Sei Nazioni 2015: Bacchin titolare. Molto bene. Anzi, non capiamo

La scelta del ct Brunel di schierare il centro del Benetton è la migliore che potesse fare. Ma una cosa non ci torna…

ph. Sebastiano Pessina

ph. Sebastiano Pessina

Dunque anche a Murrayfield la maglia numero 10 verrà vestita da Kelly Haimona. Una mezza sorpresa quella che ha riservato il ct della nazionale azzurra Jacques Brunel, perché viste le non positive prove contro Irlanda e Inghilterra e ora anche l’infortunio a Masi ci si attendeva uno spostamento a primo centro per il giocatore delle Zebre con l’inserimento ad apertura titolare di un Tommaso Allan che sembra avere addosso una voglia di dimostrare che quel ruolo spetta a lui difficile da trattenere (qui la formazione titolare che vedremo in campo sabato).
Ma come abbiamo detto altre volte c’è un ct in carica che ha il compito di fare le sue valutazioni e di prendere decisioni. Il campo dirà se aveva ragione o meno (campo che però per il momento certo non ha promosso chi finora ha giocato da numero 10). Brunel che ha spiegato così in conferenza stampa l’insistenza su Haimona: “Ha fatto bene nelle prime due gare di novembre, ha faticato un poco contro il Sudafrica, ha avuto poche occasioni per incidere contro l’Irlanda ed ha mostrato buone cose a Twickenham. Peccato per alcuni punti facili che ha mancato dalla piazzola, ma dobbiamo dargli fiducia. Al Mondiale mancano sei partite, serve continuità in un ruolo chiave come l’apertura. Kelly può giocare anche primo centro, ma sono convinto che esprima il proprio miglior rugby come numero dieci”.

 

Già, i centri. Contro la Scozia saranno Bacchin e Morisi, la scelta migliore visto le notizie che arrivano dall’infermeria. I due hanno giocato spesso assieme nel Benetton Treviso e quindi l’intesa non manca, Morisi – che ha recuperato da un acciacco che aveva messo in dubbio la sua presenza in campo questo sabato – è ormai un punto fermo della nostra nazionale e lo sarà a lungo mentre Bacchin è una delle sorprese più positive della stagione e questa chance se l’è guadagnata tutta. Brunel non poteva scegliere uomini migliori.
Però non capiamo lo stesso. Solo tre settimane (scarse) fa a Bacchin veniva preferito Tommaso Boni nella convocazione nel gruppo azzurro per fare fronte ad alcuni infortuni. Una scelta che fece discutere non poco non perché Boni non sia un ottimo prospetto (anzi) ma perché Bacchin gioca con profitto da almeno sei mesi in Pro12 che è un torneo più performante e simile nei ritmi e nell’intensità al rugby giocato nel Sei Nazioni. Più di quanto non sia l’Eccellenza, invero molto lontana da quegli standard, torneo nel quale Boni milita. Per quanto non capissimo la scelta di Boni a discapito di Bacchin (e lo abbiamo scritto) pensavamo che viste le decisioni del ct in campo ci finisse prima il trequarti del Mogliano. Per una pura consequenzialità logica: se convochi X al posto di Y – che non è stato chiamato nemmeno solo per “annusare” l’ambiente azzurro – ci si aspetta che sia X a giocare alla prima occasione. Invece Bacchin sarà sul prato di Murrayfield e Boni non è nemmeno nei 23. Lo dobbiamo ammettere: qualcosa ci sfugge.

 

Un’ultima annotazione riguardo a un aspetto più volte citato in questo articolo, ovvero gli infortuni: a Edimburgo sono indisponibili Barbieri, Masi, Castrogiovanni, Campagnaro, Geldenhuys, Sarto e Zanni. Vero che i comuncati FIR citano anche Canale e Sgarbi, ma questi ultimi due sembrano essere davvero fuori dal giro azzurro, almeno per questa gestione, a prescindere dai guai fisici. In tutto abbiamo cioè fermi 7 uomini, che non sono pochi ma nemmeno un numero incredibile. Eppure Brunel si trova costretto a far debuttare due esordienti assoluti. Quando si dice che la coperta del nostro movimento è molto corta non è un eufemismo.

 

Il Grillotalpa

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