Sei Nazioni 2017: la battaglia di Cardiff va all’Inghilterra. Galles battuto 16-21

Il duello si risolve nei minuti finali con la meta di Elliot Daly

England's Ben Youngs celebrates

Ph. Action Images / Henry Browne

La partita inizia subito con Halfpenny a smuovere il punteggio, grazie ad una punizione conquistata dal Galles. Sul calcio di rinvio però, l’Inghilterra dimostra di essere venuta a Cardiff con velleità di vittoria andando subito a mettere sotto pressione la difesa dei padroni di casa che all’undicesimo concedono al piede di Farrell la punizione del 3-3. Gli uomini di Jones quindi prendono possesso del campo e cominciano a sciorinare il loro gioco abrasivo. Il ritmo è infernale. La difesa dei Dragoni regge a lungo ma al termine di un multifase – lungo venticinque ripartenze – è costretta a cedere sulla penetrazione di Youngs. Farrell non converte. Si va un temporaneo 3-8 che diventa immediatamente 6-8, poichè sul rovesciamento di fronte, gli uomini in maglia rossa sono bravi ad ottenere un fallo sotto ai pali che ancora Halfpenny trasforma in tre punti.
Al Millenium Stadium non c’è un secondo di respiro, le contendenti si scambiano di continuo il comando delle operazioni. Al ventisettesimo Rhys Webb avrebbe la chance di marcare pesante, ma per qualche centimetro non riesce a trovare le prolunghe necessarie a schiacciare l’ovale sulla linea di meta. L’Inghilterra quindi si salva mostrando grande attenzione, pazienza e disciplina così come nelle successive azioni, dove Alun Wyn Jones e compagni cercano in tutti i modi di assaltare il fortino ospite. Al trentottesimo però, il muro eretto dalla Rappresentativa della Rosa viene perforato. Ben Youngs viene stoppato su un calcetto di ripartenza a seguito di un raggruppamento e viene costretto a rifugiarsi in una mischia con introduzione gallese. Rhys Webb e Liam Williams organizzano l’attacco e dopo il mantenimento dell’ovale da parte degli avanti mettono in scena quello che hanno pensato: il mediano di mischia si impossessa della palla e si accentra sfruttando il buco di Scott Williams che favorisce la corsa di taglio dello stesso Liam Williams, il quale accelera e finisce sotto ai pali facendo esplodere la bolgia del Millenium Stadium. Halfpenny non si fa pregare per la conversione. Il Galles quindi va al riposo in vantaggio per 13-8 sull’Inghilterra.

 

 

Il restar della ripresa è ricco di impatti duri, con gli errori di handling che aumentano vista la forte pressione e l’alto numero di placcaggi. Per seicento secondi la sfida si gioca praticamente nella porzione centrale del campo senza avere un padrone. Eddie Jones allora prova a giocarsi i primi cambi per l’Inghilterra facendo entrare George e Haskell in luogo di Hartley e Clifford. Rob Howley da par suo risponde al collega sostituendo i due piloni titolari con  Smith e Lee e soprattutto gettando nella mischia il rientrante Faletau che rileva un applauditissimo Moriarty. Il digiuno di punti della seconda frazione di gara si rompe poi: al cinquantacinquesimo infatti una punizione ottenuta dagli ospiti sui trentacinque metri in zona centrale consente a Farrell di mettere a referto un calcio facile. Si val 13-11. Il Galles sente il fiato sul collo dei rivali e allora si riversa nella meta campo avversaria ristabilendo le distanze in corrispondenza dell’ora di gioco, sempre per effetto di un calcio messo a segno da Halfpenny dopo una penalità. Con lo score sistemato sul 16-11, le squadre ricominciano quindi a sfidarsi a viso aperto. E’ una lotta senza esclusioni di colpi. I campioni in carica cercano il pareggio, ma i padroni di casa rispondo presenti: Biggar all’improvviso intercetta l’ovale e prova ad involarsi. L’apertura, pur non riuscendo a percorrere tutto il campo palla in mano, riporta i suoi comunque nei ventidue avversari ricacciando indietro la squadra di bianco vestita.
Si entra negli ultimi dieci minuti della contesa. Il Galles prova ad amministrare, ma l’Inghilterra non ci sta e con Farrell accorcia il gap trovando un calcio piazzabile; su cui il centro non mostra debolezze nel trasformare e segnare il 16-14 al settantunesimo. L’arrivo è in volata, gli allenatori sfruttano tutte le sostituzioni a disposizioni per avere ulteriori energie da implementare nelle formazioni in campo. La pressione ospite aumenta, i Dragoni rinculano troppo. Al settantaseiesimo Ford raccoglie al volo e indisturbato un ovale che piove dai ventidue gallesi. Immediatamente serve Farrell, il quale trasmette al largo per il velocissimo Daly che si mette in moto e batte nettamente Alex Cuthbert al largo andando alla bandierina. E’ la meta della vittoria per Eddie Jones e la sua squadra. Farrell converte fissando il punteggio sul 16-21. Sull’ultimo disperato tentativo infatti, il Galles non trova i mezzi e le forze per andare a marcare.

 

 

Galles: 15 Leigh Halfpenny, 14 Alex Cuthbert, 13 Jonathan Davies, 12 Scott Williams, 11 Liam Williams, 10 Dan Biggar, 9 Rhys Webb, 1 Rob Evans, 2 Ken Owens, 3 Tomas Francis, 4 Jake Ball, 5 Alun Wyn Jones (c), 6 Sam Warburton, 7  Justin Tipuric, 8 Ross Moriarty
A disposizione: 16 Scott Baldwin, 17 Nicky Smith, 18 Samson Lee, 19 Cory Hill, 20 Taulupe Faletau, 21 Gareth Davies, 22 Sam Davies, 23 Jamie Roberts

Marcatori Galles
Mete: Liam Williams (38)
Conversioni: Leigh Halfpenny (40)
Punizioni: Leigh Halfpenny (2,23, 61)

 

Inghilterra: 15 Mike Brown, 14 Jack Nowell, 13 Jonathan Joseph, 12 Owen Farrell, 11 Elliot Daly, 10 George Ford, 9 Ben Youngs, 8 Nathan Hughes, 7 Jack Clifford, 6 Maro Itoje, 5 Courtney Lawes, 4 Joe Launchbury, 3 Dan Cole, 2 Dylan Hartley (c), 1 Joe Marler
A disposizione: 16 Jamie George, 17 Matt Mullan, 18 Kyle Sinckler, 19 Tom Wood, 20 James Haskell, 21 Danny Care, 22 Ben Te’o, 23 Jonny May

Marcatori Inghilterra
Mete: Ben Youngs (18), Elliot Daly (76)
Conversioni: Owen Farrell (77)
Punizioni: Owen Farrell (11,55,71)

Di Michele Cassano

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