Andrea Manici si ritira dal rugby dopo il lungo infortunio

Il tallonatore si era infortunato al ginocchio il 6 dicembre 2015, ma non è mai riuscito a completare il suo recupero

andrea manici

ph. Sebastiano Pessina

Andrea Manici ha annunciato il suo ritiro dall’attività agonistica. Il tallonatore classe 1990 non giocava dal 6 dicembre 2015, giorno della partita Zebre-Ospreys in cui Manici uscì prematuramente dal campo a causa della rottura del crociato. Da quel momento, per il 27enne è cominciato un lungo calvario caratterizzato da numerose complicazioni (un’infezione batterica) in seguito al primo intervento chirurgico avvenuto nell’inverno del 2016, che hanno impedito al giocatore di completare un recupero mai avvenuto.

Lo scorso luglio, inoltre, era arrivata la notizia del suo ritorno sui campi di gioco, seppur con allenamenti differenziati, che facevano presagire un rientro a pieno regime nei mesi successivi. Oggi, però, l’emiliano ha dovuto definitivamente alzare bandiera bianca e rinunciare alla palla ovale.

“Non è facile lasciare così presto uno sport che mi ha dato moltissimo – ha dichiarato Manici – Il rugby mi ha insegnato a non arrendermi, ma anche a capire quando è il momento di prendere la giusta decisione. Questo per me è quel momento”.

“Dover lasciare il rugby, la franchigia della mia città e rinunciare per sempre alla maglia azzurra è molto duro, ma negli ultimi mesi ho dovuto scendere a patti con questa idea. Voglio ringraziare le Zebre Rugby Club e la Federazione Italiana Rugby per essermi stati vicino in questi ultimi, difficili anni e per non aver smesso di credere in me e in un mio possibile recupero. Soprattutto, voglio ringraziare la mia famiglia e mia moglie per avermi supportato giorno dopo giorno”.

Proprio due mesi prima dell’infortunio, Manici aveva vissuto la sua esperienza più importante con la Nazionale alla Coppa del Mondo 2015, in cui il tallonatore aveva giocato tre partite di cui due da titolare (le sue prime in assoluto in azzurro) contro Irlanda e Romania. L’esordio con l’Italia, invece, era arrivato nel giugno del 2013 a Nelspruit, nel Test Match contro le Samoa, per un totale di 16 cap.

“Ho avuto la fortuna di vivere alcuni momenti indimenticabili con la maglia della Nazionale: penso alla vittoria di Edinburgo del 2015 e alla partecipazione ai Mondiali inglesi del 2015 – ha continuato Manici – In questi due anni ho iniziato a riflettere sul dopo carriera, e mi piacerebbe poter mettere al servizio del movimento le esperienze che ho acquisito come giocatore, trasmettere le mie conoscenze ai più giovani, pensare comunque ad un futuro nel nostro sport”.

Dopo aver giocato con il Parma e i Crociati in Eccellenza, Manici era arrivato alle Zebre al momento della sua fondazione, nel 2012/2013, diventando gradualmente un titolare della franchigia federale. In quattro stagioni effettive, le presenze complessive sono state 60, con tre segnate. “Avrei voluto poter contribuire di più sul campo alla crescita delle Zebre – ha concluso Manici – ma sono felice di lasciare una società con un progetto, uno staff di valore ed un gruppo dalle qualità umane e sportive di primordine. Porterò sempre con me meravigliosi ricordi dei miei anni in bianconero e con la maglia azzurra”.

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