Pro12 e diritti televisivi, la RAI è in pole position
A poche settimane dal calcio d'inizio il torneo non ha ancora una tv, ma la strada sembra delinearsi
Rugby in diretta: il palinsesto tv e streaming dal 20 al 22 maggio. PH Sebastiano Pessina

ph. Sebastiano Pessina
Ma come dicevamo all’inizio non si è fermi e si lavora – lentamente, lo ripetiamo – sottotraccia. Ma quale è la situazione?
Iniziamo da Mediaset, televisione “uscente”: assai improbabile rivedere sui canali del biscione la palla ovale: il gruppo ha puntato fortissimo sul calcio investendo cifre enormi e tagliando anche la NFL (football americano), l’investimento sul Pro12 dello scorso anno è stato coperto dagli incassi pubblicitari ma oggi quel torneo non esercita grande interesse. Lo spazio di manovra non è stato comunque eliminato del tutto e un intervento diretto del presidente federale potrebbe far riaprire il dossier a cifre comunque molto basse.Sky e DMAX non prevedono il torneo celtico nel loro programma: la tv satellitare non è interessata e anzi non trasmetterà – a meno di sorprese in corso d’opera – nemmeno Top 14 e Premiership limitandosi ai test-match internazionali e al prossimo Super Rugby. DMAX invece – come abbiamo scritto già diverse settimane fa – sta per annunciare la trasmissione a novembre delle tre partite dell’Italia contro Samoa, Argentina e Sudafrica mentre un torneo come quello celtico, che va ad occupare pezzi di palinsesto lungo una intera stagione non rientra nelle intenzioni del canale del gruppo Discovery (“Non abbiamo nessuna intenzione di diventare una televisione sportiva” ha detto l’amministratore delegato di Discovery Italia Marinella Soldi lo scorso ottobre presentando la scelta di acquisire i diritti tv del Sei Nazioni fino al 2017, con opzione sul 2018).Rimangono RAI e SportItalia. Quest’ultima è l’extrema ratio, riportata nell’arena ovale lo scorso giugno quando mandò in onda in diretta Giappone-Italia, partita che ha chiuso un dimenticabilissimo tour estivo degli azzurri. Si tratta di una tv disponibile ad ospitare il torneo celtico ma economicamente instabile, che sta cercando di ripartire: non può quindi investire soldi, ma ha spazi a disposizione per le partite.