx con l’inserimento di Fischetti abbiamo di che per reggere il 6 nazioni, Tall speriamo recuperi Gega e si naturalizzi Faiva allora potremmo essere a posto, P dx con la crescita di Riccio e Zilocchi siamo a posto. 2E linee Sisi Ruzza e Cannone e speriamo si affermi qualche giovane tipo Canali e Krumov altrimenti siamo corti, Terze dovrebbere entrare nel giro nazionale Pettinelli, Lamaro e dovrebbe riprendere il suo percorso di crescita Licata credo siamo coperti, MdM consideriamo i più giovani Violi Braley e c’è da sperare che qualche giovane cresca, potemmo essere contati, Apert. oltre agli attuali si potrebbe aggiungere Rizzi ma è da verificare la sua tenuta mentale per l’alto livello, Ali,Centri ,Estremi qui note dolenti oltre 4/5 di livello non andiamo, speriamo si equipari Ioane e ne mancano almeno 3/4 per avere una rosa ampia, da cercare in naturalizzazioni e giovani resta comunque un reparto in debito per competere con l’alto livello.

  10. Matt Bry 19 Marzo 2019, 16:45

    Al di là del fatto che Roma sta al rugby come la Groenlandia al calcio. Il pubblico a Roma è composto principalmente da turisti in vacanza completamente avvezzi ed ignoranti in materia rugbistica. Sabato la gente beveva e mangiava come se fossero ad una grigliata domenicale… E questo fa tanta differenza e chi ha giocato a buoni livelli sa di cosa sto parlando. detto ciò, non vedo tutto buio. Abbiamo una generazione under 25 impressionante e già adatta assolitamente performante. Poi vi lancio una provocazione: con Ioane in campo (a settembre potrebbe essere naturalizzato e convocabile per la Nazionale italiana) al posto di Esposito (non ho nulla contro il ragazzo ma è inguardabile ed inadatto a quei livelli ed infatti fa panchina fissa al Benetton), Minozzi al posto di Padovani,l e O’shea Director of Rugby e Crowley Head Coach in questo 6N avremmo perso con Scozia, Galles, Irlanda e Francia? Io credo, credo che almeno 3 delle quattro citate sarebbero uscite dalla partita con le ossa rotte…

    • xnebiax 19 Marzo 2019, 21:17

      Monty Ioane deve rimanere in Italia 5 anni prima di diventare convocabile. Quindi non prima del 6 nazioni 2023.

      • tony 19 Marzo 2019, 21:58

        xne è arrivato prima del 31/12/2017 pertanto 3 anni per cui diventa eleggibile da Dicembre 2020 come Faiva .

        • xnebiax 19 Marzo 2019, 23:54

          Nel dicembre 2020 però non ci sono test match in cui farli esordire, e dall’ 1 gennaio 2021 gli anni necessari sono 5, quindi si passa a 6 nazioni 2023. Purtroppo funziona così.

          • MuirMan 20 Marzo 2019, 00:37

            Beh, si potrebbe sempre organizzare un test match a Dicembre contro la Svizzera o l’Austria…. per Ioane lo farei di sicuro. Prima di scandalizzarsi per l’italica furbizia, si noti che la Scozia lo fece anni fa (contro l’Olanda mi pare) per naturalizzare uno dei primi “kilted kiwis”, prima che scattasse la regola che impediva a chi aveva già un cap con qualcuno di giocare per un’altra nazionale

          • xnebiax 20 Marzo 2019, 09:19

            Non avrei scrupoli a mettere in atto un’escamotage del genere. 😁

          • Matt Bry 20 Marzo 2019, 10:20

            Guardi concordo con lei e MuirMan. A me sinceramente non interessa con escamotage o senza, la FIR non deve avere scuse, se l’intenzione è quella di costruire una nazionale vincente ed in grado d’ambire al 6 nazioni Faiva e Ioane devono, ripeto, devono con ogni mezzo ed ad ogni costo giocare il prima possibile per la nazionale italiana. Poi gli altri quando rosicheranno, potranno nell’ipocrisia, darci dei furbi o parlare e dirci quello che voglio; come se le loro nazionali non fossero infarcite d’isolani e/o Neozelandesi…

          • tony 20 Marzo 2019, 15:15

            @xne no che Tu giochi o no passati i tre anni Tu diventi eleggibile se hai avuto residenza prima del 31/12/2017 se successiva al 31/12/2017 occorrono 5 anni.

  11. TheTexanProp 19 Marzo 2019, 16:54

    Peggioramenti per me in mischia dove spremiamo giocatori ma anche tecnicamente siamo inferiori rispetto ad anni passati e De Carli dovrebbe essere sostituito. A me sembra che si confonda il miglioramento con applicare un rugby più moderno cosa che è stata applicata per 3 anni di CoS con enormi difficoltà iniziali causa mediocrità dei giocatori e scarsità nel loro Adattamento a qualcosa di nuovo.
    Perciò io lo vedo più come naturale processo di apprendimento e adattamento ad un nuovo rugby che miglioramento che comunque da noi rimane altamente limitato.
    Il problema sarà il futuro perché come sempre continuiamo a programmare malissimo e abbiamo allenatori che non sono all’altezza.
    I giovani sono a marcire in un torneo amatoriale tristissimo che sforna si alcuni giocatori di mischia ma a livello trequarti il nulla cosmico. Basta pensare che a MM praticamente tolto Tito e Palazzani devi andare a pescare da qualche parte un giocatore con trisavori italiani.
    Abbiamo allenatori che dovrebbero fare un corso intensivo di 1/2 anni in NZ o dove di rugby ne capiscono perché vedo pure giocatori in nazionale maggiore e minore che sbagliano proprio a mettere il corpo.
    Abbiamo due squadre in pro14 che sopravvivono e performano bene grazie a stranieri.
    La FIR continua a dividere i soldi e mantenere una franchigia che fa pietà e continua da anni cambiando nickname.
    Se questo 6N ha fatti capire che “si dai ci sono miglioramenti” ho seri dubbi sul futuro. Per me quest anno abbiamo avuto la botta di fortuna che le altre squadre erano sottotono (Galles B, Irlanda, Francia) o avevano messo il risultato in cassaforte (Scozia). Ma per me tolte queste variabili avremmo assistito ad un 6N come gli anni passati.
    E se non riusciamo a vincere nemmeno quando le altre squadre sono sottotono, per me non è migliorare appunto ma puro e semplice adattamento ad un rugby diverso.
    Siamo i soliti limitati mentalemente e tecnicamente. Teniamo più botta per 80 min e muoviamo meglio la palla ma appena gli altri accelerano un pelino prendiamo 4 mete.

  12. Totalmente incompetente 19 Marzo 2019, 18:12

    Sono d’accordo con Texan Prop…il futuro non è roseo e non per colpa di COS, ma perchè il livello tecnico dell’U20 pare quello di sempre…anche se lì avessimo dei talenti, finirebbero a fare gli errori tanto criticati di Zanon (che E’ un talento).
    REDAZIONE, urgerebbe intervista ad Aboud su come stanno andando le cose nelle riforme della formazione della filiera e quali sono le prospettive

  13. Jager 19 Marzo 2019, 20:52

    Io penso che il commento per questo 6N potrebbe tranquillamente essere un copia incolla di molti venuti prima . Tutti gli anni si dice che siamo in crescita , ma abbiamo un filotto di sconfitte inquietante e un “ servizio” di cucchiai di legno ( spesso associati ad un candeggio ) da far invidia ad una raccolta punti da supermarket , quindi dov’ è la crescita ? Se c’è stata non è sufficiente gli altri evidentemente crescono di più e il divario si ampia .Non sono sicuramente uno tra quelli che vuole dare la colpa alla direzione tecnica attuale e alle precedenti ( solo qualche riserva sulle ultime due francesi ) , ma piuttosto mi sento di dire che questa situazione e figlia in primis del nostro modo di essere , ma anche forse di un limite insito nel rugby italiano , nel senso che magari questo è grosso modo il max che possiamo dare . In 80 anni circa di rugby in Italia non è che abbiamo mai fatto faville , l’ interesse della massa è sempre stato scarso , in somma questo potrebbe essere il massimo raggiungibile dal nostro sport in Italia . Forse è il caso di farsene una ragione ?

    • TheTexanProp 19 Marzo 2019, 21:16

      A mio parere il rugby in Italia potrebbe dare ed essere molto di piu. Le ultime stagioni hanno rimosso parecchia fama a questo sport, soprattutto per chi e’ fan occasionale. Ma e’ gestito ed e’ sempre stato gestito da incompetenti che non hanno colto diverse occasioni oppure semplicemente non erano in grado di farlo. Il rugby ora come ora e’ professionistico = business. Se non sei in grado di farlo fiorire in 15 anni e passa vuol dire che federazione non e’ stata in grado di gestire una cosa professionistica (a differenza di una squadra come il Benetton dove a livello organizzativo sembrano fare scelte giuste ed intelligenti) e come in ogni business che si rispetti, se non funziona o non ha portato i frutti dovrebbe essere cambiata.
      Il problema per me sta tutto la. Abbiamo un potenziale enorme, l’afflusso di fans cambierebbe enormemente, sponsors arriverebbero ma semplicemente facciamo scelte terribili e gestiamo la cosa in maniera oscena.
      Per me questo non e’ il massimo raggiungibile dal nostro sistema. E’ il massimo che questa federazione e i federali sono riusciti a raggiungere perche’ piu’ di quello, sia a livello di conoscenze sia a livello di business plan sia a livello dirigenziale, non possono fare.
      Checchinato per dire e’ un ex-giocatore che dopo il 2005 si e’ trovato a fare il dirigente, per poi passare al marketing ed altri ruoli federali. Cambia la poltrona ma da la non si muove. Con tutta la pazienza che posso avere e con tutto il bene che posso avere verso questa persona, cosa puoi fare con un ex-giocatore che immagino sappia fino a la di business plan (soprattutto internazionale) andare a gestire un rugby in cambiamento che necessita di soldi, sponsor e fama internazionale?
      Un giocatore mai arrivato al professionismo che gestisce un rugby che muta e professionistico…
      Hai bisogno di dirigenti che facciano il lavoro di un dirigente accompagnati da chi conosce il rugby nostrano, non di ex-giocatori messi a fare il dirigente.
      Potrei pure sbagliarmi ma i dati parlano chiaro: la federazione ha programmato malissimo e forse perche’ semplicemente erano arrivati ai propri limiti conoscitivi/tecnici/capacitivi. Un po come se chiedessi a me, biologo di fare il dirigente di una ditta farmaceutica. Magari ci riesco pure ma sicuramente ci sono altre persone meglio qualificate di me per farlo e farlo meglio.

    • TheTexanProp 19 Marzo 2019, 21:16

      A mio parere il rugby in Italia potrebbe dare ed essere molto di piu. Le ultime stagioni hanno rimosso parecchia fama a questo sport, soprattutto per chi e’ fan occasionale. Ma e’ gestito ed e’ sempre stato gestito da incompetenti che non hanno colto diverse occasioni oppure semplicemente non erano in grado di farlo. Il rugby ora come ora e’ professionistico = business. Se non sei in grado di farlo fiorire in 15 anni e passa vuol dire che federazione non e’ stata in grado di gestire una cosa professionistica (a differenza di una squadra come il Benetton dove a livello organizzativo sembrano fare scelte giuste ed intelligenti) e come in ogni business che si rispetti, se non funziona o non ha portato i frutti dovrebbe essere cambiata.
      Il problema per me sta tutto la. Abbiamo un potenziale enorme, l’afflusso di fans cambierebbe enormemente, sponsors arriverebbero ma semplicemente facciamo scelte terribili e gestiamo la cosa in maniera oscena.
      Per me questo non e’ il massimo raggiungibile dal nostro sistema. E’ il massimo che questa federazione e i federali sono riusciti a raggiungere perche’ piu’ di quello, sia a livello di conoscenze sia a livello di business plan sia a livello dirigenziale, non possono fare.
      Checchinato per dire e’ un ex-giocatore che dopo il 2005 si e’ trovato a fare il dirigente, per poi passare al marketing ed altri ruoli federali. Cambia la poltrona ma da la non si muove. Con tutta la pazienza che posso avere e con tutto il bene che posso avere verso questa persona, cosa puoi fare con un ex-giocatore che immagino sappia fino a la di business plan (soprattutto internazionale) andare a gestire un rugby in cambiamento che necessita di soldi, sponsor e fama internazionale?
      Un giocatore mai arrivato al professionismo che gestisce un rugby che muta e professionistico…
      Hai bisogno di dirigenti che facciano il lavoro di un dirigente accompagnati da chi conosce il rugby nostrano, non di ex-giocatori messi a fare il dirigente.
      Potrei pure sbagliarmi ma i dati parlano chiaro: la federazione ha programmato malissimo e forse perche’ semplicemente erano arrivati ai propri limiti conoscitivi/tecnici/capacitivi. Un po come se chiedessi a me, biologo di fare il dirigente di una ditta farmaceutica. Magari ci riesco pure ma sicuramente ci sono altre persone meglio qualificate di me per farlo e farlo meglio.

    • manovale 20 Marzo 2019, 09:19

      perfetto!!! sembra un comunicato FIR a caso…………. va tutto bene stiamo migliorando!

  14. marcybuba 21 Marzo 2019, 08:22

    Ciao a tutti vi seguo e leggo i commenti da anni e non ho mai scritto perché poco competente, ma vorrei fare un pensiero ignorante sugli ultimi anni della nazionale. Ho iniziato a seguire il sei nazioni quando c’era Mallet e ricordo che c’era Parisse a fare da mm ricordo grandi battaglie che però arrivavano a stento ai 60 minuti e mancanza di schemi di gioco. Penso che questo sia il miglior 6 nazioni che ho visto, la mancanza di Tebaldi all’inizio e le solite sfighe non hanno aiutato ma finalmente si vede un gruppo con un gioco e un indirizzo da seguire e un fisico che ci porta a 80 minuti finalmente. Molte mete mancate vengono da errori del singolo che non porta la massima attenzione nei movimenti finali e non da mancanza di occasioni per assenza di gioco e questo non lo si può imputare allo staff a mio parere. Io vedo grandi miglioramenti, stiamo ripartendo dalle basi nella giusta maniera, purtroppo gli altri non stanno a guardare e non avendo i nostri problemi crescono e si adattano più velocemente. La partita con la Francia è stata emblematica , noi gruppo coeso e preparato dove il singolo si è mangiato la partita, loro senza un piano in testa hanno vinto per la determinazione e attenzione del singolo

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