Slow Motion #34: la fanfara dei Bersaglieri

Rovigo continua a segnare mete molto belle in Top 12, come l’ultima marcata contro il Valorugby

Cioffi rovigo

ph. Rugby Rovigo

Slow Motion è la rubrica di OnRugby che ogni settimana racconta la meta più bella del weekend, nei minimi particolari, corredata dal video. Il fanatico ovale la segue così: prima se la guarda tutta, e poi torna indietro a leggere paragrafo per paragrafo, alternando il tasto play a quello pausa. Qui la scorsa puntata. Buon divertimento.

Nel Top 12 non ci sono squadre che sanno coniugare bellezza, stile ed efficacia come Rovigo. Umberto Casellato ha impiegato un po’ di tempo, ha dovuto subire le critiche di una piazza esigente per i primi mesi di difficoltà, ma progressivamente ha saputo rivoltare i Bersaglieri come un calzino se si pensa a come giocava questa stessa squadra sotto la direzione di Joe McDonnell (non male, ma in maniera diametralmente opposta).

Se bisogna individuare un momento di svolta, dopo tre sconfitte in sette partite, questo si può ritrovare nella partita contro il Calvisano in trasferta, vinta dal Rovigo (in 14 vs 15 per lungo tempo) anche grazie a una spettacolare meta lunga sessanta metri. È interessante pensare che da quel momento – da quella meta -, la stagione dei rossoblu sia svoltata: non solo nei numeri (otto vittorie di fila, primo posto in classifica proprio insieme al Calvisano), ma anche nella filosofia e nella consapevolezza dei propri mezzi e del rugby propositivo e coraggioso promosso da Casellato.

Da quel momento, Rovigo è solo salito di colpi: 40 punti segnati di media a partita, una pioggia di mete e tanto divertimento per il pubblico rodigino, che ha potuto apprezzare diverse marcature corali davvero notevoli, che nel campionato italiano – almeno con questa costanza – non si vedono spesso. Le ultime sono arrivate nel successo contro il Valorugby, in cui i rossoblu hanno segnato tre mete nel giro di sei minuti nel primo tempo e poi un’altra nella ripresa per chiudere il match. Quest’ultima è quella su cui noi abbiamo messo gli occhi per questa settimana.

Dopo un inizio positivo del Valorugby nella ripresa, che poteva far presagire a un tentativo di rimonta degli emiliani, i Bersaglieri riprendono il pallino del gioco e pian piano rimettono le mani sulla partita, fino a chiuderla definitivamente al minuto 71.

Da un pallone liberato dagli ospiti, il Rovigo imposta una ruck sul lato sinistro del campo, in modo da permettere agli avanti di schierarsi in mezzo al campo. Anche il pack naturalmente deve sostenere il gioco rodigino, fatto di tanti spostamenti dell’ovale nello stretto oppure verso i trequarti. In questo caso, Canali (caschetto rosso) muove al centro per Brugnara, che fa valere le sue ottime doti di handling e di prima sposta al suo esterno per Halvorsen.

Il terza linea ha un bell’angolo di corsa e prova a riciclare per Brugnara, con l’obiettivo di chiudere un delicato uno-due, ma il passaggio è leggermente fuori misura. Da dietro, in ogni caso, ha seguito l’azione Chillon, che gira per Mantelli; il mediano d’apertura non può che allargare all’esterno, dove c’è un’evidente superiorità dei rossoblu che occupano bene il campo anche con gli avanti (Vian e Lubian, i due con il caschetto)

La sventagliata di Mantelli è per Barion, che impegna Gennari e fissa Farolini con dei cambi di direzione: è tutto quello che serve, l’ala lavora bene e poi a contatto ricicla per Vian, abile a rientrare subito verso l’interno e a prendere sul tempo Cardiff Vaega. Il placcaggio di Favaro arriva quando ormai è troppo tardi: il flanker può schiacciare in meta, realizzare la sua doppietta personale e affiggere un altro piccolo manifesto del Rovigo di quest’anno.

Daniele Pansardi

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