Top 12: un girone d’andata pieno di sorprese

Il punto sul campionato italiano, arrivato al giro di boa dopo l’ultimo weekend. Zona playoff affollata e molto equilibrata

ph. Mattia Radoni

L’aspetto più rilevante del Top 12 italiano alla fine del girone d’andata è sicuramente la sua imprevedibilità. Nel corso delle settimane, le sorprese e i risultati contro pronostico si sono susseguiti con grande regolarità, dando vita ad un torneo più avvincente di quanto si potesse immaginare alla vigilia e con rendimenti inattesi da parte di alcune squadre in ogni zona della classifica.

Per fare alcuni paragoni con il 2017/2018, sorvolando temporaneamente sul fatto che il torneo non prevedesse retrocessioni e che fosse a dieci squadre, si può notare che lo scorso anno la differenza tra la prima e la quinta classificata dopo undici giornate era di 15 punti, mentre oggi è di appena 6; un anno fa c’erano ben tre squadre con 9 vittorie su 11 all’attivo, quest’anno solo una; venendo ai singoli club, il Calvisano ha già collezionato ben quattro sconfitte (solo una dodici mesi fa), mentre Mogliano, Lazio e Valorugby sono passate rispettivamente da zero, una e due vittorie a cinque, tre e otto successi.

Ci sono stati più stravolgimenti del previsto, insomma, che hanno ridotto il numero di partite realmente scontate e in alcuni casi hanno ridotto le distanze. In classifica, nonostante la lotta per i playoff e quella retrocessione siano ben distinte e separate, c’è più omogeneità e meno fratture nette tra un “troncone” e l’altro, anche grazie ai risultati dell’ultima giornata. Non ci si annoia per i risultati. Un po’ di più per il gioco espresso dalle squadre e dai ritmi non esaltanti di alcune partite, ma non sono mancati i momenti di ottimo rugby da parte di tutte.

Il gruppo di testa

Il fatto che il Petrarca sia sempre in testa non deve ingannare il pubblico. I campioni d’Italia hanno ancora l’organico più completo e affidabile, oltre a una difesa difficilmente perforabile, ma faticano a produrre gioco e ad avere continuità in attacco, dove si affidano spesso alle giocate dei singoli (specie tra i trequarti, con un Tommaso Coppo in grande spolvero). La vittoria contro le Fiamme Oro ha scacciato via una crisi dopo due sconfitte di fila, ma rispetto ai mesi scorsi la squadra di Andrea Marcato – pur rimanendo la grande favorita – sembra un po’ più vulnerabile.

È in grande risalita il Rovigo, sempre più a immagine e somiglianza del suo coach Umberto Casellato. Dalla vittoria in casa del Calvisano, a metà novembre, i Bersaglieri hanno ingranato le marce più alte e sono reduci da cinque successi consecutivi. In attesa di test più difficili, i rossoblu hanno il miglior attacco (al pari di Calvisano) e la terza miglior difesa, oltre ad essere secondi in classifica.

Al pari del Rovigo c’è il Valorugby, squadra completa e con ottimi elementi in tutti i reparti. L’effetto-sorpresa dei reggiani è svanito, nel senso che ormai gli uomini di Roberto Manghi sono una solida certezza del campionato italiano. Lo hanno dimostrato anche a Calvisano, dove da una situazione di 20-3 per poco non ribaltavano il risultato, complice anche il tentato harakiri dei padroni di casa. I bresciani, in attesa di avere un Sam Lane al 100%, sono quarti in classifica, ma a soli due punti dal Petrarca grazie ad un attacco prolifico e ai tanti bonus raccolti fin qui (ben 10). Il potenziale della squadra è come sempre notevole, così come la proposta di gioco, ma nella prossima primavera servirà ancor più consistenza.

Quella che in parte manca anche alle Fiamme Oro, che nel giro di un paio di settimane può alternare una vittoria per 68-10 a Verona e una sconfitta per 10-3 a San Donà. La squadra di Gianluca Guidi può emergere però da un momento all’altro, vista la rosa di grande qualità e un allenatore preparato come il livornese a dirigere le operazioni.

In mezzo

A passo lento – forse più lento del previsto -, anche i Medicei hanno iniziato a carburare. La vittoria in casa del Mogliano ha dimostrato una volta di più quanto sia complicato sfidare la formazione fiorentina, che sa alternare la classica ruvidità tipica delle squadre di Pasquale Presutti a momenti di buon rugby (vedere la meta contro il Petrarca).

I biancorossi sono i candidati principali per rimanere nel limbo tra la zona playoff e quella retrocessione, senza infamia e senza lode, ma potrebbero togliersi ancora diverse soddisfazioni (intanto hanno già battuto il Rovigo al ‘Battaglini’ e il Petrarca in casa).

Il Mogliano, invece, ha semplicemente smentito tutti. Dall’essere considerati una possibile retrocessa, i biancoblu hanno attraversato un momento di grande forma in autunno che li ha proiettati addirittura in zona playoff, assestandosi ora a metà classifica dopo una serie di partite complicate. Cavinato e Costanzo hanno messo a punto la mischia forse più efficace del torneo, ma in generale un buon impianto di gioco in cui stanno emergendo diverse buone individualità, ben legate dal lavoro di Jackman all’apertura.

Più in basso, Viadana e San Donà partivano da situazioni diametralmente opposte, ma soprattutto per demeriti dei lombardi si ritrovano praticamente appaiate. I gialloneri hanno collezionato la quarta sconfitta consecutiva a Verona e hanno visto già svanire l’obiettivo playoff, distante 17 punti: un’enormità, sottolineata con parole dure dalla dirigenza nel post partita e da un comprensibile sconforto da Filippo Frati.

Dopo aver rivoluzionato la squadra e aver visto partire alcuni tra i migliori giocatori della rosa, oltre ad aver ingaggiato un nuovo – seppur esperto – allenatore, per il San Donà era difficile pronosticare un cammino molto diverso. Per i biancoazzurri la salvezza non sembra essere in discussione, almeno per il momento.

In tre per due posti

Le candidate alla lotta retrocessione, del resto, sembrano essere già ben delineate e partiranno quasi da zero nel girone di ritorno. La Lazio ha un punto in più su Valsugana e Verona – e chissà che non possa risultare fondamentale, alla fine -, grazie alla rocambolesca vittoria proprio nello scontro diretto contro i padovani ottenuto all’ultimo minuto.

La squadra di Polla Roux, ciò nonostante, sta disputando un campionato egregio e con una certa costanza di rendimento, senza troppi sbandamenti, tant’è che ha raccolto fin qui cinque punti di bonus (la Lazio 2, il Verona 1). Eccezion fatta per qualche sconfitta troppo larga, nemmeno i biancocelesti hanno mancato gli appuntamenti importanti fin qui, mentre chi ha deluso sensibilmente è stato proprio il Verona, tanto da dover cambiare pure l’allenatore. Con l’organico a disposizione, era legittimo attendersi qualcosa di più.

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