Il punto sul mercato del Benetton Treviso

Chi è arrivato, chi è partito e come si comporrà la folta rosa dei Leoni per la prossima stagione

benetton treviso

ph. Ettore Griffoni

Sette nuovi arrivi, cinque addii, ventidue rinnovi e ben quarantacinque giocatori in rosa. Il Benetton Treviso non necessitava di una rivoluzione all’interno della sua rosa, com’era sistematicamente avvenuto tra il 2014 e il 2016, ma doveva in effetti solo sopperire alle eventuali partenze e rifinire alcuni dettagli in certi reparti. La parola d’ordine, tuttavia, doveva essere continuità, quella che per troppo tempo è mancata da un anno all’altro tra i biancoverdi.

I Leoni, invece, sembrano aver finalmente raggiunto un punto di equilibrio, necessario per piantare delle basi solide sul breve termine e poter programmare con maggiori certezze sul lungo periodo. I tempi in cui alla Ghirada il viavai di giocatori in entrata e in uscita era perpetuo può dirsi finito: il direttore sportivo Pavanello ha di fatto puntellato la rosa con ingaggi mirati, volti a mettere una pezza in alcuni ruoli o ad aumentare la profondità laddove se ne avvertiva la necessità.

In quet’ultima ottica, per esempio, sono da leggere gli arrivi di Giuseppe Di Stefano, Dewaldt Duvenage e Marco Zanon, visto che nessun pilone destro, mediano di mischia o centro ha detto addio al Benetton. Nell’ultima stagione, tuttavia, infortuni e convocazioni internazionali avevano accorciato fin troppo la coperta in quei ruoli, per i quali rispettivamente veniva adattato un pilone sinistro oppure Tebaldi e la coppia Sgarbi-Iannone rappresentavano l’unica alternativa a disposizione.

Tutti e tre dovrebbero avere grande spazio soprattutto nelle finestre di Test Match e Sei Nazioni, quando l’Italia si rifornirà abbondantemente dal Benetton. Di Stefano e Zanon hanno già assaggiato il Pro14 nell’ultima stagione da permit player, per cui c’è da credere che non dovrebbero avere grossi problemi nell’adattarsi alla nuova realtà in pianta stabile; Duvenage è senz’altro il più esperto e talentuoso facendo le dovute proporzioni, per cui è lecito attendersi dal sudafricano un contributo importante fin da subito e più continuativo nel corso dell’anno.

Speculari alle partenze, invece, sono gli arrivi di Antonio Rizzi, Giovanni Pettinelli, Derrick Appiah e Iliesa Ratuva, che almeno numericamente prendono rispettivamente i posti di Banks, Minto, Zanusso e Tagicakibau. Mentre quest’ultimo rappresenta un perdita trascurabile visto il lungo periodo di infortunio e lo scarso minutaggio, i primi tre hanno quantomeno lasciato un ricordo a Treviso: il neozelandese ha probabilmente attirato su di sé più critiche di quante ne meritasse, vista l’indubbia qualità mostrata in cabina di regia; gli italiani erano senz’altro tra i preferiti del pubblico per passione, generosità e abnegazione, ma sono stati reputati sacrificabili dalla società sia per motivi fisici sia per dei rapporti ormai incrinati nello spogliatoio (ne scriveva Andrea Passerini sull’edizione di Allrugby a giugno).

Chi sostituirà Minto e Zanusso, in particolare, sembra poter dare le giuste garanzie. Pettinelli è stata una delle migliori terze linee italiane negli ultimi due campionati di Eccellenza e, anche nell’ultimo disastroso tour della Emergenti, è stato uno dei pochi a distinguersi per prestazioni individuali positive. Un suo fallimento nella lega celtica sarebbe la vera sorpresa.

Appiah è un profilo ben diverso da Zanusso, ma come ha dichiarato Pavanello al momento del suo annuncio il pilone nato a Modena aggiunge “qualità diverse da quelle già presenti in rosa” e – aggiungiamo noi – nello specifico in prima linea (ad eccezione di Traorè, con cui condivide quantomeno conformazione fisica ed esuberanza atletica).

Sulla trequarti, l’arrivo di Ratuva è in controtendenza rispetto all’ingaggio avvenuto due estati fa di Tagicakibau, ma è invece in linea con il tipo di giocatore straniero ricercato dal Benetton nell’ultimo anno: non necessariamente un giocatore affermato, non ancora all’apice della carriera e desideroso di rilanciarsi o di emergere dare una svolta alla propria vita agonistica. Non avrà il curriculum di Monty Ioane, ma Ratuva rispecchia innanzitutto i sopraccitati criteri, importanti per definire chi approda in Italia con reali ambizioni da tutti gli altri. Il campo dirà se l’acquisto sarà stato azzeccato anche dal punto di vista tecnico.

Dal Petrarca, infine, Antonio Rizzi non arriva a Treviso con il realistico obiettivo di rimpiazzare Banks anche nelle gerarchie, lasciando qualche dubbio almeno inizialmente sulla profondità nel ruolo di mediano d’apertura. Il friulano, classe ’98, ha disputato un Mondiale Under 20 sotto le aspettative, mentre il Rizzi visto nel resto del biennio con la nazionale ha dimostrato di poter essere un craque negli anni a venire. Vedere il 20enne in questa seconda versione darebbe a Crowley fin da subito una credibile opzione in più a numero 10 da affiancare a Allan e McKinley, facendo sentire di meno il peso dell’assenza di un giocatore dalle grandi doti tecniche come Banks. È forse la scommessa più grande per il Benetton, ma al contempo anche la più stimolante.

In conclusione

Aver mantenuto la struttura della rosa dell’ultimo anno, allargandola addirittura a quarantacinque giocatori (più i sei permit player) permetterà al Benetton di realizzare un turnover programmatico e ben studiato a tavolino in modo da mantenere sempre invariato il livello delle formazioni da far scendere in campo, vista la buona profondità (non numerica, ma qualitativa) in rosa.

Non sono arrivate nuove seconde linee, a conferma del fatto che oltre a Fuser e Herbst lo staff tecnico ha fermamente intenzione di puntare sul gruppo di giocatori intercambiabili che si sono alternati tra seconda e terza linea negli ultimi anni, ovvero Budd, Lazzaroni, Ruzza, Zanni. Al loro fianco crescerà come permit player anche Niccolò Cannone.

La rosa del Benetton Treviso 2018/2019

I nuovi arrivi: Antonio Rizzi, Giovanni Pettinelli, Derrick Appiah, Iliesa Ratuva, Giuseppe Di Stefano, Dewaldt Duvenage e Marco Zanon

Confermati: Dean Budd, Jayden Hayward, Simone Ferrari, Robert Barbieri, Hame Faiva, Luca Bigi, Tommaso Allan, Alberto Sgarbi, Federico Zani, Tito Tebaldi, Marco Lazzaroni, Tomas Baravalle, Monty Ioane, Nasi Manu, Tommaso Benvenuti, Ian McKinley, Sebastian Negri, Cherif Traorè, Luca Sperandio, Tommaso Iannone, Marco Barbini, Alberto De Marchi, Federico Ruzza, Alessandro Zanni, Abraham Steyn, Ignacio Brex, Engjel Makelara, Giorgio Bronzini, Andrea Bronzini, Edoardo Gori, Ornel Gega, Marco Riccioni, Marco Fuser, Irné Herbst, Nicola Quaglio, Luca Morisi

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