Pro12: Edinburgh Rugby, inizia l’operazione Myreside

Iniziato il percorso verso il trasloco. Il 7 gennaio contro Munster la prima gara nel nuovo stadio

Myreside

ph. Matteo Mangiarotti

EDIMBURGODopo tante discussioni, tanti dubbi, tanti tentativi e diverse analisi, più o meno approfondite, Edinburgh Rugby è finalmente pronto ad imbarcarsi sulla strada che porterà il Club della Capitale scozzese lontano dal BT Murrayfield. L’annuncio del Myreside come nuova casa dei Gunners era stato dato lo scorso maggio, cui erano seguiti incontri pubblici sempre alla Highland Cathedral con i tifosi, per spiegare loro la scelta, ma ieri si è tenuto il primo incontro al Myreside Pavillion – una struttura adiacente allo stadio, che ospita finora le gare interne dei Watsonians, dove sorgono i campi da cricket (da qui, il nome ‘Pavillion’) – aperto ai residenti della zona.

 

Negli ultimi giorni una campagna contro lo spostamento di Edinburgh Rugby era stata lanciata nell’area che sorge attorno al Myreside, con volantini infilati nella posta dei residenti, ma l’iniziativa non ha minato la ferrea convinzione di Jonny Petrie, Managing Director di Edinburgh, che ha anche oggi ribadito che quella presa “era la decisione più giusta. Abbiamo considerato tutte le opzioni disponibili, cercando di venire incontro sia alle richieste dei tifosi, che volevano uno stadio comodo da raggiungere, e quelle dei residenti della zona, spiegando loro che intendiamo comportarci da ‘buoni vicini’ e garantendo a tutte le parti che la programmazione di questo spostamento è stata fatta in maniera professionale”.

 

Quali erano le altre destinazioni possibili, ma scartate dal board dei Gunners? Innanzitutto Meggetland, la ‘casa’ del Boroughmuir (oltretutto, di proprietà del Council di Edimburgo) dove Edinburgh Rugby ha già giocato in qualche occasione verso la fine della stagione 2013/’14; l’opzione non era praticabile perchè “la tribuna principale dell’impianto ha una capienza di 499 posti e anche con strutture temporanee non saremmo mai riusciti a raggiungere le seimila unità, che era il nostro obiettivo”, ha spiegato Petrie.
Goldenacre, la casa degli Heriot’s campioni di Scozia in carica, era un’altra destinazione interessante, ma “la luce dei riflettori non è sufficiente per poter giocare gare di Guinness Pro12 e la zona in cui sorge lo stadio è ancora più residenziale di Colinton, creando perciò ulteriori problemi di ‘integrazione'”. Per quanto rigurda, invece, i due stadi delle squadre di calcio locali, il Tynecastle Stadium (casa degli Heart of Midlothian, in Gorgie, a pochi passi dal BT Murrayfield) non ha abbastanza spazio per le aree di meta, essendo il terreno di gioco troppo piccolo, mentre Easter Road, dove gioca l’Hibernian – era stato annunciato nel giugno del 2015 che Edinburgh Rugby avrebbe giocato “qualche gara” nel catino di Leith – era una soluzione considerata dalla precedente gestione dei Gunners (ricordiamo che Petrie ha preso il posto del dimissionario David Davies nel luglio 2015) ma non da quella attuale. Oltretutto, come ricorda Petrie, “in quegli stadi avremmo avuto gli stessi problemi che abbiamo al BT Murrayfield, ovvero sono troppo grandi per noi. Poi, volevamo anche rimarcare il fatto di essere un rugby club, quindi abbiamo pensato di spostarci in uno stadio completamente dedicato a questo sport, senza andare a dividerne uno con una squadra di calcio.”

 

Myreside, insomma, è la “soluzione ideale. Ha già ospitato gare internazionali (oltre ad aver già ospitato Edinburgh Rugby in passato, verso la fine del millennio scorso), io personalmente ho giocato qui e so cosa vuol dire avere tutto lo stadio pieno, so quali emozioni e che spinta può dare ai giocatori in campo”, ha detto ancora Petrie, ex flanker di Glasgow che vanta 45 caps con la Scozia.
Voglio però che sia chiaro che i nostri accordi con i Watsonians sono stati presi solo per sei mesi, il periodo fissato come test per la scelta. Poi vedremo, ci sono molti fattori che andranno analizzati; noi vogliamo restare, ma solo se tutto andrà bene, secondo i piani, allora faremo un altro ragionamento. Abbiamo visto cos’è successo coi Warriors allo Scotstoun Stadium, vogliamo seguire quell’esempio. Per i primi sei mesi la capienza dell’impianto sarà di seimila posti, con due strutture temporanee (North Stand, 866 posti e South Stand, 1984 posti, entrambe le tribune temporanee saranno al coperto)  che verranno costruite dietro i pali in entrambi i lati; abbiamo ridotto di qualche unità la capienza della terrace di fronte al main stand, in modo da poter accomodare i tifosi che vorranno seguire le gare in piedi a bordo campo. Se resteremo, comunque, la capienza verrà aumentata ma non oltre le settemila unità.”

 

Edinburgh Rugby ha distribuito opuscoli in cui vengono spiegati i dettagli dell’operazione Myreside, partendo dal dire che “noi giochiamo in Guinness Pro12 e European Challenge Cup. I match al Myreside saranno contro squadre irlandesi, gallesi e romene il primo dei quali si terrà il 7 gennaio contro Munster”, passando per gli orari di apertura dei tornelli, rassicurando i residenti sul fatto che “la pulizia dello stadio e zone limitrofe verrà iniziata appena finita la gara e tutti i rifiuti verrano spostati per essere poi smistati” – va ricordato anche che i due stand temporanei hanno una capienza inferiore a quella possibile per non danneggiare la vista sulle Pentlands dei residenti. Ci saranno aree parcheggio in tutta la zona, soprattutto verrà utilizzato il parcheggio della Napier University (sponsor del Club), con 250 posti disponibili nello spiazzo del Craiglockhart Campus.

 

Settimana prossima verrà presentata la richiesta al Council per i lavori, innescando l’iter per i permessi che dovrebbe durare circa due mesi. “Adesso speriamo che la squadra ottenga buoni risultati, così potremo festeggiare tutti insieme il 7 gennaio nella gara contro Munster l’inizio di un nuovo capitolo”, ha chiuso Petrie. Le premesse, come abbiamo già detto, non sono delle migliori ma sicuramente la scelta del Club merita di essere premiata. Vedremo, poi, se il fattore-campo darà davvero la svolta sperata.

 

di Matteo Mangiarotti

Appassionato di rugby, ne scrive da sette anni. Da tre cura il blog Alba Ovale, mentre da quattro vive ad Edimburgo.

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