La trasferta russa e le prospettive europee delle Zebre: intervista a Guglielmo Palazzani

Il mediano di mischia ci ha parlato dell’ultima partita contro l’Enisej, proiettandosi sulla sfida di ritorno a Parma

palazzani

ph. Ettore Griffoni

La vittoria delle Zebre in Russia è importante perché arriva al momento giusto: interrompe un periodo negativo e la sterilità offensiva, che stava diventando un pesante fardello, dà slancio alla franchigia in vista del ritorno con l’Enisej e nella corsa alla qualificazione per i quarti di Challenge Cup, e permette ai ducali di presentarsi al doppio impegno casalingo pre-natalizio (Enisej e Benetton in fila) con maggiore fiducia. Di questo abbiamo parlato con Guglielmo Palazzani, mediano di mischia delle Zebre e autore di una doppietta a Sochi.

Com’è stata dunque questa trasferta contro l’Enisej? Abbiamo potuto vedere solo gli highlights, ci dici qualcosa in più su com’è andata e su che avversario avete trovato?

Non è stata una partita facilissima, perché è risaputo che loro hanno un pacchetto di mischia molto forte e puntano sulla forza fisica. Abbiamo avuto un po’ di difficoltà sotto quel punto di vista, ma per il resto non abbiamo fatto grande fatica. Siamo molto positivi per la partita di sabato e abbiamo confidenza: cercheremo di sistemare le cose che non sono andate bene.

È stato un avversario più forte o più debole rispetto a come l’avevate studiato?

Anche se aveva avuto risultati pesanti contro La Rochelle, vedendo il video sembrava una squadra in miglioramento rispetto agli anni passati. Sicuramente noi siamo ad un livello superiore, giocando nel Pro14. Velocità e ritmo sono stati i nostri punti di forza e cercheremo di sfruttarli anche sabato. Se ci riusciremo, non dovrebbero esserci problemi. Poi ovviamente bisogna affrontare le partite con umiltà, perché non possiamo permetterci di compiere passi falsi contro questi avversari. Ma se ci imponiamo subito, possiamo fare una bella partita.

Una cosa che ha funzionato bene e una meno bene?

Nel momento in cui abbiamo aumentato il ritmo, non c’è stata storia. È andata peggio la mischia, che è un po’ un punto debole da inizio stagione.

9 punti con l’Enisej da affrontare: avete cominciato a dare un’occhiata alla classifica? 

Il nostro obiettivo sarebbe quello di riuscire incredibilmente a passare il turno. Si passa da sabato, cercando di fare cinque punti. Non ci vogliamo nascondere. Poi si sa che le ultime due partite sono contro una delle migliori squadre di Francia, ma ci arriveremo piano piano.

Prima della vittoria in Russia le Zebre non avevano attraversato un bel momento, soprattutto in trasferta.

Per il gruppo diventa difficile lavorare senza i tanti nazionali. Quando siamo tutti insieme, ovviamente lavoriamo meglio e con molta precisione. Poi le vittorie fanno bene sempre, che sia a Sochi o da altre parti, perché ti fa lavorare con entusiasmo diverso. Contro le altre squadre nel Pro14 è naturalmente diverso: sai che non puoi sbagliare niente. Se contro l’Enisej hai dieci possibilità di segnare, contro le altre ne hai poche e devi concretizzarle per forza. Bisogna essere più precisi insomma.

Con l’infortunio di Violi sono aumentate ovviamente le tue responsabilità in questa squadra. Questo, unito al fatto che sei il giocatore con più presenze nella franchigia, come ti influenza?

Ormai le Zebre sono una famiglia per me. Se posso dare un contributo sono più che contento. È tanto tempo che faccio parte di questa squadra, quindi posso sicuramente dare consigli visto le mie esperienze.

A proposito di famiglia: hai notato una spinta maggiore dal pubblico quest’anno? Oppure è cambiato poco in questi anni?

Ultimamente ha risposto meglio e sta venendo sempre più gente. Nelle prossime persone avremo bisogno di ancora più sostegno da parte di tutti. È difficile, se siamo solo noi in campo, ma l’aiuto del pubblico ci dà sempre una grandissima mano. Spero che vengano in tanti e speriamo anche per loro di ottenere grandi risultati.

Daniele Pansardi

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