The Fox. Il colpevole Brendan Venter racconta e “confessa”

Il tecnico sicuro: perso perché finita la benzina. A Sale e Rovigo intanto…

venter italia sei nazioni

ph. Sebastiano Pessina

Continua a tenere banco in tutta Ovalia la strategia italiana (ormai ribattezzata “the fox di non contestare la ruck, che tanto ha fatto tremare (e arrabbiare) Twickenham e scatenato un dibattito che sta proseguendo da giorni. In attesa di vedere cosa accadrà nel weekend…

 

 

Brendan Venter: il colpevole confessa

“Quella partita si è rivelata un pomeriggio interessante”. Inizia così l’articolo del tecnico della difesa della Nazionale dalle pagine digitali di AllOutRugby. Un piano che aveva come obiettivo “quello di battere l’Inghilterra. Dire che è stato fatto per limitare i danni è un insoluto”. E credo anche che “Eddie Jones si sia ravveduto dopo che nel post-match aveva dichiarato che quello non era rugby. Era frustrato e irritato […] Ma ora guarderà la nostra strategia in modo diverso e come qualcosa che alla lunga ha funzionato”

Il tecnico parla poi della messa in pratica della strategia. “All’inizio è stato difficile, perché non è naturale. Ma poi la nostra esecuzione è migliorata […] Il doppio infortunio a Gori e Allan non ha aiutato. Chi è entrato ha fatto molto bene, ma non ha la stessa esperienza per eseguire un simile piano di gioco, che tra l’altro dai due titolari è stato provato per più tempo”. Poi la partita è cambiata. E no, non è stato merito dell’Inghilterra.

“Ad 11 dal termine eravamo sul 17-15 e pienamente in partita. L’Inghilterra ci ha battuto non perché ha iniziato a fare pick and go. Il motivo è che collettivamente abbiamo faticato tantissimo nell’ultimo quarto, ed è una cosa comune alle prime due partite del torneo”. “Oggi il problema del rugby italiano è che non siamo abbastanza professionisti per riuscire ad essere competitivi per 80 minuti. Con una miglior preparazione avremmo battuto l’Inghilterra. Abbiamo finito la benzina. Siamo giovani e serve tempo”.

 

 

Steve Diamond: quella spazzatura arriverà (ma non fa per me)

Chi si dice sicuro che la tattica verrà certamente riproposta è il Director of Rugby di Sale, Steve Diamond. “Alcuni allenatori intelligenti, come O’Shea, la porteranno in Premiership”, ha dichiarato a BBC Radio Manchester. Ma ad usarla non saranno certo i suoi squali: “Non lo farei mai – continua Diamond – Le regole sono complicate, ma c’è sempre chi è in grado di interpretarle. Ma il Sei Nazioni è la competizione più prestigiosa e nessuno vuole vedere quella spazzatura: vogliamo un gioco bello e abrasivo. E’ un po’ da codardi”. Se qualcuno dovesse usarla contro gli Sharks, le soluzioni non mancano: “Il pick and go è la più immediata”.

 

 

Anche Rovigo a lezione

Anche le squadre italiane iniziano a muoversi. Come si legge infatti sul Gazzettino, i Bersaglieri hanno preso parte ad una riunione con alcuni arbitri per avere indicazioni e chiarimenti a riguardo. Per i rossoblu in calendario due partite fondamentali: sabato contro Petrarca e la prossima settimana a Calvisano. Vedremo qualcosa di particolare?

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