Sei Nazioni 2019: un Le Crunch con umori opposti va in scena a Twickenham

Un’Inghilterra sulle ali dell’entusiasmo fa di nuovo paura, la Francia torna ad affidarsi ai chili di Bastareaud. Kick-off alle ore 16

Inghilterra

ph. Reuters

C’è un’Inghilterra che, tutto d’un tratto, ha ritrovato quell’entusiasmo perduto un anno fa, quando un Sei Nazioni deludente aveva fatto ballare la panchina di Eddie Jones. Merito della vittoria contro l’Irlanda: un piccolo capolavoro di preparazione minuziosa a tavolino e lucida ferocia sul campo da gioco, sia come atteggiamento fisico che come prontezza mentale.

C’è dall’altra parte una Francia che vive un momento opposto a quello dei cugini d’Oltremanica. Venti di tempesta agitano lo scranno di Jacques Brunel: Les Bleus giocano male e non sanno più vincere.

E’ con questo preludio che nel pomeriggio di domenica a Twickenham scendono in campo le due squadre per l’incontro conclusivo della seconda giornata del Sei Nazioni 2019, ridando per un fine settimana afflato a una rivalità che dalla Guerra dei Cent’Anni in giù vive alti e bassi, ma non accenna a estinguersi.

Sulla carta, con ancora negli occhi quello che abbiamo visto la scorsa settimana, non dovrebbe esserci partita, ma un po’ perché le partite fra queste due squadre fanno sempre storia a sé, un po’ perché è con le spalle al muro che la squadra francese regala il suo meglio, Le Crunch regala a noi spettatori neutri una sfida affascinante e non scontata.

Anche perché la Francia continua a non vincere, ma al tempo stesso rimane sempre in partita nel punteggio fino all’ottantesimo. La scorsa settimana tre errori individuali hanno giustiziato i transalpini dopo un primo tempo spaventoso, in senso positivo. Oltre agli incidenti di Huget e Vahaamahina, però, va anche notato che a Parigi la squadra di casa aveva totalmente smesso di giocare nella ripresa, complici evidenti limiti fisici e di leadership.

Per la trasferta inglese, Jacques Brunel ha scelto di cambiare qualcosa, anche se seguendo linee logiche sfuggenti e un po’ contraddittorie. Sui trequarti fuori la coppia di centri leggera e creativa formata da Fofana e Ntamack, dentro i bulldozer Doumayrou e Bastareaud per fronteggiare la cariche di Manu Tuilagi e degli altri ball carrier avversari. Per completare la linea arretrata, Huget si sposta estremo al posto di Medard, con Fickou che prende la maglia numero 11. Con Penaud all’altra ala, Brunel si affida praticamente a quattro centri per cercare di blindare il reparto di cavalleria.

Davanti, invece, si va alla ricerca di una maggiore mobilità: Yacouba Camara raggiunge Picamoles e Iturria in terza linea a spese di Lauret, mentre Lambey entra in seconda linea per Willemse. L’altro cambio riguarda la prima linea: Demba Bamba giocherà dal primo minuto a causa dell’infortunio al ginocchio di Atonio, ennesimo di una sfilza di indisponibili nella posizione di pilone destro per la Francia.

Camara è un’ottimo giocatore, molto mobile e con discrete doti di portatore di palla, arma in più in rimessa laterale. Un giocatore con doti più offensive rispetto a Lauret, che comunque a Parigi aveva fatto registrare numeri impressionanti dal punto di vista del lavoro oscuro (52 interventi in ruck, con 2 palloni rubati, su 180 ruck totali).

Lambey invece viene premiato per la prestazione positiva nei 23 minuti in cui è stato in campo la settimana scorsa, a spese di un Paul Willemse davvero incolore rispetto soprattutto ai proclami col quale veniva annunciato. Solo una settimana fa il sito specialistico francese Rugbyrama titolava: “Sarà Paul Willemse il salvatore del XV de France?”. Pare di no.

I ragazzini terribili della next generation francese sono relegati in panchina, pronti per il finale di partita: ci sono Antoine Dupont, Romain Ntamack e Thomas Ramos.

Nonostante le premesse, per l’Inghilterra non sarà una passeggiata. “Non importa quello che la gente dice, quello che senti dai familiari, quello che vedi sul cellulare, qualsiasi cosa. La cosa più importante per noi è fra le quattro mura del nostro spogliatoio” ha detto Owen Farrell, sempre più leader maximo dell’Inghilterra di Jones, deciso a tenere i piedi per terra e non farsi distrarre dalle lodi.

Per gli inglesi il compito più difficile sarà riportare in campo l’aggressività e il mindset visti contro l’Irlanda. Sulla singola sfida, una prestazione eccezionale è alla portata di molte squadre. Ripetersi è quello che eleva un gruppo di giocatori ai massimi livelli.

Jones si affida ai trionfatori di sette giorni fa, ma deve fare i conti con l’assenza di un Itoje tornato sui livelli di due anni fa. Al suo posto ci sarà un Courtney Lawes spesso più a suo agio come giocatore d’impatto dalla panchina che dal primo minuto.

L’Inghilterra ha tutte le qualità per vincere la partita, utilizzando l’intelligenza della propria linea arretrata e in particolare le qualità di Farrell, Slade e Daly per far ballare una cerniera di centri fisica, ma non necessariamente rapidissima. I tre giocatori succitati potrebbero rimettere in mostra l’ottimo gioco al piede visto a Dublino per costringere Doumayrou e, soprattutto, Bastareaud a pedalare all’indietro e non difendere solo in avanti. Attenzione però a non impantanarsi in una battaglia esclusivamente fisica dove i francesi sanno come dire la loro: Picamoles, Iturria e compagnia devono essere lavorati ai fianchi, senza pretendere di batterli subito.

Mai dare la Francia per battuta, specie se ha dei problemi, specie se dall’altra parte ci sono gli inglesi. Però a Twickenham è sempre tutta un’altra storia. Si gioca alle 16:00 italiane, arbitra Nigel Owens con l’assistenza di Andrew Brace e  Brendon Pickerill.

Inghilterra – Francia sarà trasmessa da DMAX (canale 52 DDT) e in diretta streaming su OnRugby. Circa mezzora prima del kick off pubblicheremo un’apposita notizia contenente il player per vedere e commentare le due partite.

Le formazioni

Inghilterra: 15 Elliot Daly, 14 Chris Ashton, 13 Henry Slade, 12 Manu Tuilagi, 11 Jonny May, 10 Owen Farrell (c), 9 Ben Youngs, 8 Billy Vunipola, 7 Tom Curry, 6 Mark Wilson, 5 George Kruis, 4 Courtney Lawes, 3 Kyle Sinckler, 2 Jamie George, 1 Mako Vunipola
A disposizione: 16 Luke Cowan-Dickie, 17 Ben Moon, 18 Dan Cole, 19 Joe Launchbury, 20 Nathan Hughes, 21 Dan Robson, 22 George Ford, 23 Jack Nowell

Francia: 15 Yoann Huget, 14 Damian Penaud, 13 Mathieu Bastareaud, 12 Geoffrey Doumayrou, 11 Gaël Fickou, 10 Camille Lopez, 9 Morgan Parra, 8 Louis Picamoles, 7 Arthur Iturria, 6 Yacouba Camara, 5 Félix Lambey, 4 Sébastien Vahaamahina, 3 Demba Bamba, 2 Guilhem Guirado (c), 1 Jefferson Poirot
A disposizione: 16 Pierre Bourgarit, 17 Dany Priso, 18 Dorian Aldegheri, 19 Paul Willemse, 20 Gregory Alldritt, 21 Antoine Dupont, 22 Romain Ntamack, 23 Thomas Ramos

onrugby.it © riproduzione riservata
FacebookTwitterPinterest
item-thumbnail

Italia: Ghiraldini operato, comincia la corsa alla Rugby World Cup

Il tallonatore azzurro si è sottoposto all'operazione a Roma e proseguirà la riabilitazione a Tolosa

item-thumbnail

Sei Nazioni 2019: cosa ci dicono i numeri di fine torneo

Il Galles bada al sodo, puntando sulla propria grande difesa. Tra i singoli spicca Braam Steyn nelle statistiche individuali

item-thumbnail

Sei Nazioni 2019: Alun Wyn Jones vince il premio come miglior giocatore del torneo

Il capitano del Dragoni diventa il quinto gallese ad ottenere questo riconoscimento

item-thumbnail

Le avventure di Russellberry Finn

Sabato abbiamo visto di cosa può essere capace la Scozia quando il suo 10 è in stato di grazia

item-thumbnail

Sei Nazioni : il calendario e gli orari delle edizioni 2020 e 2021

L'Italia aprirà la sua avventura post Mondiale contro il Galles, a Cardiff, l'1 febbraio 2020

item-thumbnail

Sei Nazioni 2019: il XV del Torneo secondo OnRugby

Abbiamo provato a scegliere i migliori di questa edizione del Torneo