Sei Nazioni 2018: la formazione ideale di On Rugby per la prima giornata

Il Galles premiato con sei giocatori. Due le nomination azzurre, con un titolare in seconda linea

sei nazioni

ph. Sebastiano Pessina

La redazione di On Rugby si è riunita in seduta plenaria per scegliere il XV ideale della prima giornata del Sei Nazioni 2018, dopo le vittorie di Galles, Irlanda e Inghilterra, tutte piuttosto diverse tra di loro. Nella formazione, sono stati inseriti i nomi più votati nel corso delle consultazioni. Eccolo.

15 – Leigh Halfpenny (Galles)
Un plebiscito. L’estremo gallese fa man bassa di voti, e non poteva essere altrimenti. Le due mete non sono nemmeno la cosa più importante della partita, impreziosita anche dalla solita eccezionale tenuta difensiva e dalla consueta precisione dalla piazzola.

14 – Anthony Watson (Inghilterra)
Per Bellini e Boni è stato l’incubo dei primi venti minuti all’Olimpico. Un mix di velocità e tecnica davvero difficile da fermare se lanciato in quel modo: due mete, 78 metri corsi, 2 break e 5 difensori battuti. Menzione anche per Keith Earls (un voto).

13 – Scott Williams (Galles)
In un ruolo che non ha visto prestazioni fenomenali, sono sufficienti due voti a Scott Williams per garantirsi l’ingresso nel XV ideale. È una componente vitale del nuovo impianto tattico di Gatland e serve un bell’assist a Halfpenny. Menzione anche per Bundee Aki, Hadleigh Parkes, Remi Lamerat e Tommaso Boni.

12 – Owen Farrell (Inghilterra)
Pochi dubbi per il miglior secondo playmaker del mondo. Insieme a Ford fa girare a vuoto la difesa italiana, servendo un assist, marcando una meta e propiziandone almeno altre due con il lavoro in cabina di regia. Menzione anche per Hadleigh Parkes, sempre più integrato nel Galles.

11 – Steff Evans (Galles)
Come Halfpenny, per il suo ruolo è l’unica scelta possibile. È il giocatore che corre più metri palla in mano di tutti nel weekend (103) e inoltre crea 3 break, battendo ben 6 difensori. La ciliegina sulla torta è la splendida meta con cui chiude i conti, in tuffo e a una mano sola.

10 – Jonathan Sexton (Irlanda)
C’è stato un voto per Rhys Patchell che, per quanto se lo sia meritato, non potrà mai pareggiare la leggendarietà degli ultimi cinque minuti di partita giocati dall’irlandese. Un giocatore speciale.

9 – Gareth Davies (Galles)
L’elettricità del mediano di mischia gallese è stato un altro grande dilemma per la catastrofica difesa scozzese. Marca la prima meta con un intercetto stupendo, diverso da quelli a cui siamo abituati in genere per timing e uscita dai blocchi. Un voto anche per Conor Murray.

8 – Sam Simmonds (Inghilterra)
Lo straripante secondo tempo giocato dal numero otto inglese gli consente di scavalcare Kevin Gourdon per quattro voti a due. Il dinamismo e la velocità del giocatore dei Chiefs in attacco sono solo gli aspetti più visibili del suo gioco, visto che in difesa è stato il placcatore più impegnato della squadra con 23 interventi.

7 – Josh Navidi (Galles)
Dopo Halfpenny e Evans, anche Navidi trova l’approvazione totale della redazione. Placca, porta la palla nel miglior modo possibile e soprattutto è onnipresente nel breakdown, risultando sempre una spina nel fianco per gli scozzesi.

6 – Aaron Shingler (Galles)
Il gallese è a pari merito con Courtney Lawes con due voti, ma la titolarità va al giocatore degli Scarlets per la sua continuità sugli ottanta minuti e per come ha saputo essere influente anche in fase offensiva. Menzione anche per Kevin Gourdon e Peter O’Mahony.

5 – Alun-Wyn Jones (Galles)
Per formare la seconda linea, abbiamo conteggiato i voti complessivi ricevuti sia per la posizione di 4 che di 5. Tre voti su dodici sono andati al capitano gallese, perfettamente calato nel nuovo contesto disegnato dallo staff tecnico gallese (6 passaggi, 35 metri corsi e pure 2 break creati)

4 – Alessandro Zanni (Italia)
Anche l’Ironman friulano prende tre voti, alla pari con Joe Launchbury. La scelta è ricaduta su Zanni per la sua capacità di tornare a certi livelli dopo due anni, senza subire troppo (anzi) gli impatti della corazzata inglese, guadagnando 32 metri sulle 9 corse totali. Menzione anche per Cory Hill (due voti) e Iain Henderson (un voto).

3 – Tadhg Furlong (Irlanda)
Una partita senza grandi lampi, ma di grande costanza e presenza. In mischia non cede mai alla pressione francese. L’irlandese batte per quattro voti a due Dan Cole, dominante all’Olimpico.

2 – Guilhem Guirado (Francia)
L’unica presenza francese titolare non poteva che essere del capitano, stoicamente in campo per quasi ottanta minuti a placcare qualunque cosa si muovesse con la maglia verde. Sono addirittura 31 (trentuno) i tackle del tallonatore. Menzione anche per Rory Best (due voti).

1 – Mako Vunipola (Inghilterra)
È soprattutto in mischia che mostra la sua classe, mentre in campo aperto fa il suo lavoro pur senza strafare. Quattro i voti totalizzati, davanti ai due presi dal pilone francese Jefferson Poirot, apprezzato soprattutto sui punti d’incontro.

Il XV ideale di OnRugby: 15 Leigh Halfpenny, 14 Anthony Watson, 13 Scott Williams, 12 Owen Farrell, 11 Steff Evans, 10 Jonathan Sexton, 9 Gareth Davies, 8 Sam Simmonds, 7 Josh Navidi, 6 Aaron Shingler, 5 Alun-Wyn Jones, 4 Alessandro Zanni, 3 Tadhg Furlong, 2 Guilhem Guirado, 1 Mako Vunipola

 

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