Qualificazioni mondiali: Samoa ipoteca l’accesso alla Rugby World Cup

Con dieci mete a due la nazionale isolana può permettersi una tranquilla gara di ritorno in Germania fra due settimane. Risultato finale 66 a 15

ph. Sebastiano Pessina

Nella notte italiana si è disputata ad Apia la partita di andata del playoff Europa/Oceania, che assegna un posto nel girone A della prossima Rugby World Cup. Partita che si rivela fin dalle prime battute senza storia: troppa qualità in delle Samoa non certo eccelse, ma di certo non così in crisi da farsi mettere in difficoltà dalla nazionale tedesca.

Nel primo tempo l’assoluto mattatore del match è Melani Matavao, il mediano di mischia samoano, autore di una meta e decisivo nel realizzare le altre due.

La prima meta di Samoa arriva dopo appena otto minuti, grazie a un importante attacco del giovane Matavao, che semina il panico dalla base della mischia chiusa. In poche fasi la difesa tedesca non è più in grado di arginare l’avanzata avversaria, e Alapati Leiua può segnare con relativa facilità.

Matavao è dunque il protagonista anche della seconda meta samoana, che arriva da un contrattacco all’isolana, con una difesa tedesca complice nel riposizionamento dopo il calcio tattico. La palla passa dalle mani di Sinoti, di Leiua e infine di Matavao per la seconda marcatura in dodici minuti. Nel frattempo un calcio di Parkinson arrivava a muovere il tabellino tedesco.

Infine è imprendibile per la difesa avversaria quando danza dentro i cinque metri al ventiduesimo prima di scaricare per Jack Lam, che segna la terza meta dei padroni di casa nel primo quarto di partita.

Non c’è partita a causa della differenza fisica fra le due squadre: ogni volta che la Germania è in grado di portarsi in avanti la difesa samoana ha gioco facile nel respingere gli attacchi e nel seminare il panico nei punti d’incontro. Il tutto senza che i padroni di casa incantino: questa è una delle peggiori Samoa viste negli ultimi anni.

La differenza si vede tutta nella quarta meta, che arriva già al minuto 27: prima Leiua sdraia Ferreira, il più grosso degli avversari, in mezzo al campo; poi il seconda linea Tyrell viene ripreso per i lacci delle scarpe dopo uno scatto che lascia sul posto gli avversari; quindi Ed Fidow si invola sull’out di destra e travolge l’estremo tedesco Oltmann, impotente.

La resistenza tedesca sembra già abbattuta prima che la partita raggiunga la mezz’ora, con 17 placcaggi sbagliati in appena 30 minuti, confermando il timore della vigilia: fra le due squadre non c’è partita, e le dodici posizioni di differenza nel ranking mondiale si fanno sentire tutte.

I restanti cinquanta minuti di gioco hanno poco da raccontare: Samoa si accontenta di fare accademia, mentre la Germania barcolla fra l’impotenza nei confronti dell’avversario, evidenziata anche e soprattutto in mischia chiusa, e coraggiosi tentativi di creare qualcosa in avanti.

Prima della fine del primo tempo c’è spazio per la quinta meta dei padroni di casa ancora con Fidow. Il punteggio all’intervallo è di 35 a 3.

Nella seconda frazione le Samoa rallentano decisamente e concedono qualcosa in più, come spesso succede nelle partite dove il divario fra le due squadre è importante.

La Germania segna la meta della bandiera poco prima dell’ora di gioco e al minuto 66 marca anche una seconda meta. Entrambe portano la firma del terza linea Iaco Otto, uno dei migliori dei suoi durante tutti gli ottanta minuti. La prima frutto di una travolgente azione personale e della sostanziale pigrizia dei tre difensori samoani che sbagliano il placcaggio sul numero 7, la seconda dopo ripetuti pick’n’go sulla linea di meta.

Le due marcature vengono intervallate comunque da altrettante marcature di Samoa: una meta tecnica sulle conseguenze di una mischia chiusa in attacco a cinque metri dalla linea dei tedeschi e una del solito Matavao, il migliore in campo, dopo una fuga sulla destra del neoentrato Fa’apale.

Nel finale dilagano poi i padroni di casa: Joe Tekori entra e segna a nove dal termine, e due minuti più tardi c’è spazio anche per la meta del neoentrato Drayne Polataivaia. Prima del fischio finale c’è tempo anche per la tripletta personale di Ed Fidow. Finisce 66-15.

Samoa ipoteca così la qualificazione ma dovrà comunque viaggiare fino in Germania per la partita di ritorno, con i tedeschi che proveranno a prendersi almeno una parziale rivincita.

 

Samoa: 15 Ahsee Tuala, 14 Ed Fidow, 13 Paul Perez, 12 Alapati Leiua, 11 Sinoti Sinoti, 10 Tusi Pisi, 9 Melani Matavao, 8 Ofisa Treviranus, 7 Jack Lam, 6 Piusa Faasalele, 5 Chris Vui (c), 4 Joshua Tyrell, 3 Paul Alo-Emile, 2 Motu Matu’u, 1 Logovi’i Mulipola
A disposizione: 16  Seilala Lam, 17 Jordan Lay, 18 Viliamu Afatia, 19 Joe Tekori, 20 TJ Ioane, 21 Dwayne Polataivaia, 22 Patrick Fa’apale, 23 Alofa Alofa

Marcatori Samoa
Mete: Leiua (8), Matavao (12, 60), Lam (22), Fidow (27, 38, 79), meta tecnica (51), Tekori (71), Polataivaia (74)
Trasformazioni: Tuala (8,12, 22, 27, 38), Fa’apale (60, 71)
Calci di punizione: 

Germania: 15 Maxine Oltmann, 14 Marcel Coetzee, 13 Steffen Liebig, 12 Raynor Parkinson, 11 Nikolay Klewinghaus, 10 Christopher Hilsenbeck, 9 Sean Armstrong, 8 Sebastian Ferreira, 7 Iaco Otto, 6 Marcel Henn, 5 Eric Marks, 4 Timo Vollenkemper, 3 Sami Fuchsel, 2 Mika Tyumenev, 1 Julius Nostadt (c)
A disposizione: 16 Mark Fairhurst, 17 Jarrid Els 18 Jörn Schröder 19 Antony Dickinson 20 Falk Duwe 21 Tim Menzel 22 Pierre Mathurin 23 Pascal Fischer

Marcatori Germania
Mete: Otto (58, 66)
Trasformazioni: Parkinson (66)
Calci di punizione: Parkinson (10)

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  1. cassinet 30 Giugno 2018, 12:45

    Il bello e a volte il brutto di questo sport è che è molto meritocratico e nonostante i proclami di world rugby la strada verso un allargamento appare sempre più in salita.

    • Giambo 30 Giugno 2018, 13:15

      Questo è vero. Diciamo che ogni volta che una nazionale emergente comincia ad avere velleità di entrare nel novero dei ‘grandi’ comincia a crollare, visto che spesso i suoi successi sono dovuti ad una generazione fortunata. Forse le uniche che si stanno mantenendo a livelli alti sono Giappone ed Argentina, con la Georgia che è già in calo da anni, e il Canada che è praticamente scomparso. Vediamo ora che combinano gli USA.

      • And 30 Giugno 2018, 17:38

        E l’Italia??

        • Dusty 4 Luglio 2018, 08:46

          E l’Italia dimostra che nonostante i suoi problemi e la litigiosità interna al movimento sta a pieno titolo fra le grandi del rugby.

  2. jazztrain 30 Giugno 2018, 14:41

    Signori, voglio andare controcorrente, avrei voluto vedere la Spagna al posto della Germania e la Romania al posto della Russia; comunque i falli di formazione devono essere giustamente puniti anche se con la Romania si è stati eccessivamente pignoli.

    Ho visto la partita, troppo sbilanciato il livello; per quanto riguarda la Germania. Se vogilamo vedere il bicchiere mezzo vuoto ha già messo un piede, dipenderà da lei se riuscirà nel ripescaggio a superare i Canucks ed entrare nel Mondiale.

    Questo potrebbe dare una vera svolta al rugby teutonico!

    W Rugby Europe Championship!

  3. Niven 30 Giugno 2018, 15:43

    Onore a Samoa che difende la forza delle isolane storiche in questianni sempre più e continuamente “saccheggiate” di uomini dalle nazionali più ricche. E naturalmente W Rugby Europe e il rugby dilettantistico !

  4. And 30 Giugno 2018, 17:37

    Oddio, ma stiamo scherzando? Samoa è il rugby e gli All Blacks non sarebbero gli All Blacks senza il sangue Samoano. Allo stesso tempo la Nazionale Samoa è esclusiva di giocatori di formazione kiwi, perciò tanti saluti alla Germania ed onore al Presidente della Union samoana

  5. Dusty 4 Luglio 2018, 08:44

    Sono contento.

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