Saracens-Clermont, la rabbia del club francese: “Organizzazione ridicola e assurda”

Durissimo comunicato stampa contro l’EPCR e la società inglese. “I nostri tifosi trattati come volgari giocattoli”

ph. Paul Childs/Action Images

ph. Paul Childs/Action Images

Il Clermont non ha utilizzato troppi giri di parole per commentare la situazione venutasi a creare per il match contro i Saracens, previsto originariamente ieri alle 16:15 ma rinviato oggi alle 17:30, inizialmente a porte chiuse ma poi con accesso aperto anche al pubblico. Il duro comunicato stampa pubblicato dalla società francese è eloquente fin dal titolo: “24 ore di attesa, senza consultazioni e con informazioni contraddittorie!”.

 

– La preview di Saracens-Clermont

 

“Il weekend sarebbe dovuto essere una bella festa di rugby tra le due ultime finaliste della competizione europea, ma resterà soltanto un episodio che evidenzia il dilettantismo che ogni tanto mette in mostra il nostro sport” – si legge. Dopo essere stati avvertiti attorno alle 10 di domenica mattina che la partita non si sarebbe giocata, a causa della difficoltà nell’accogliere in sicurezza il pubblico sugli spalti dell’Allianz Park di Londra, Clermont avrebbe atteso per tutta la giornata eventuali informazioni sull’eventuale rinvio.

 

“Senza alcuna consultazione dello staff durante il giorno, mentre le discussioni solo tra Saracens e EPCR, siamo stati informati soltanto telefonicamente da un membro dell’EPCR, intorno alle 17, che la partita si sarebbe giocata il lunedì alle 14. L’informazione è stata poi girata allo staff per organizzare al meglio la giornata seguente con un programma nutrizionale adeguato”. […] “Molti tifosi provenienti da Parigi sono dovuti ritornare indietro senza assistere al match, sebbene nel raggio di trenta chilometri altre partite di rugby e calcio sull’erba naturale si sono giocate senza problemi (Harlequins-Ulster, a Londra, si è giocata sotto la neve, ndr)”.

 

“In serata, siamo stati avvertiti verso le 23 che l’incontro previsto per le 14 era stato spostato alle 17:30 a porte chiuse”. Come sappiamo, è stato poi deciso per l’apertura dei cancelli al pubblico, che avrebbe fatto nascere l’interesse ai Saracens nel far slittare la partita. “rifiutando la proposta che sembrava appropriata per l’EPCR (il calcio d’inizio alle 14). Alla fine, per pochi centimetri di neve, l’organizzazione di questo incontro è diventata ridicola e assurda, senza contare la minore esposizione mediatica di cui soffrirà nel passare dalla domenica pomeriggio al lunedì”.

 

La conclusione è amara e ricca di ulteriori frecciate, anche piuttosto pesanti: “In tutta questa storia, il club non è stato mai chiamato al tavolo delle negoziazioni e si è dovuta adattare all’incompetenza delle autorità pubbliche e dei Saracens nell’organizzare un evento sportivo come questo, così importante per la competizione. Il tutto alle spese della preparazione dei nostri giocatori e dei nostri tifosi, trattati come volgari giocattoli”.

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