Pro14, voci dai Kings: “Dateci tempo e cresceremo”, parola di van Schalkwyk

L’ex terza linea delle Zebre ci racconta la sua nuova avventura coi sudafricani

ph. On Rugby

EDIMBURGO – “I Southern Kings, in estate, hanno perso trentasette giocatori quando si è saputo che la squadra non avrebbe più giocato in Super Rugby e abbiamo dovuto ricominciare con tanti ragazzi nuovi e molto giovani, in un Torneo nuovo che non conoscevano. Nei primi cinque mesi, però, abbiamo già capito che in Guinness PRO14 il focus è sulla prima fase, touche-difesa, e questo è un aspetto su cui noi dobbiamo ancora lavorare perchè dobbiamo renderci conto che è fondamentale.”

Dries van Schalkwyk esce dagli spogliatoi del Myreside per ultimo, dopo aver giocato sessantotto – e lasciando il campo solo per un colpo al volto che lo ha costretto a presentarsi al terzo tempo con un tampone infilato nel naso e una narice sanguinante. Il terza linea, che vanta 15 caps con la nazionale italiana, è decisamente uno dei giocatori di riferimento (assieme al nuovo capitano, Ferreira, che ha vestito la maglia dello Stade Toulousain) dei “nuovi” Southern Kings, una delle due franchigie sudafricane che, dallo scorso settembre, hanno ampliato gli orizzonti dell’ex Guinness PRO12 all’emisfero sud.

“I membri dello staff tecnico mi chiedono informazioni sui nostri avversari, soprattutto per quanto riguarda aspetti come il campo di gioco, gli orari di allenamento, come ci si prepara alla gara perchè in Sudafrica abbiamo condizioni diverse. Ci sono tante novità, tanti aspetti da scoprire un pò per tutti ma sappiamo che la prima stagione servirà come adattamento e ci insegnerà tante lezioni per crescere. Stasera, per esempio, nel primo tempo abbiamo giocato bene poi Edinburgh ha trovato una meta anche con un pò di fortuna ma posso dire che in questa squadra ci sono tanti buoni giocatori ed è solo una questione di tempo, dobbiamo crescere partita dopo partita e continuare a fare meglio.”

van Schalkwyk continua parlando delle differenze trovate tra Port Elizabeth e Scozia’ “Edinburgh ha finora giocato ogni settimana senza pausa e loro sono decisamente più abituati di noi a questo tipo di condizioni climatiche (ad un certo punto, verso il 65′ di gioco, è sceso un diluvio fortissima che si è presto trasformata in ghiaccio, ma per tutta la gara vento, pioggia e freddo sono stati una costante, ndr) perchè in Sudafrica praticamente mai ci capita di giocare con un clima cosi e soprattutto per i ragazzi giovani è stata una novità. Anche questo ci serve per crescere e per fare esperienza”.

Van Schalkwyk conosce già il torneo (fu) celtico, perchè con la maglia della Zebre ha conquistato settantotto presenze giocando al centro o ai lati della terza linea del XV del Nord Ovest. La sua esperienza si è interrotta al termine della stagione scorsa, di certo non un’annata che il Nord Ovest ovale ricorderà con piacere ma che è comunque servita, a Dries come ai suoi ex compagni, per fare esperienza.

“In Sudafrica abbiamo sei squadre professioniste, mentre in Italia ce ne sono solo due. Ai Kings abbiamo almeno dodici, tredici elementi molto giovani che non hanno mai giocato in Super Rugby, men che meno in PRO14 e nonostante, ovviamente, ci sia sempre frustrazione quando si perde una gara dopo l’altra, come ci sta capitando adesso, c’è tanto potenziale e tanta voglia di vincere e fare bene. I ragazzi arrivano non solo dall’area attorno a Port Elizabeth ma anche da altre regioni e molti hanno fatto esperienza nella Varsity Cup (il massimo campionato universitario, in cui dal 2015 i giocatori sono tutti studenti a tempo pieno) dove i giocatori hanno al massimo 22 anni di età e di conseguenza l’età media della nostra squadra si aggira attorno ai 22/23 anni. La partita di stasera è stata un’altra lezione che ci servirà per crescere.”

Dal punto di vista più strettamente personale, per van Schalkwyk il ritorno in Sud Africa è stata una scelta dettata da diverse condizioni ma presa in piena coscienza, una sfida certo – per tutti i motivi di cui abbiamo parlato più sopra – ma accettata con grande entusiasmo perchè si fonda su basi solide.

“L’ultimo anno con le Zebre è stato molto difficile sotto tutti i punti di vista e ho avuto molta voglia di tornare in Sud Africa. Ho tanti amici in Italia, che considero la mia seconda casa avendo anche giocato con la Nazionale e sono certo che ci tornerò. I miei fratelli vivono a Parma e sono legato all’Italia ma adesso sono in Sud Africa con la mia famiglia e sono concentrato su questa esperienza. I Southern Kings mi hanno fatto una proposta interessante, un contratto di due anni con un head coach preparato (Deon Davids, con cui Dries aveva già avuto modo di lavorare ai tempi dei Boland Cavaliers). Sapevo che la prima stagione sarebbe stata difficile ma c’è un progetto e sono contento di essere qui.”

Nel match di venerdì sera ha giocato col numero 5 sulle spalle ed è sempre stato protagonista delle fasi statiche: ” Mi piace giocare seconda linea ma la mia posizione dipende dalle necessità della squadra. Se il coach ha bisogno di me come numero 8 sono pronto, stasera servivo in seconda linea e mi è piaciuto giocare in quella posizione.”

 

di Matteo Mangiarotti

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