Andrea Masi e la vita in azzurro: “Nel 2011 e nel 2013 i migliori Sei Nazioni con l’Italia”

Dall’esordio al ritiro internazionale: il trequarti aquilano ripercorre la sua carriera. C’è anche il rapporto coi compagni

ph. Sebastiano Pessina

ph. Sebastiano Pessina

E’ un Andrea Masi salito sulla macchina del tempo dei ricordi quello che, intervistato dal sito ufficiale del Sei Nazioni, decide di rivivere i momenti della sua vita azzurra fatta di 95 caps, quattro Coppe del Mondo, tanti Sei Nazioni e molti ruoli ricoperti sul campo guadagnandosi l’appellativo internazionale di leggenda del rugby nostrano.

 

Dove tutto ebbe inizio 
Nonostante il debutto avvenuto in un warm up test alla Coppa del Mondo 1999, contro la Spagna, Masi non sarà fra i convocati della competizione iridata di quell’anno. Il primo ricordo azzurro si sposta quindi al 2000, quando l’Italia debutta in maniera assoluta nel Sei Nazioni contro la Scozia: “Ero allo Stadio Flaminio ed è stato incredibile. I giocatori in campo hanno vinto quella partita e io volevo far parte di quel gruppo e disputare quelle partite. Era diverso da una World Cup o da un Test Match, c’era un atmosfera totalmente differente”.
L’aquilano però la maglia della nazionale, vista una combinazione di infortuni e alcune scelte tecniche, non la vestirà sino al 2003. A dargli fiducia è John Kirwan che nel Sei Nazioni di quell’anno decide di portarlo in panchina a Twickenham all’ultimo minuto stante l’indisponibilità di Mauro Bergamasco. L’esordio nel torneo più importante dell’Emisfero Nord avviene, contro i futuri campioni del mondo, dopo quindici minuti: “Sono stato aggiunto alla panchina in extremis e dopo un quarto d’ora (in luogo di Dennis Dallan, ndr) sono entrato. Abbiamo faticato, ma siamo rimasti in gara contro una squadra inglese molto esperta”.

 

La “Generazione d’oro” e il rapporto con i compagni
Rischiare investendo sui giovani non è una dote che tutti gli allenatori hanno, ma John Kirwan nel 2003 dimostrò di non difettare di coraggio. Così dalla Under 20 il tecnico neozelandese decise di promuovere in blocco Parisse, Castrogiovanni, Canale, Festuccia su cui Masi afferma: “Con Sergio, Castro e Gonzalo ho iniziato nell’Under 20 e grazie a John, che ci ha dato fiducia, siamo passati stabilmente in prima squadra. E’ stata un avventura fantastica per dieci anni. Abbiamo un rapporto stretto e parliamo ancora molto fra di noi. Con Carlo Festuccia poi: siamo della stessa città, abbiamo iniziato a giocare insieme a dodici/tredici anni, ci siamo ritrovati al Racing e infine ai Wasps

 

Duttilità e metamorfosi tattica
Mentre il rugby in Italia continua a crescere, sulla panchina azzurra gli avvicendamenti portano Nick Mallett a prendere le redini tecniche del gruppo, dopo il 2007. Masi viene individuato dal coach sudafricano come un giocatore duttile, che nei trequarti può ricoprire tutte le posizioni (tranne quella da mediano di mischia): “Mallet mi chiese se volevo giocare da apertura, io gli risposi che non ero sicuro. Ma lui disse che era allenatore e che in quella posizione dovevo giocare. E’ stata comunque una bella esperienza, perchè quando sono tornato a giocare da centro lo facevo con un timing migliore. Giocare da 10 non è facile sia a livello di posizionamento sia a livello di pressione. Il centro è stato il ruolo che ho sempre preferito, ma visto che in nazionale non avevamo troppa abbondanza mi sono spostato qualche volta all’ala e più spesso ho fatto l’estremo”.

 

Dal 2011 al 2015: il premio come “Miglior Giocatore del Torneo”, il miglior Sei Nazioni di sempre e la fine della carriera internazionale
Sono gli “anni dispari” a caratterizzare l’ultima lunga parte del giocatore abruzzese. Nel Sei Nazioni del 2011, Andrea Masi viene nominato Miglior Giocatore del Torneo: “Sono rimasto sorpreso dal riconoscimento, anche se abbiamo battuto la Francia siamo comunque finiti in fondo alla classifica. E’ stato un vero onore ottenere questo premio.
Nel 2011 ho giocato uno dei migliori tornei della mia carriera, anche se a livello di squadra l’edizione del 2013 è stata quella più bella: abbiamo battuto Francia e Irlanda e siamo stati sconfitti in trasferta dall’Inghilterra, soltanto con sette punti di scarto. E’ stato il nostro miglior risultato di sempre. C’era una squadra matura, che ha giocato insieme per due o tre anni. Avevamo dieci giocatori che erano impiegati tra Francia ed Inghilterra”.
Nel 2015, poi, arriva purtroppo la fine della sua storia con la maglia azzurra. A fermarlo, dopo qualche minuto della prima partita della Coppa del Mondo (contro la Francia) , è la rottura del tendine d’Achille.

 

 

Oggi invece Andrea Masi è un allenatore dell’Academy dei Wasps

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