Italia-Argentina: un terreno da gioco che farà discutere. Forse.

Il prato dello stadio di Genova era in condizioni disastrose. E’ stato rizollato, ma qualcuno sembra avere la polemica pronta

ph. Craig Brough/Action Images

L’inizio della settimana che porta alla gara con l’Argentina è stato un po’ più complicato del previsto per il gruppo azzurro, con le condizioni meteo che hanno costretto tecnico e giocatori a rivedere piani e logistica degli allenamenti per la preparazione della partita che li attende sabato a Genova, allo stadio di Marassi.
Sul capoluogo ligure dovrebbe piovere infatti quasi tutta la settimana (giorno della partita compreso), con una tregua nelle giornata di giovedì. Queste le previsioni al momento ma l’importante è che non si ripetano fatti e tragedie di qualche settimana fa, cose al cui confronto una seduta di allenamento semplicemente scompare.

 

Qui però si parla di rugby e veniamo quindi a un problema molto pratico: il fondo dello stadio in cui si giocherà è stato infatti rizollato la scorsa settimana in vista della partita tra Sampdoria e Milan dello scorso sabato, della gara tra azzurri e Pumas che tutti noi attendiamo e dell’amichevole che sempre a Marassi giocherà martedì 18 la nazionale di calcio contro l’Albania, organizzata per raccogliere fondi per gli alluvionati.
Opera di rizollatura resa necessaria dalle condizioni del campo, letteralmente disastrose, tanto che lo scorso 7 novembre la Gazzetta dello Sport in una mini-inchiesta sui campi da calcio della Serie A (intitolata “Mala erba”) assegnava al Ferraris di Genova il voto più basso dell’intero campionato italiano e che faceva dire al tecnico della Juventus Massimiliano Allegri che “quello di Marassi è un terreno impresentabile, sembra un campo di 40 anni fa”.
Quindi quel campo fa già schifo ora – perdonateci il francesismo – con una rizollatura che mette solo una pezza senza risolvere il problema visto che sullo stesso quotidiano rosa Giovanni Castelli – agronomo della Lega Calcio – dice che “durerà, nella migliore delle ipotesi, fino a gennaio e poi ci saranno gli stessi problemi di adesso”.

 

Rizollatura decisa a metà ottobre ma se qualcuno vuole avere un vago sentore di quello che potrebbe accadere dopo la giornata di sabato può leggere questo breve stralcio di una sorta di corsivo pubblicato il 28 ottobre scorso sul genovesissimo Corriere Mercantile, quindi dopo la decione di intervenire sul manto erboso: “(…) In ogni caso, la coabitazione nello stesso impianto tra rugby e calcio ha sempre dato problemi, accentuando inoltre le frizioni tra i due ambienti, con il mondo del calcio a lamentare i guasti fisici inferti al terreno dalla possanza dei rugbisti, mentre i cultori della palla ovale vantano nobiltà e sportività della loro disciplina e relativi praticanti”.
Parole già scritte e lette mille altre volte e, forse, anche in questa occasione un motivo c’è: mettere le mani avanti, crearsi un alibi per le polemiche che verranno, magari tra un mese quando Genoa o Sampdoria dovranno affrontare i loro impegni su un campo che sarà tornato in condizioni pietose, così come l’agronomo della Lega ha già previsto. Condizioni che torneranno ad essere difficili comunque, anche se l’Italrugby dovesse giocare in un’altra città. Siamo sempre lì, il rugby rovina i campi da gioco. Senza trascurare il dettaglio che quei campi non sono di proprietà delle squadre di calcio.

 

Quali saranno sabato le condizioni del campo? Probabilmente non buonissime vista anche la pioggia, ma anche dei veri e propri templi della palla ovale come il Millennium Stadium di Cardiff o Murrayfield negli scorsi mesi si sono presentati con standard ben al di sotto della loro importanza e tradizione. Siamo convinti che a Marassi si potrà giocare una partita di rugby e siamo sicuri che nessuno tra argentini e italiani a fine gara cercherà nel manto erboso un alibi per una eventuale sconfitta. Ma siamo anche convinti che prima o poi qualcuno tirerà fuori la scusa di quegli 80 minuti di rugby giocati magari qualche settimana prima. Al solito: speriamo di essere smentiti.

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