Lo “scippo” del talenti del Pacifico: sotto inchiesta due club francesi?

L’ex giocatore di Samoa Daniel Leo denuncia: irregolari le strutture di Clermont e Brive alle Isole Fiji

ph. Peter Cziborra/Action Images

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Daniel Leo, 42 caps con Samoa tra il 2005 e il 2014 e un trascorso di club tra Wasps e Bordeaux, è stato ricevuto a Londra dal numero uno di World Rugby Brett Gosper. I due hanno parlato di un paio di argomenti che al momento stanno molto a cuore alle squadre del Pacifico, uscite malconce dalla Coppa del Mondo: il trattamento riservato alle nazionali Tier 2 in sede di calendario iridato e, soprattutto, il legame tra i giocatori di nascita isolana ma formazione francese.

 

Per questo ultimo tema, è stato citato La Regola 4 della sezione C del Capitolo 1 della “Guida per le Federazioni sulla formazione di giovani giocatori”, dovi si legge che i club hanno competenza in quanto “centri di formazione e sviluppo” solamente “entro i limiti geografici della Federazione a cui sono affiliati”. Ma la presenza alle Isole Fiji di due strutture gestite da Clermont e Brive cozzerebbe con con la regola sopracitata. Il club gialloblu, per esempio, ha un contratto di collaborazione con l’Accademia di Nadroga alle Isole Fiji, dove si legge che scopo della presenza è “portare l’esperienza del club e le attrezzature per promuovere lo sviluppo di operatori del rugby locali”. Brive va oltre, insegnando addirittura la lingua francese nel caso in cui qualcuno si trasferisse successivamente in Francia.

 

Interpellati da Midi Olypique, che ha ricostruito la vicenda, i due club hanno spiegato che non si tratta di Accademie Oltralpe ma semplicemente di accordi di partnership e cooperazione. World Rugby, come si legge, potrebbe fare luce sulla questione. Del resto, il tema dei giocatori isolani “scippato” dalle nazioni più forti e potenti nelle isole del Pacifico non è mai stato taciuto. E dopo una RWC sottotono, qualcuno alzerà la (poca) voce….

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  1. Stefo 28 ottobre 2015, 16:56

    “semplicemente di accordi di partnership e cooperazione”…vero quanto il Babbo Natale a cui i miei figli hanno scritto!

    • kinky 28 ottobre 2015, 17:07

      non mettere in mezzo Babbo Natale che esiste vermente per cortesia!

  2. boh 28 ottobre 2015, 17:07

    Si, ma adesso arriviamo noi….

  3. mic.vit 28 ottobre 2015, 17:09

    quanto fa schifo questa globalizzazione del rugby in salsa francese…dentro e fuori il campo di gioco…isolani sradicati e galletti depressi

  4. andrea 28 ottobre 2015, 17:12

    Naturalmente l’Italia ha già in programma di scimmiottare un comportamento che non mi sembra abbia fatto le fortune di nazionale francese e Top 14.

    Noi cosa facciamo, di sicuro non siamo in grado di “portare l’esperienza del club e le attrezzature per promuovere lo sviluppo di operatori del rugby locali”, visto che non riusciamo a promuovere il rugby neanche in certe zone d’Italia…Figuriamoci insegnarlo a loro che sono tutti più avanti di noi nel ranking!

    P.S. noi cosa facciamo, andiamo a insegnarli l’italiano? ahahahah

  5. albe 28 ottobre 2015, 17:18

    Adesso pero se World Rugby non fa nulla la si puo definire complice?

  6. Katmandu 28 ottobre 2015, 19:29

    Cioè ma con tutta la gente di sto mondo proprio Leo dovean mandare i Samoani? E per dire cosa? Che loro son bovini e danno dei cornuti alle capre?
    Chi è Leo? Ha origini Samoane MA….. è nato a Palmerston North, ha fatto la trafila formativa negli istituti neozelandesi, poi si trasferisce a 18 anni in Australia, e entra nel giro reds (queensland) per poi emigrare in Francia e Inghilterra
    Quindi un NZ formato per l’alto livello in NZ e Australia con una carriera in Europa, parla dei problemi Samoani?!?!?!
    Ha piccola postilla ha esordito in nazionale quando è emigrato in europa e si è visto le porte degli Ab’s e Wallabies chiuse….

    • xnebiax 28 ottobre 2015, 20:04

      Ha il passaporto samoano, quindi poteva giocare per Samoa.
      Scusa ma le Samoa hanno meno abitanti della provincia di Pisa, se gli togli pure i figli oltre oceano combinano ben poco.
      Lo scippo dei talenti è tutta un’altra cosa.

      • Katmandu 28 ottobre 2015, 20:53

        Alt xne io dico solo che qua si parla di scippo e di squadre “straniere” che vengono a portare know howe in cambio visionando i giocatori
        Di contro Samoa pesca a piene mani dalla formazione di alto livello da parte della NZ e Australia, quindi io troppa differenza non la vedo
        Certo han il passaporto, solo perchè le regole NZ glielo concedono, ricordiamoci che molti stati non danno la posibilità del doppio passaporto, come saprai immagino
        Samoa ha formato per la squadra mondiale meno di 10 giocatori, la nuova Zelanda oltre 60…..

  7. Fabio75 28 ottobre 2015, 19:34

    Se la prende con i francesi..
    ma Australia e Nuova Zelanda han diversi giocatori “rubati” a 15-16 anni..
    Kuridrani ?
    Naholo ?
    Fekitoa ?

    • Melita Martorana 29 ottobre 2015, 05:54

      Peccato che non sai molto della storia di Naholo e Fekitoa, di sicuro non sono stati scippati ne alle Fiji ne a Tonga come suggerisci. Il sistema di sviluppo della NZRU non ha alcuna necessità di andare nelle isole, dal momento che una buona parte dei ragazzi ormai nasce in nz acquisendo cittadinanza kiwi o come nel caso dei detti giocatori vengono mandati dalle famiglie in nz proprio per poter non solo migliorare a giocare ma anche per poter provare ad essere un all blacks. Fekitoa è stato curato allenato e istruito al Wesley college e nella accademia di ARU. Vuoi che alla fine se offerta l’opportunità di giocare per gli ABS dice di no per tornare a Tonga? Non penso, e chi crede il contrario è un po “naive”. Ha inoltre un rapporto molto stretto con certi allenatori che lo hanno aiutato in momenti molto difficili. Stesso per Naholo che adoro. Il suo sogno? Essere un ABs e così è venuto in nz ed ha inseguito il suo sogno.

      • lpoddighe 29 ottobre 2015, 07:47

        Mi sembra evidente che gli isolani forti non se ne vanno soprattutto a giocare in Francia o in europa in genere ma in NZ e Australia. Facile sono più vicini e spesso poi nascono rugbyscamente in quei posti. Capisco che essere un AB è un obbiettivo per tutti, ma chi porta via i talenti non è l’europa.

      • Fabio75 29 ottobre 2015, 19:40

        Non vedo grossa differenza con i Francesi..
        Al sistema di sviluppo Neozelandese interessa eccome
        Infatti c’era un articolo su un giornale francese sui campionati scolastici di Fiji , Tonga e Samoa..
        c’e’ la fila di osservatore delle varie scuole Neozelandesi e Australiane che si dividono a vicenda i vari talenti.. da un paio d’anni si è inserita la Francia (tra l’altro la Nuova Caledonia è molto piu’ vicina alle isole che l’Australia)
        Alla fine al paese che li ha formati resta nulla
        Fekitoa arriva in Nuova Zelanda a 17 anni..
        Dopo aver giocato nel Liahona College a Tonga..
        Al Wesley College ha giocato un anno..
        Stessa cosa per Naholo.. arriva in Nuova Zelanda a 16 anni
        Son andati in Nuova Zelanda solo per un motivo giocare a rugby
        Diverso il discorso dei vari Nonu , Sonny Bill ecc loro son dei veri neozelandesi

  8. fracassosandona 29 ottobre 2015, 09:23

    per quanto siano isole meravigliose non è facile vivere isolati dal resto del mondo in un posto che il resto del mondo considera solo un resort turistico…
    se fossi un padre figiano tongano samoano vorrei che mio figlio avesse delle opportunità in termini di studio e lavoro che il mio paese non gli può consentire, a prescindere dal fatto che il ragazzo o la ragazza giochi a rugby…
    non mi stupisco della loro sistematica fuga dal paradiso né che scelgano di rappresentare chi li accoglie tanto giovani e li forma…

  9. Mr Ian 29 ottobre 2015, 09:24

    Ancora credete alla colonia italiana nel pacifico? E’ stata una vacanza, mi auguro per loro piacevole e confortevole, per il resto chiudiamo questa triste storia prettamente italiana. A L’Aquila giocava Cocagi, se veramente si credeva negli isolani non lo si lasciava andare a Parigi…
    Per quanto riguarda i francesi è giusto che ci sia maggiore controllo su come vengono gestiti questi centri di formazione.

  10. Danthegun 29 ottobre 2015, 14:47

    La verità è che se le isole del pacifico, per quanto piccoline, potessero contare su tutti i giocatori di chiara origine pacifica che hanno aiutato a fare grandi le altre nazionali saremmo di fronte a formazioni difficili da battere per chiunque.
    Vista anche la disparità di risorse è un vero peccato che un bacino di giocatori così ampio sia stato saccheggiato al punto di svuotarlo.

    Oltre ai giusti richiami all’etica e alle regole internazionali credo che le federazioni del pacifico dovrebbero pensare anche a delle contromisure per non veder peggiorare ancora la loro situazione.

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