La partita più importante nella storia del rugby olandese

Sabato si gioca la partita decisiva del Rugby Europe Trophy, seconda divisione dell’ovale europeo fuori dal Sei Nazioni

ph. Rugby Nederland

Uno dei motivi per cui consideriamo il Galles nettamente favorito contro la Scozia, quando si incontreranno sabato pomeriggio nella quarta e penultima giornata del Sei Nazioni 2019, è perché i Dragoni hanno battuto gli avversari in 10 degli ultimi 11 incontri.

La vittoria scozzese a Murrayfield del 2017 porta due firme: quella di Tommy Seymour, scozzese di Nashville, Tennessee, e quella di Tim Visser, l’ala olandese che decise di rispondere alla convocazione della nazionale del Cardo piuttosto che quella del proprio paese d’origine, una vera e propria Cenerentola ovale.

Eppure il nome della famiglia Visser è profondamente legato a quello della nazionale dei Paesi Bassi: il padre di Tim, Marc, è stato un terza linea ed è tuttora il giocatore con il maggior numero di presenze internazionali; Sep, fratello di Tim, ha accumulato 9 presenze da professionista con Edinburgh fra il 2011 e il 2013 e 12 caps internazionali, fra cui le vittorie dello scorso anno contro Repubblica Ceca, Polonia, Moldavia e Svizzera.

Queste sono infatti le compagini contro cui si impegnano i Paesi Bassi, seconda potenza del Rugby Europe Trophy, la seconda divisione del rugby europeo al di fuori del Sei Nazioni. Sono le squadre che stanno al piano immediatamente inferiore rispetto a Georgia, Spagna, Romania e le altre.

Chi vince il Trophy, che a differenza degli altri tornei si gioca su un periodo di tempo molto dilatato (quest’anno è incominciato a settembre, e durerà fino a giugno), ha il diritto di sfidare in un playoff di promozione-retrocessione l’ultima classificata del Rugby Europe Championship (spoiler: quest’anno sarà la Germania) per provare ad accedere alla prima divisione.

I Paesi Bassi finora non ci sono mai riusciti, uscendo sconfitti lo scorso anno dalla partita giocata a Lisbona contro il Portogallo, la nazionale che la fa da padrona nel Trophy e una sorta di nobile decaduta del rugby europeo minore.

Quest’anno, però, gli olandesi hanno la possibilità di rifarsi: sabato 9 marzo alle 13:15 scenderanno in campo ad Amsterdam, proprio contro i portoghesi, in quello che si preannuncia a tutti gli effetti come lo scontro diretto che deciderà il Trophy.


Se siete in Olanda e avete un divano (o una club house di riferimento) sapete su che canale sintonizzarvi sabato pomeriggio
Potrebbe essere l’incontro più importante dei quasi 90 anni di storia della Federazione olandese, che vanta come primo incontro un agguerrito 6 a 6 contro il Belgio all’inizio degli Anni Trenta.

A dire il vero, fino ad adesso si sono disputate poche partite: i Paesi Bassi hanno vinto 49 a 0 in trasferta in Polonia e vinto 36 a 15 sulla Svizzera in casa, mentre il Portogallo ha disputato una sola partita, sempre contro la Polonia, battendola 65 a 5. Si desume piuttosto facilmente, insomma, che il Rugby Europe Trophy sia un torneo a due velocità: da una parte portoghesi e olandesi, dall’altra tutte le restanti.

Per questo motivo la sfida di Amsterdam è già decisiva, soprattutto per un movimento come quello olandese che è in via di sviluppo negli ultimi anni e che di recente ha raggiunto la posizione numero 24 nel ranking mondiale, tre posti più in alto del Portogallo e quattro rispetto alla Germania.

La nazionale olandese è guidata dal terza linea Dirk Danen, potente terza linea, e, oltre a Sep Visser, ha fra i propri migliori giocatori i due fratelli di prima linea Mark e Andrew Darlington, tallonatore e pilone destro. Il primo ha un passato ai Newcastle Falcons, l’altro è stato uno dei primi giocatori ad essere inseriti nell’Accademia del rugby olandese, un centro di sviluppo che permette agli atleti di allenarsi da professionisti. I due giocano attualmente nelle serie minori inglesi.


Gli highlights dell’incontro fra Paesi Bassi e Germania dello scorso primo febbraio, in preparazione ai rispettivi tornei di Rugby Europe
Paradossalmente, il miglior giocatore olandese non sarà presente a quella che potrebbe essere la partita più importante della palla ovale nel suo paese: Zeno Kieft, flanker de La Rochelle con una presenza continuativa nel Top 14 di quest’anno, non sarà presente per rimanere in campo con il suo club in Francia.

Le possibilità di vittoria olandesi, comunque, ci sono: d’altra parte il Portogallo schiererà una delle formazioni più giovani di sempre (23 anni di età media) nell’ottica di un ricambio generazionale generalizzato. Dovesse vincere sabato e poi sbaragliare, come previsto, anche Repubblica Ceca e Lituania, la nazionale olandese affronterà poi la Germania, in una rincorsa verso l’alto livello che, dopo 90 anni di storia, è appena incominciata.

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