Paul O’Connell verso Tolone: manca solo l’ufficialità

Tanti indizi lasciano presupporre quale sia il futuro del seconda linea irlandese

Paul O'Connell

ph. Sebastiano Pessina

DUBLINO – Paul O’Connell ha giocato ieri a Belfast la sua ultima partita con la maglia di Munster. Il capitano della nazionale irlandese e uno dei simboli del rugby europeo infatti sembra destinato a trasferirsi a Tolone. Manca solo l’ufficializzazione ma la cosa sembra fatta da tempo. Anche i più accesi tifosi di Munster, i più attaccati al concetto di bandiera, hanno alzato le mani quando hanno saputo l’offerta economica ricevuta da Paulie: un contratto biennale da 1.2 milioni di euro netti a stagione. La cifra, oltre a essere più del triplo del suo guadagno a Limerick, lo farebbe diventare il secondo giocatore più pagato del Top 14 dopo Dan Carter, che approderà al Racing Metro per una cifra intorno al milione e mezzo.

 

Venerdì sera Ronan O’Gara, suo compagno di tante vittorie nella Red Army e oggi allenatore dei calciatori al Racing, ha parlato alla trasmissione radio Game On su RTÉ 2 facendo capire che Paulie sta per partire. Dietro alle parole di ROG – “per lui è tempo di nuove sfide” – infatti non può che esserci la consapevolezza che Paulie sta per indossare un’altra maglia rossa, quella che a tutti i costi gli ha voluto far indossare Boudjellal, riuscendoci. Dopo la finale sono arrivate altre due prove dell’imminente annuncio. Subito dopo la conclusione della finale un tweet di Leinster recitava che “senza POC i derby non saranno gli stessi” e anche il sito di Munster, nella didascalia che correda l’articolo sulla finale ammette che “quella allo Scotstoun potrebbe essere stata l’ultima partita di O’Connell per Munster”. Dopo la finale Paulie non ha parlato ma, come notano i media irlandesi, il fatto che non abbia trasformato l’ultima partita a Thomond Park in un tributo personale significa che non ha intenzione di smettere. L’annuncio del trasferimento a Tolone dopo la Coppa del Mondo è atteso in settimana. Per un nazionale irlandese che va in Francia, un altro torna nell’isola: Johnny Sexton. Per riportarlo a Dublino però la federazione lo pagherà la stessa cifra che percepiva al Racing Metro, cioè circa il doppio di quello che guadagnava in blu due stagioni fa. L’influenza del rugby francese su quello irlandese è insomma sempre più alta, che sia diretta o indiretta.

Di Damiano Vezzosi

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