Inghilterra, doppio allenamento con la Georgia a Londra

Eddie Jones: “Hanno la miglior mischia del mondo, perché non dovremmo voler allenarci con loro?”

ph. Sebastiano Pessina

Eddie Jones continua a sperimentare soluzioni diverse per cercare di spingere oltre i propri limiti la sua Inghilterra. Oggi e domani, i campioni in carica del Sei Nazioni si alleneranno con la Georgia a Londra in due sessioni che si prevedono dure e intense. Confrontarsi con la “mischia più forte al mondo” era un desiderio di Jones da tempo, tant’è che a gennaio il CT australiano aveva lanciato l’idea di portare addirittura i suoi ragazzi a Tbilisi: “È un posto carino in questo momento dell’anno – aveva detto Jones – Fa freddo, potremmo farlo. Hanno degli ottimi vini rossi e la carne è buona”.

Alla fine, saranno i georgiani a percorrere gli oltre 4000 chilometri che li separano dalla terra d’Albione per prepararsi con la seconda squadra più forte del mondo. Le sessioni saranno focalizzate soprattutto su touche e mischie, come già accaduto per la sessione congiunta svolta con il Galles a novembre. Non è un mistero, infatti, che Jones voglia lavorare nei minimi dettagli sulle fasi statiche in vista della Coppa del Mondo in Giappone.

“Vogliamo avere la miglior mischia del mondo e loro (i georgiani, ndr) hanno il più grande, forte e minaccio pack sul pianeta – ha detto Jones – Perché non dovremmo voler allenarci con loro? È fantastico. Con Milton Haig e Richard Graham, gli allenatori, siamo buoni amici. Erano entusiasti dell’idea”. Stando a quanto riporta il Guardian, inoltre, la Federazione inglese avrebbe anche contribuito alla copertura dei costi per i viaggi della nazionale georgiana, reduce dalla vittoria per 47-0 sul Belgio nella prima giornata del Rugby Europe Championship.

Di riposo, insomma, neanche a parlarne per Dylan Hartley e compagni. Proprio il capitano inglese si è espresso in merito all’allenamento con i Lelos. “Stiamo cercando sempre di migliorare la nostra mischia – ha dichiarato – Confrontandoci con squadre differenti, capiremo qualcosa su di noi e impareremo cose nuove […] Se in mischia mi confronto solo con Hepburn, George e Williams loro sanno già cosa staremo per fare. Tutti noi sappiamo dove stiamo andando a parare. Ogni mischia deve essere intensa – chiude Hartley – altrimenti ti accartocci come una cartina nella tasca posteriore dei pantaloni”.

Intanto, lo staff tecnico inglese ha anche annunciato i 32 convocati per la prossima settimana di lavoro. Non ci sarà l’infortunato Sam Simmonds, rimpiazzato da Nathan Hughes che invece ha recuperato dai suoi problemi fisici. Nella lista anche tre apprentice players: l’ala Gabriel Ibitoye, l’apertura Marcus Smith e il flanker Sam Moore (il primo classe ’98, gli altri classe ’99).

I convocati

Trequarti

Mike Brown (Harlequins), Gabriel Ibitoye (Harlequins), Harry Mallinder (Northampton Saints), Jonny May (Leicester Tigers), Jack Nowell (Exeter Chiefs), Denny Solomona (Sale Sharks), Anthony Watson (Bath Rugby), Danny Care (Harlequins), Owen Farrell (Saracens), George Ford (Leicester Tigers), Jonathan Joseph (Bath Rugby), Marcus Smith (Harlequins), Ben Te’o (Worcester Warriors), Richard Wigglesworth (Saracens).

Avanti

Charlie Ewels (Bath Rugby), James Haskell (Wasps), Nathan Hughes (Wasps), Nick Isiekwe (Saracens), Maro Itoje (Saracens), Courtney Lawes (Northampton Saints), Joe Launchbury (Wasps), Zach Mercer (Bath Rugby), Sam Moore (Sale Sharks)*, Chris Robshaw (Harlequins), Sam Underhill (Bath Rugby), Dan Cole (Leicester Tigers), Luke Cowan-Dickie (Exeter Chiefs), Jamie George (Saracens),  Dylan Hartley (Northampton Saints), Joe Marler (Harlequins), Mako Vunipola (Saracens), Harry Williams (Exeter Chiefs).

*apprentice players

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  1. Dusty 13 febbraio 2018, 11:34

    Lovotti, Ferrari e compagnia bella cominciate a pensarci… 🙁

  2. fabiogenova 13 febbraio 2018, 12:12

    Temo che questa dichiarazione rinfocolerà i propositi dei Lelos di chiedere un Sei Nazioni con una formula che non li esclude a priori, come questa in essere. Le pressioni sull’Italia sono chiare e ormai quasi solo la credibilità internazionale di O’Shea può essere un argine. Credo che il prolungamento del contratto fino al 2023 per il tecnico irlandese risponda a questa logica. Far vedere agli altri che abbiamo la volontà di progettare seriamente a mediolungo termine con uno che ha ancora credibilità, perchè Gavazzi, se vuole evitare il disastro, non ha alternative. Non è neanche contemplata l’ipotesi che si possa cambiare ancora. Dopo O’Shea, il tempo sarà scaduto. E’ l’ultima occasione che abbiamo. Ho l’impressione che ci sia stata una sorta di “lettera dalla BCE” da parte del Board del Sei Nazioni a Gavazzi. Ma il Nostro si è messo (e ci ha messo) in questa condizione con scelte scellerate.

    • narodnik 13 febbraio 2018, 12:25

      a meno che oshea non trovi la lampada di aladino nel 2023 saranno ancora a questo punto,puntare sui vertici e lasciando la base com’era prima,si continua a provare a costruire la casa partendo dal tetto.

    • Dusty 13 febbraio 2018, 12:36

      Mi sono forse perso un qualcosa? Non sapevo che COS ha avuto il rinnovo al 2023…io ho solo letto che siamo nel Pro14 fino a quella data.

    • feltre59 13 febbraio 2018, 13:27

      sei sicuro? dove l’hai letto?

      • fabiogenova 14 febbraio 2018, 09:20

        Forse mi sono spiegato male. Non è stato firmato alcun nuovo contratto segreto, almeno non che io sappia, e la data del 2023 è appunto quella del Pro14. Ma le voci che vogliono la FIR intenta a prolungare il contratto del tecnico irlandese – comprensibilmente fino ai mondiali in Francia del 2023 – sono diverse e rispondono alla logica di cui parlavo prima. Il punto è che non sono sicuro che O’Shea voglia andare al di là di quella data.
        Ve ne posto una, giusto per capire le intenzioni Fir.
        http://www.r1823.it/2018/01/30/la-fir-vuole-oshea-oltre-2020-ascione-al-telegraph-figura-chiave/

        • fabiogenova 14 febbraio 2018, 09:22

          …al di là di quella data, cioè al di là della scadenza naturale del suo contratto, che è il 2020

  3. Bariddu 13 febbraio 2018, 23:39

    Eddie caro, vedi anche di accertarti che non abbino i migliori tmo del mondo…

  4. And 14 febbraio 2018, 11:06

    i miglioramenti dell’Italia ci sono, 5 mete coi 3/4 in 2 partite contro Irlanda e Inghilterra non si erano mai viste. Il problema è la mischia. Su 8 elementi nessuno convince al 100%, a parte il tallonatore (forse). Come piloni Castro, Lo Cicero e soci erano alieni, a seconde linee giochiamo con degli adattati, i flanker titolari non si sa chi siano e Parisse ha 34 anni

    • And 14 febbraio 2018, 11:07

      Castro e Lo Cicero avevano una personalità che questi si sognano, fanno il compitino e basta

    • Dusty 15 febbraio 2018, 09:53

      Il rugby, e non solo la mischia, è cambiato e personalmente credo che giocatori come Castro, Perugini, Lo Cicero ecc. oggi non avrebbero vita facile anzi io ho la sensazione che la maggior mobilità di un Lovotti, un Ferrari e anche gli altri li renda più preformanti e utili al gioco. Sia chiaro che non voglio sminuire nessuno perché ogni giocatore va giudicato relativamente al periodo e al rugby che si giocava nel suo tempo. Non sono trascorsi molti anni è vero, ma in questi pochi anni il rugby è cambiato moltissimo (se in meglio o in peggio è un altro discorso) . Forse solamente alcuni come ad esempio Cole e pochi altri che si sono trovati a vivere a scavalco di questo periodo transitorio hanno dimostrato di adattarsi ai cambiamenti con ottimi risultati.

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