Sei Nazioni 2018: l’Irlanda batte la Scozia 28-8 e si avvicina al titolo

I verdi conquistano cinque punti. Se l’Inghilterra non ne fa altrettanti in Francia, per la squadra di Schmidt sarà trionfo

ph. Reuters

DUBLINO Prima occasione irlandese al 5’: la pressione di Kearney fa sbagliare la presa a Russell su calcio di Sexton, in avanti e mischia. Alcune fasi e la Scozia concede la punizione per un tenuto, con Best che sceglie la rimessa laterale ma la lancia lunga; la Scozia libera.

La Scozia ferma l’assedio dopo 11 minuti con un grillotalpa. Subito dopo perde la rimessa laterale ma dalla fase di gioco rotto va a conquistarsi una punizione sulla linea dei 22, con Laidlaw che porta i suoi sul 3-0. L’Irlanda commette molti errori di controllo palla all’inizio: Earls spara alto un passaggio per Stockdale solo all’ala al 16’.

Due splendidi offload consecutivi di Kinghorn e Wilson e la Scozia è nei 22 irlandesi, ma dopo alcune fasi la difesa verde costringe Watson al fallo. Wilson esce per infortunio alla testa e non rientrerà. Seconda rimessa irlandese e secondo ovale perso.

Al 20’ Sexton fa un calcetto in avanti per se stesso (!) e serve Murray appena raccoglie la palla, la Scozia si salva per miracolo. Subito dopo offload cieco di Hogg. Dopo due capolavori senza conseguenze, un’idiozia clamorosa di Peter Horne. Il centro serve su un piatto d’argento un intercetto a Stockdale tentando un passaggio di 15 metri: meta sotto i pali e 7-5 Irlanda. Il contraccolpo psicologico è grosso e poco dopo ci vuole un’altra super difesa per coprire il buco che consente a Ringrose un break di 40 metri.

Altro grave errore scozzese al 27’: Huw Jones deve solo servire Hogg in campo aperto ma spara una badilata in terra, buttando alla ortiche una meta certa. Poco dopo però un suo calcetto porta la Scozia sui cinque metri, la difesa costringe Berghan al tenuto e libera.

Il match è estremamente equilibrato, con le difese che contengono gli attacchi ((a fine primo tempo saranno 8 palle perse per i padroni di casa e 9 per gli ospiti). La Scozia porta spesso l’ovale velocemente verso le ali, solo che non le serve perché prova a riaccentrarsi, così l’Irlanda si riposiziona. In difesa però è molto abile a contenere gli incroci di Sexton. Il secondo quarto infatti si gioca quasi tutto nella metà campo irlandese.

In finale di tempo rimessa lunga della Scozia, parte l’Irlanda che con tre penetrazioni (Ryan-Best-Kearney) arriva sulla linea di meta. Mischia sui cinque metri perché Murray viene tenuto alto, tre fasi, incrocio di Ringrose, Stockdale fa saltare Kinghorn e schiaccia nell’angolo la decima meta in otto presenze con l’Irlanda. Sexton trasforma dalla linea portando i suoi all’intervallo sul 14-3, un risultato bugiardo per quello che si è visto.

Si ricomincia con l’Irlanda in avanti e Kearney che fa un’altra cosa decisiva, tenendo un calcio sbagliato di Sexton e conquistando una mischia sui 22. Alcune fasi, rimessa laterale e Murray danza fra due placcatori, portandoli in meta. Trasformazione e 21-3 per l’Irlanda.

Seconda badilata e seconda meta scozzese alle ortiche al minuto 51, stavolta è Hogg che non trova Kinghorn. Era situazione di vantaggio, la Scozia gioca la mischia sotto i pali e, portando l’ovale all’ala, va in meta con Kinghorn. Laidlaw manda la trasformazione sulla traversa, 21-8. Subito dopo terza badilata, stavolta a centrocampo di Horne, e sfuma non una meta certa ma almeno una ottima occasione.

L’Irlanda manda in campo Henderson e Murphy per Toner e Healy. Le penetrazioni di Ryan, Stander e Healy inizia a far male. Sono loro, insieme a un immenso Kearney, e riportare l’Irlanda sui cinque metri poco prima della fine del terzo quarto ma Ringrose viene costretto al tenuto e la difesa libera. Al 65’ Best sceglie la punizione su un fallo sui 35 metri (Denton entra di lato in mischia), ma il tentativo di tornare a oltre due mete di distanza va a lato di molti metri.

L’Irlanda ci riprova subito, su una punizione per un fallo identico Sexton va in rimessa sui cinque metri e il carretto porta Cronin a schiacciare la meta del bonus point nel ruggito dell’Aviva.

Mentre i verdi si rilassano gestendo i minuti finali, può partire Fields of Athenry, interrotto solo dal lungo applauso che saluta l’annuncio del meritato titolo di migliore in campo a Rob Kearney.

L’Irlanda ha fatto quello che doveva, conquistato i cinque punti e messo pressione sugli inglesi. I 51mila dell’Aviva vanno al pub a fare il tifo per la Francia (anche gli scozzesi, ovviamente).

Irlanda: 15 Rob Kearney, 14 Keith Earls, 13 Garry Ringrose, 12 Bundee Aki, 11 Jacob Stockdale, 10 Johnny Sexton, 9 Conor Murray, 8 CJ Stander, 7 Dan Leavy, 6 Peter O’Mahony, 5 Devin Toner, 4 James Ryan, 3 Tadhg Furlong, 2 Rory Best (c), 1 Cian Healy
A disposizione: 16 Sean Cronin, 17 Jack McGrath, 18 Andrew Porter, 19 Iain Henderson, 20 Jordi Murphy, 21 Kieran Marmion, 22 Joey Carbery, 23 Jordan Larmour

Marcatori Irlanda

Mete: Jacob Stockdale (23′, 40′), Conor Murray (47′), Sean Cronin (69′)
Trasformazioni: Johnny Sexton (24′, 40′, 48′, 70′)
Punizioni:

Scozia: 15 Stuart Hogg, 14 Blair Kinghorn, 13 Huw Jones, 12 Pete Horne, 11 Sean Maitland, 10 Finn Russell, 9 Greig Laidlaw, 8 Ryan Wilson, 7 Hamish Watson, 6 John Barclay (c), 5 Jonny Gray, 4 Grant Gilchrist, 3 Simon Berghan, 2 Stuart McInally, 1 Gordon Reid
A disposizione: 16 Fraser Brown, 17 Jamie Bhatti, 18 Willem Nel, 19 Tim Swinson, 20 David Denton, 21 Ali Price, 22 Nick Grigg, 23 Lee Jones

Marcatori Scozia

Mete: Blair Kinghorn (52′)
Trasformazioni
Punizioni: Greig Laidlaw (13′)

Arbitro: Wayne Barnes (Inghilterra) Assistenti: Ben O’Keeffe (New Zealand), Luke Pearce (England).

di Damiano Vezzosi

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