Fiamme Oro, lotta playoff e un problema tutto italiano. A tu per tu con Umberto Casellato

Abbiamo intervistato il tecnico dei cremisi. Si parte da Roma, ma si arriva a Treviso e in Nuova Zelanda

COMMENTI DEI LETTORI
  1. barry 9 Marzo 2017, 09:02

    AHHHHHHHH che stupidi che siamo !!! quindi se prendiamo i migliori giocatori italiani u16 e li facciamo allenare da allenatori neozelandesi dopo 4 anni vinciamo il mondiale u20 e dopo il 6 nazioni !!!!!!!

    Io invece penso che se Casellato va in nuova zelanda e allena i blues fa il risultato migliore degli ultimi 5 anni !!!

    Conta la qualità dei giocatori primo poi conta sicuramente la qualità degli allenatori e tutto il resto …ma noi italiani ci facciamo troppe pippe sul perché non otteniamo risultati pari alle nazionali che ci precedono. Con l interesse e il movimento che abbiamo facciamo miracoli…..MIRACOLI!!!!

    Poi tutto è migliorabile e condivido che la nostra utilitaria la possiamo far rendere meglio ma alla fine le nostre avversarie sono auto sportive velocissime o addirittura f1.

    • Cinghio 9 Marzo 2017, 10:41

      In questo modo barry non si spiegano le vittorie contro irlanda e francia nel 6 nazioni 2013 a seguito di una buona stagione della benetton. Francia e soprattutto Irlanda non mi sembrano le ultime arrivate.

      • barry 9 Marzo 2017, 11:26

        Si spiegano benissimo ….noi i risultati possiamo farli ogni tanto non con continuità (altrimenti nn sarebbero miracoli). Ti dico che ci saranno altri risultati positivi quando i Riccioni, Pettinelli,etc si aggregheranno a Padovani, Campagnaro etc . Per questo dico che l’Italia non è cosi male per il movimento che ha. Certo se avessimo 100 mila “giocatori” , interesse che vuol dire sponsor importanti e competenza in fir(ascione basta) allora si i risultati sarebbero continuativi.

    • giomarch 9 Marzo 2017, 11:57

      La qualita’ dei giocatori sara’ sempre direttamente proporzionale alla qualita’ degli allenamenti fatti in eta’ scolare..
      ..proporzionale alle skills che apprendono nelle giovanili e lo stesso livello atletico sara’ condizionato da come sono seguiti in eta’ adolescenziale e giovanile.
      Pallatondizando totti/messi/de rossi / maldini ecc sono si esorditi giovanissimi, ma avendo una crescita nelle migliori scuole calcio dell’emisfero nord..
      Poi credo anche che se l’inghilterra l’alleno io o Eddy Jones, il risultato potrebbe non esser lo stesso..
      Casellato stesso sottolinea continuamente l’importanzo degli stage da lui fatti in nuva zelanda, arrivando ad affermare in un intervista dello scorso mese che ha appreso piu’ in un weekend con eddy jones che in una vita in italia..
      Dissento quindi in toto dalle tue affermazioni che trovo, scusa se mi permetto, approssimative..

      • barry 9 Marzo 2017, 14:26

        Quindi un giocatore con poco talento e modesto sul piano fisico( tipico giocatore italiano di rugby) allenato in età scolare e facendo tanti skills può diventare Carter o simile?

        Pallatondinzando Totti, Messi, sono diventati tali perché avevano ottimi allenatori ?????

        Tu sei fuori!!! Il mondo è bello perché vario….

        Apprezzo Casellato ma non credo a tutto quello che dice soprattutto che in nuova zelanda sono dei fenomeni ad allenare.
        Che vengano in italia sti fenomeni e mi facciano vedere con il materiale che abbiamo noi cosa sono in grado di fare.

        Se vuoi te ne trovo un treno pieno di allenatori New Zeland arrivati in Italia e che sono tutto tranne che fenomeni …..anzi più furbi che fenomeni.

        • giomarch 9 Marzo 2017, 15:28

          Sono fuori?
          Si, vivo e lavoro all’estero..
          Qualunque talento in qualunque ambito va’ coltivato..
          Un ragazzo in eta’ scolare a cui insegno le skills a22 anni avra’ appreso meglio di uno a cui ho iniziato ad insegnarle a 20anni… Ti sembra un discorso assurdo?
          In tutti i contesti c’e’ l’eccellenza e si cura dal particolare, la formazione incide fortemente sulla resa di un allenatore.. tra la normale di pisa e l’ecole normal di tunisi posso assicurarti che c’e’ differenza, credo ci sia anche tra i centri formazione FIR e e quelli neozelandesi, ma se tu hai la certezza che non sia cosi’, chi sono io per farti cambiare idea..? Solo un umile migrante (spero intendessi quello)..

          • ginomonza 9 Marzo 2017, 16:49

            applausi

        • Hullalla 9 Marzo 2017, 21:44

          La generazione “d’oro” del Petrarca (Mauro e Mirco Begamasco, Bortolami, Ghiraldini, Marcato, Rizzo, ecc. ecc.) e’ stata formata a livello giovanile da un allenatore Neozelandese e dai suoi collaboratori Italiani.

          Avessimo avuto altre dieci societa’ in Italia che avessero ingaggiato altri dieci allenatori / formatori con le stesse capacita’…

  2. Mario 9 Marzo 2017, 10:17

    Concordo con Casellato.
    Ci sono allenatori delle giovanili in Toscana che fanno di tutto per dargli ragione.

  3. Heiniken Cup 9 Marzo 2017, 11:06

    Quoto in toto Umberto
    Cordialita

  4. ginomonza 9 Marzo 2017, 12:19

    Casellato ha ragione!

  5. pigi 9 Marzo 2017, 13:49

    È bastato che cesellato intervenisse una sera e sono passato in un anno dallallenare una squadra di sfigati allallenarne una di vincenti. Un allenatore non deve insegnare a giocare a rugby un allenatore deve insegnare a IMPARARE A GIOCARE A RUGBY

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