Pro14: Scarlets did it again! I gallesi espugnano lo Scotstoun e volano in finale

Finisce 13-28 una gara praticamente mai in discussione. Scarlets padroni del campo e ancora in finale, per i Warriors si chiude male una stagione agrodolce

ph. OnRugby

GLASGOW – La primavera ha, finalmente, deciso di fermarsi in Scozia e regala, ai diecimila dello Scotstoun Stadium, una serata meravigliosa, con clima finalmente mite (almeno per queste latitudini), sole e vento moderato. Il terreno di gioco sintetico completa il quadro, dando a Warriors e Scarlets le condizioni migliori per mettere in campo il loro tipo di gioco. Per i Warriors, però, bruttissimo colpo perchè nel pre-partita Stuart Hogg viene escluso dai 23. Al suo posto gioca Jackson, Lee Jones si prende la maglia numero 23 e siede in panchina.

I Glaswegians tornano a giocare la semifinale casalinga di PRO14 dopo tre anni e l’ultima volta, contro Ulster, una meta di DTH van der Merwe (assieme a John Barclay, a parti invertite, il grande ex di giornata) trasformata da Finn Russell (all’ultima gara a Glasgow prima di passare al Racing 92 in estate) regalò vittoria e pass per la finale (poi vinta) di Belfast.

Stasera i Warriors possono contare ancora sul fattore-campo ma devono fare in conti con una squadra, gli Scarlets, che lo scorso anno ha scritto la storia diventando la prima in assoluto a vincere la semifinale lontano da casa (andando a violare la RDS Arena di Dublino) prima di completare l’opera trionfando all’Aviva Stadium contro Munster.

I Warriors concedono subito due punizioni, una nei 22m avversari (per placcaggio in volo di un gallese che andava a recuperare il drop di Russell che dava il via alla partita) e la seconda nella prima mischia chiusa del match, stavolta nei propri 22m.

Gli Scarlets scelgono la penal’touche, tengono il possesso e in quattro fasi vanno in meta con Rhys Patchell, bravissimo ad aggirare la distratta difesa scozzese andando oltre la linea prima di trasformare per lo 0-7, con i gallesi che vanno ancora vicinissimi alla meta al 6′ – ma la difesa scozzese è brava a costringere gli avversari al fallo dopo aver stretto i denti per un’altra penal’touche sui propri 5m.

Gli Scarlets continuano ad imporre il proprio ritmo in questo inizio di gara, un ritmo che i Warriors faticano a tenere; un brutto colpo per i gallesi, anche dal punto di vista psicologico, potrebbe essere l’infortunio di John Barclay, che lascia il campo al decimo (tutto lo Scotstoun si alza in piedi a salutarlo) e infatti alla ripresa del gioco i Warriors riescono a risalire il campo, trovando i primi punti del loro match al 13′ con un piazzato di Russell (3-7).

I gallesi, però, tornano subito in partita e tre minuti dopo vanno in meta; Scott Williams riceve da Patchell (servito a sua volt dal riciclo di Davies) l’ovale sui 10m scozzesi, con due finte manda fuori-giri la difesa dei Warriors prima di servire Gareth Davies che infila van der Merwe, ultimo difensore, al suo interno prima di andare a schiacciare in meta. Patchell trasforma ancora e gli Scarlets entrano nel secondo quarto oltre il break (3-14).

I Warriors vivono di fiammate (al 21′ ottengono una punizione per tenuto di McNicholl, ma sprecano l’ottima piattaforma offensiva per il lancio troppo lungo di Brown in touche), gli Scarlets sembrano, finora, più costanti, anche quando sono costretti a difendersi (come al 24′, quando riescono a costringere i Warriors al fallo dopo qualche fase giocata nei propri 22m).

Al 31′ gli Scarlets mettono una seria ipoteca sulla gara marcando la terza meta, con Rob Evans a chiudere un0azione in velocità molto simile a quella che ha portato Davies oltre la linea una decina di minuti prima. Stavolta l’ovale corre veloce sull’asse McNicholl-S.Evans-G.Davies, prima che il mediano di mischia serva il pilone sinistro mandandolo in meta. Patchell, da sotto i pali, non ha problemi e porta i suoi sul 3-21.

I Warriors subiscono il colpo ma provano a riprendersi subito; l’azione, però, viene fermata dal direttore di gara per un passaggio in-avanti di Halunukonuka su George Horne lanciato in meta; si torna sul vantaggio per i Warriors ma la mischia  non produce frutti – e nella mischia successiva gli Scarlets conquistano un’altra punizione che il piede di Patchell trasforma in metri preziosissimi.

I Warriors riescono comunque a chiudere la prima frazione nei 22m avversari, trovando una touche sui 5m con Russell che punizsce un placcaggio alto di James Davies sui 10m gallesi. L’azione si chiude oltre la linea di meta gallese ma il pack in rosso riesce a tenere l’ovale alto. Le squadre vanno a riposo sul 3-21, un risultato che premia la concretezza degli Scarlets.

I Warriors tornano in campo senza George Horne, rimasto negli spogliatoi per un HIA (tornerà in campo al 49′) e sostituito da Pyrgos, ma almeno in avvio continuano a subire l’intraprendenza degli Scarlets (menzione particolare per Tadhg Beirne, decisamente uno dei migliori in campo dei suoi che sta dominando al breakdown).

Nonostante la serata, dal punto di vista del meteo, sia splendida, in campo per i Warriors “piove sul bagnato” quando Nick Grigg decide di commettere un’infrazione in una ruck al 46′, finendo nel sin-bin; nell’azione successiva gli Scarlets completano l’opera con la quarta meta, chiudendo di prepotenza la rolling maul nata da penal’touche con Ken Owens.

La trasformazione di Patchell, la quarta consecutiva per l’apertura, fissa il punteggio sul 3-28, un risultato pesantissimo anche per i Warriors di stasera che chiude de facto la gara nonostante sul cronometro ci siano ancora trenta minuti da giocare.

Gli scozzesi trovano la prima meta del loro match allo scoccare dell’ora di gioco con Jonny Gray che va oltre la linea di prepotenza dopo che Russell (prova incolore la sua, con l’errore nella trasformazione) batte veloce una punizione conquistata sotto il North Stand.

Gli Scarlets restano avanti di venti punti e l’unico rischio, adesso, è aver calato la tensione troppo presto; al 67′ i Warriors, ancora con Jonny Gray, vanno vicinissimi alla seconda marcatura – annullata da Lacey dopo consulto col TMO, il seconda linea scozzese entra laterale tuffandosi sull’ovale che Jonathan Evans ha fatto ballare pericolosamente sulla sua linea di meta.

I Warriors chiudono in crescendo, trovando la seconda meta con Grigg al 73′ (Horne spedisce la trasformazione sul palo) che riesce a schiacciare l’ovale oltre la linea avversaria nonostante il recupero disperato di due difensori gallesi. La marcatura del centro della nazionale scozzese, però, serve solo a rendere un pò meno amaro il passivo per gli scozzesi, che chiudono con una brutta sconfitta un’annata agrodolce in cui, nell’ultima fase, non sono riusciti a costruire il “momentum” di cui tanto ha parlato coach Rennie nelle ultime settimane.

Gli Scarlets, per il secondo anno consecutivo, vincono la semifinale lontano dalle mura amiche e si conquistano, strameritandolo, il diritto di difendere il Titolo conquistato lo scorso anno a Dublino. Domani conosceranno il nome dell’avversario, ma i gallesi si presenteranno tra una settimana all’Aviva Stadium da favorita.

 

Glasgow Warriors: 15 Ruaridh Jackson, 14 Tommy Seymour, 13 Nick Grigg, 12 Sam Johnson, 11 DTH van der Merwe, 10 Finn Russell, 9 George Horne, 8 Ryan Wilson (C), 7 Callum Gibbins, 6 Matt Fagerson, 5 Jonny Gray, 4 Tim Swinson, 3 Zander Fagerson, 2 Fraser Brown, 1 Jamie Bhatti
A disposizione: 16 George Turner, 17 Alex Allan, 18 Siua Halanukonuka, 19 Rob Harley, 20 Chris Fusaro, 21 Henry Pyrgos, 22 Peter Horne, 23 Lee Jones

Marcatori Glasgow Warriors
Mete: Gray (60′), Grigg (73′)
Trasformazioni:
Punizioni: Russell (13′)

Scarlets: 15 Johnny McNicholl, 14 Tom Prydie, 13 Scott Williams, 12 Hadleigh Parkes, 11 Steff Evans, 10 Rhys Patchell, 9 Gareth Davies, 8 John Barclay 7 James Davies, 6 Aaron Shingler, 5 Steve Cummins, 4 Tadhg Beirne, 3 Samson Lee, 2 Ken Owens (c), 1 Rob Evans
A disposizione: 16 Ryan Elias, 17 Wyn Jones, 18 Werner Kruger, 19 Lewis Rawlins, 20 Will Boyde, 21 Jonathan Evans, 22 Dan Jones, 23 Steff Hughes

Marcatori Scarlets
Mete: Patchell (4′), G.Davies (16′), R.Evans (31′), K.Owens (47′)
Trasformazioni: Patchell (4′, 17′, 32′, 49′)
Punizioni:

Matteo Mangiarotti

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