Selezione Sperimentale Under 20, pareggio contro Ulster

Finisce 12-12 il match contro l’Academy nordirlandese

COMMENTI DEI LETTORI
  1. Alberto da Giussano 19 Agosto 2014, 08:36

    Direi positivo , il tour contro le accademie irlandesi. Soprattutto, bello e istruttivo per i ragazzi.

    • hyperion 19 Agosto 2014, 09:54

      Buongiorno AdG
      Positivo sicuramente per l’esperienza,inteso come vita vissuta per i ragazzi e gli stimoli,ma sinceramente è un pò triste dire che una selezione nazionale su tre partite contro delle accademy regionali ne vincono,pareggiano,perdono una per risultato.
      Non voglio ripetermi ma dopo 13 anni di sei nazioni i nostri under19/20 dovrebbero giocarsela alla pari con le Home Union e la Francia,invece che contro delle accademy,questi risultati con le under c’erano già negli anni 80 e 90 non c’è evoluzione………
      E ci rigolleghiamo al solito discorso più volte sviscerato in questi post.
      Cordialità

      • hyperion 19 Agosto 2014, 09:56

        ricolleghiamo,scusate lo strafalcione

        • Alberto da Giussano 19 Agosto 2014, 10:35

          Io di positivo vedo proprio che i ragazzi abbiano giocato alla pari con i loro coetanei irlandes, seppure accademicii. E’ importante anche vincere ogni tanto. Certo, la distanza con la nazionale è sicuramente ancora parecchia, ma qui i problemi sono strutturali.
          Io, comunque, noto che il livello medio nostro non è male, la difficoltà che abbiamo è intercettare quei ragazzi che hanno le stigmate dei campioni.

      • Hullalla 19 Agosto 2014, 10:27

        Infatti negli ultimi vent’anni abbiamo regolarmente distrutto la nazionale giovanile Irlandese e adesso essere a livello delle loro quattro accademie con una selezione sperimentale (che di fatto e’ una nostra accademia, su per giu’) e’ un’onta???

        Che io mi ricordi, l’ultima giovanile Italiana (U19-U20) che ha battuto (di un paio di punti) la parieta’ Irlandese in un torneo ufficiale e’ stata quella con in campo Parisse, Mirco Bergamasco, Marcato, Arganese, Chillon, Ferraro, Staibano, Faliva eccetera. Comunque questa squadra ha vinto alla JWC di due punti ma al Sei Nazioni precedente aveva preso una discreta ripassata.
        Sarebbe bello essere gli All Blacks, ma NON lo siamo, e anche gli altri migliorano: non ci aspettano mica!

        Forse anziche’ brontolare in rete si potrebbe andare sul campo a lavorare con i ragazzi della piu’ vicina societa’.

  2. malpensante 19 Agosto 2014, 09:50

    ‘no straccio di tabellino no,eh. Sa mai che caschi l’ernia.

  3. burger 19 Agosto 2014, 10:24

    Nazionale contro Acd irlandese dovrebbe vincere di 20-30
    Pensate a naz irl contro accademia di Parma, festeggerebbero per un pari?

    • Hullalla 19 Agosto 2014, 10:29

      La nazionale Belga festeggerebbe se pareggiasse contro l’accademia Italiana.
      Non dimentichiamoci che ci sono delle classifiche, ci piaccia o meno, e gli Irlandesi sono stabilmente davanti a noi.

    • ginomonza 19 Agosto 2014, 11:31

      Ma perché non ci vai tu? Così vediamo cosa ricavi.

    • Machete 19 Agosto 2014, 12:02

      evidentemente non hai chiaro il rapporto di forze tra il rugby irlandese e quello italiano

  4. Katmandu 19 Agosto 2014, 10:30

    Beh senza svilire i pensieri di nessuno, intanto è mezza nazionale e secondo se uno non ha ben in testa i valori in campo mi sa che è difficile giusdicare, insomma le varie accademie Irish e SA che abbiamo affrontato, i ragazzi che escono da li vanno a giocare in CL e alcuni di questi giocano già la B&I cup, noialtri forse forse in CL la maggior parte va in eccellenza…. Fate voi i paragoni

    • Appassionato_ma_ignorante 19 Agosto 2014, 11:19
    • Hullalla 19 Agosto 2014, 11:38

      Molti restano in serie A…

    • Rabbidaniel 19 Agosto 2014, 12:49

      Il reale problema è proprio quello del passaggio al livello pro.

      • faduc 19 Agosto 2014, 13:40

        Il reale problema è avere un livello pro. Che vorrebbe dire, stando stretti, bilanci da 2 – 2,5 milioni di euro per società; ma con poche centinaia di spettatori a partita, tranne forse il rovigo, è impensabile

        • San Isidro 19 Agosto 2014, 15:51

          esatto, il livello pro dovrebbero essere solo le franchigie e basta, invece dimensione amatoriale per i club…

          • Katmandu 19 Agosto 2014, 16:17

            Io non credo anzi per preparare meglio i giocatori alla CL bisogna avere un domestic più provante e in italia non lo fai col dilettantismo

          • San Isidro 19 Agosto 2014, 16:29

            ma @Kat, ti ho detto più volte che le soluzioni sono diverse, ad es. metti in ogni società sotto contratto semi-pro i migliori alteti ed inoltre la FIR fa fare un percorso professionistio agli atleti più meritevoli dell’Eccellenza (come fa l’UAR con i migliori giocatori dei campionati argentini) facendo allenamenti extra con tecnici stranieri, aggregandoli per dei giorni mensili nelle franchigie, ecc…poi si devono legare ste benedette accademie alle franchigie e creare una filiera sul territorio…a livello di club per me il modello sostenibile continua ad essere quello della Capitolina, poi i presidenti possono fare come vogliono con i soldi che hanno, ma mi pare che in pochi riescono a fare le cose fatte bene, a far quadrare i bilanci, ad assicurare lo stipendio tutti i mesi, ecc…

          • Katmandu 19 Agosto 2014, 16:50

            San noi non siamo l’Uar! Parti da discorsi realistici/ realizzabili
            Detto questo la capitolina è un modello sostenibile si ma non vincente

          • San Isidro 19 Agosto 2014, 17:00

            scusa Kat ma che male ci sarebbe ad imitare quello che fanno gli altri? non è che dobbiamo copiare chissà cosa, si tratterebbe solo di mettere a regime pro i migliori atleti dell’Eccellenza e fargli fare un certo tipo di percorso…

  5. ginomonza 19 Agosto 2014, 14:40

    Comunque se ad ogni Celtica fosse consentito di avere la propria accademia o comunque la si voglia chiamare sarebbe un enorme passo in avanti.

    • tony 19 Agosto 2014, 15:07

      @g concordo .

    • gsp 19 Agosto 2014, 15:19

      sono daccordo, e’ una cocciutaggine assurda in questo caso. tra l’altro risparmieresti anche qualcosina.

      • Katmandu 19 Agosto 2014, 15:24

        @ gsp è il discorso che si faceva ieri con stefo fino a quando non ci saranno accademie legate a doppio filo con l’eccellenza e con le celtiche gestite da queste ultime con la possibilità di far giocare i giocatori accademici in eccellenza il piano formato italico sarà sempre monco, in questo senso si dovrebbe optare per rose più piccole ma con accademie

        • Alberto da Giussano 19 Agosto 2014, 15:29

          Ok, due accademie legate a Parma e Treviso. Logicamente sia una che l’altra devono cercare di prendersi i migliori giovani dello stivale.
          Le altre accademie spariscono? Se restano chi disciplina il traffico?

          • Stefo 19 Agosto 2014, 15:36

            Possono tranquillamente se si va a lavorare alla radice del propblema e cioe’ ripuntare alla formazione tramite i club.

          • ginomonza 19 Agosto 2014, 17:39

            Scusa AdG.
            1)Ma quante accademie ci sono in Italia
            2)Chi le gestisce,cosa insegnano
            3)Chi sono gli insegnanti
            4)Quanti accademici ci sono mediamente in ogni accademia
            5)Siamo sicuri che un accurato controllo dei costi non sia possibile e magari accompagnato da tagli ai rami secchi

          • Alberto da Giussano 19 Agosto 2014, 17:53

            Oggi esiste un sistema per la formazione dei ragazzi dai 15/16 ai 20 anni, fatto dalle accademie. Insufficiente probabilmente. Non vorrei discutere nel merito.
            Dico solo che smantellarlo sarebbe probabilmente peggio.
            Tuuti coloro che ne ipotizzano lo smantellamento si poggiano sull’assioma che i ragazzi che ora sono alle accademia devono restare alle società.
            Ma oggi le società fanno fatica a fare i campionati a cui sono iscritte. Gravarle dell’onere della formazione secondo me non è una bella idea. Forse mi sbaglio.

          • aristofane 19 Agosto 2014, 18:02

            Se spendi i soldi adesso spesi per la accademie “avulse” in progetti che coinvolgano i club si può benissimo fare: si individuano i club guida delle varie zone e gli si fornisce il supporto tecnico organizzativo necessario. Salendo di categoria si riducono i club guida e si arriva alle due accademie U.20 delle franchigie.

          • Alberto da Giussano 19 Agosto 2014, 18:12

            Quando tu dici “squadre guida di riferimento” viene di seguito subito una domanda. Quei ragazzi, nella tua ipotesi, di chi sono? A quale società appartengono? Il sistema delle società, la dove funziona, si basa su un forte senso di appartenenza. In questo caso come funzionerebbe?

          • tony 19 Agosto 2014, 18:47

            @al restano quelle del 18…quelle del 16 di fatto non sono accademie.

          • aristofane 19 Agosto 2014, 20:49

            I club “guida” sono quelli che ricevono i maggiori aiuti per lo sviluppo dell’alto livello (U.18, U.20 bastano le celtiche), se un giovane vuole migliorare si farà avanti lui per entrare i quel club, e, se rappresenta il territorio, non ci vedo mancanza di appartenenza. Al club formatore fino all’U.16 o U.14 va un corrispettivo se il giocatore è ritenuto valido per entrare nel percorso di formazione del club “guida”.
            Questo progetto è attuabile principalmente nei territori maggiormente sviluppati rugbysticamente, in quelli periferici è più difficile per mancanza di densità e perché le necessità sono altre, differenziare i territori per avere uno sviluppo più adeguato sarebbe un passo interessante, a parer mio, ovviamente.

    • San Isidro 19 Agosto 2014, 15:54

      assolutamente d’accordo con @gino e @Stefo, il grosso della formazione la devono fare i club! Altro che accademie di qua e di là…

      • Alberto da Giussano 19 Agosto 2014, 16:00

        Spiegati un po’ meglio e senza stereotipi. Il fatto che la formazione debbano farla i club, significa che devono essere strutturati per farlo.

        • Stefo 19 Agosto 2014, 16:11

          AdG non e’ molto difficile da capire, i club devono tornare ad essere il centro dell’attivita’, investi come federazione in progetti scuola che vedano i club come mezzo per arrivare alle scuole e per raccogliere i ragazzi, investi perche’ chi fa la formazione oltre ad essere altamente motivato e ci metta tanta passione sia effettivsmente preparato come formatore giovanile, ristrutturi i campionati juniores in maniera che siano di qualita’ ma anche economicamente sostenibili.

          • Alberto da Giussano 19 Agosto 2014, 17:09

            Guarda che io non faccio riferimento ad un discorso teorico. Vorrei che tu mi spiegassi, praticamente, come passi dall’attuale situazione a quella che tu teorizzi, senza pregiudicare quel poco che c’e’. E soprattutto come fai a essere sicuro del livello tecnico e di continuità delle societa’ ( Prato, ecc.) a cui trasferire queste competenze.

        • San Isidro 19 Agosto 2014, 16:11

          nessuno stereotipo, di discorsi sulla formazione, filiera e club mi pare di averne fatti molti, anche con te…

    • Rabbidaniel 19 Agosto 2014, 17:19
  6. 6nazioni 19 Agosto 2014, 18:33

    I CARROZZONI BISOGNA CHIUDERLI.
    LE (*) SONO LA ROVINA DEL RUGBY IN ITALIA
    STOP.
    questa piccola eccezione la dovevo scrivere con tutta sta fuffa in giro……..

  7. Stefo 19 Agosto 2014, 18:43

    Ciao AdG riprendo qua il discorso se non ti dispiace per semplicita’.
    Allora quel poco di buono…vediamolo intanto i CF sono relativamente nuovi e tutti da verificare, l’Accademia Federale che invece e’ su da abbastanza anni ed ha avuto parecchie annate di infornate vorrei che mi si dimostrasse una volta per tutte che e’ un successo, me lo si dimostrasse bene pero’, cioe’: quanti soldi sono stati investiti negli anni, quanti atleti in toale vi son passati e quanti di questi hanno fatto un salto di qualita’ che non avrebbero fatto tramite una fliliera normale nei club. Io vorrei un’analisi costi-benefici che dimostri che i club non sarebbero riusciti a produrre con un aiuto finanziario diretto all’attivita’ di club risultati simili se non uguali.

    Detto questo, iniziamo a fare investimenti su progetti scuola sensati, aiutando finanziarimanete i club locali ad entrare nelle scuole ed ad attrarre i ragazzi. Iniziamo a investire nella formazione vera dei formatori giovanili, che vuol dire corsi allenatori fatti bene fin dal primo livello…gente con passione e disposta a dare il suo tempo come volontario ce n’e’ penso meriterebbe per prima maggior rispetto e che la loro passione e volonta’ fosse ripagata con la possibilita’ di metterli veramente in grado di insegnare…attenzione voglio sottolineare che non voglio offendere chi da il suo tempo per passione anzi quello che chiedo e’ che gli siano dati gli strumenti per poter lavorare al meglio.
    Legato a questo: riguardiamo i percorsi formativi quindi quello che viene insegnato ai ragazzi fin da livello giovanile, come viene insegnato, quali obiettivi a seconda delle fasce d’eta’ ci si pone senza aspettare che arrivino a 16 anni nei CF per iniziare a “fare sul serio” su skill, tecnica, tattica.
    Premi di formazione veri non le noccioline per chi lavora efficacemente e facciamo in modo che i club virtuosi e capaci facciano da traino localmente, non andando per forza a rubare i giocatori altrove ma facendo in modo che condividano i loro sistemi e metodi con gli altri club.
    Accademie: di alto livello bastano quelle legate alle due celtiche U20, ragazzi che ci entrano dai 18 con un programma triennale che punti ad una crescita del giocatore passo dopo passo sui 3 anni, con possibilita’ di doppio tesseramento a favore del club che lo ha sfornato o altro club se il giocatore lo richiede per cui nei primi due anne dove difficilmente avra’ un utilizzo celtico alto (poi i fenomeni che bruciano le tappe magari ne salteranno anche fuori) ma si alleni per quel livello giocando poi col suo club al livello sotto.
    Si possono far convivere delle accademie sotto legate club eccellenti per chi non riesce agari ad entrare nell’accademia celtica?Questo e’ un dubbio che avrei, non ho una risposta, forse si comunque si dovrebbe aiutar ei club a lavorare a livello U18, magari con una creazione di un campionato con franchigie zonali dove x numero di club insieme formano una squadra selezionando dalle rispettive Under.

    I soldi risparmiando sulle 1000 accademie federali per iniziare questi progetti ci sarebbero, sicuro che un sistema cosi’ non sarebbe migliore?

    • Alberto da Giussano 19 Agosto 2014, 19:24

      Non ho grosse obiezioni di principio alla tua proposta. Nella realtà fattuale dell’oggi, mi spaventano tutti gli impegni che si prendono le società o che si vorrebbe prendessero, causa la precarietà finanziaria delle stesse.

      • ginomonza 19 Agosto 2014, 19:41

        Alberto però non hai risposto ad una sola delle domande.

        • Alberto da Giussano 19 Agosto 2014, 19:55

          1)Ma quante accademie ci sono in Italia
          10, mi sembra
          2)Chi le gestisce,cosa insegnano
          Queste sono due domande: 2a) le gestiscono incaricati federali, 2b) Spero fondamentali, tecnica e tattica
          3)Chi sono gli insegnanti
          tecnici italiani più o meno bravi e preparati
          4)Quanti accademici ci sono mediamente in ogni accademia
          Se per accademici intendi gli insegnanti, credo 2/3 compreso il responsabile, se intendi gli allievi mi pare 25/30
          5)Siamo sicuri che un accurato controllo dei costi non sia possibile e magari accompagnato da tagli ai rami secchi
          Credo sicuramente di sì

          Dopo aver risposto, ti ribadisco quanto detto sopra. Spostare questo “malloppo” , per quanto mal gestito alle società è pericoloso per le precarie condizioni economiche delle medesime

          • ginomonza 19 Agosto 2014, 20:09

            Ma io non ho detto di spostare il malloppo ho detto di permettere alle celtiche cioè ai due club professionisti di avere la loro scuola.
            La federazione se ha insegnanti bravi a sufficienza si gestisce le altre se non ce le ha li compra.
            In fondo un po’ di sana concorrenza non fa mai male a nessuno sono i monopo’li che nuociono.
            Come vedi ho usato la parola insegnanti non tecnici a proposito

          • Alberto da Giussano 19 Agosto 2014, 20:15

            Guarda che, secondo me, le prime a non volere gestire una propria accademia sono proprio le due società celtiche. Io sono d’accordissimo con te a che le avessero.

          • Stefo 19 Agosto 2014, 20:37

            AdG lasciamo da parte le Zebre che sono federali e non un club privato quindi al limite dicono cio’ che “devono” dire anche se al riguardo non si sono mai espressi.

            Treviso: Zatta chiede la seconda squadra in Eccellenzafin dal primo anno di avventura celtica, 5 anni fa fu Melegari ad affossare l’idea dicendo che lui non l’avrebbe finanziata, ma a febbraio Zatta ha di nuovo rilanciato la proposta parlando di seconda squadra U23 da far giocare in Eccellenza…ora si puo’ discutere sull’eta’ da lui indicata se vuoi ma come idea non e’ molto distante dall’avere un’Accademia.

          • Alberto da Giussano 20 Agosto 2014, 05:56

            Io ti ho già detto sopra che sono d’accordo sul fatto che le franchige celtiche gestiscano tutta la filiera e quindi la propria accademia. E’ un percorso naturale.
            E’ innaturale il contrario. Non ci sono svantaggi , solo vantaggi.
            Dico solo che non può essere una scelta che abolisce le accademie. Almeno in questo momento di difficile sopravvivenza delle società.

    • San Isidro 19 Agosto 2014, 20:56

      @Stefo, sono d’accordo con i tuoi punti, se vuoi ti offro un posto da formatore alla Pontificia Accademia Ovale…
      Aggiungo, come ho detto più di una volta, anche l’istituzione di un percorso professionistio agli atleti più meritevoli di formazione italiana che miltano in Eccellenza (come fa l’UAR con i migliori giocatori dei campionati argentini) facendo fare loro allenamenti extra ogni tanto, aggregandoli per dei giorni mensili nelle franchigie, ecc…

  8. Katmandu 19 Agosto 2014, 23:00

    @san Isidro devi capire una cosa, noi siam diventati quello che siamo diventati con il pro in un epoca amatoriale
    Lo stesso Campese ha detto che lui faceva il professionista prima che “legalizassero” il professionismo, per cui bisogna capire che non si può obbligare Calvisano o Rovigo (società a caso) e impedirgli di pagare i giocatori, altrimenti domani quelli dicono ok ci stiamo ma domani veniamo alla capitolina, prato e laquila e vanno dai giocatori direttamente e gli dicono che gli offriranno un posto di lavoro in qualche centro benessere accondiscendente, magari sponsor, vitto e alloggio macchina aziendale etc etc etc quindi come si fa? Alimentiamo ancora di più un falso professionismo? Magari dato che non é con contratti gli propongono mari e monti e poi non gli danno nulla. Gli impedisci di andare in altre società? Cosa proponi?
    Inoltre guardiamo in faccia la realtà una società amatoriale in un mondo semi pro ha fatto una stagione non competitiva ti pare che il mondo amatoriale sia più provante? La differenza é stata netta, se mi dici poi che l’eccellenza serve da serbatoio per la CL mi stai dicendo che abbassando il livello aumenteremo la possibilità di portare giocatori pronti per la CL mi pare abbastanza azzardata come affermazione

    • gsp 20 Agosto 2014, 09:57

      Kat, purtroppo é successo nei fatti che quest’anno ci sono due capitoline in eccellenza. E sará sempre peggio.

      • Katmandu 20 Agosto 2014, 10:54

        si ma non mi possono dire che col dilettantismo il livello dell’eccellenza aumenta

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