Pro12 che verrà: tra FIR e Benetton anche il “caso Munari”?

Il presidente Gavazzi fa intendere che gradirebbe un cambio della guardia nella dirigenza del Benetton Treviso…

COMMENTI DEI LETTORI
  1. fabrio13H 15 Marzo 2014, 08:57

    Qualcuno ha paventato l’ipotesi di finire a giocare nuovamente con Georgia, Romania, Russia e altre non di primo piano. Innanzitutto già da un bel po’ sto dicendo che sarebbe opportuno per vari motivi, anche tecnici (vd altri miei interventi), confrontarsi più spesso con quel tipo di nazionali e anche con qualche loro club. Poi: la situazione del movimento è che gli investimenti sono scarsi e in diminuzione pertanto, provando a parafrasare il piccolo-grande guru bianco-verde: “Se sei Walter Matthau è inutile che cerchi di conquistare le donne facendo il Cary Grant, invece se ti comporti da Walter Matthau vedrai che qualcuna la conquisti”. Ecco: basta correre dietro al Top14, alla Currie Cup e agli All Blacks, e cerchiamo invece di mantenere ciò che si è conquistato, ossia un livello che permetta di continuare ad avere alcune decine di giocatori di livello internazionale e una nazionale in grado di giocarsela alla pari con tutte le nazionali dall’Argentina/Scozia in giù e di fare qualche colpaccio ogni tanto con una grande.
    Date le condizioni, colmo dell’incredibile per un liberale lontano dagli statalismi rossi e neri, vedrei meglio per il rugby italiano attuale, una struttura principalmente statale. In sintesi: HC, Celtic e Challange, giocate ciascuna da una selezione federale con solo sponsor tecnici e con obbligo di giocatori italiani di formazione italiana a 15,10 e 9 e massimo due avanti e un 3/4 straniero contemporaneamente in campo. Le selezioni, visto anche che sarebbero due/tre, potrebbero essere itineranti, cosa che probabilmente, aumenterebbe il numero di spettatori. Nessuna paura ma anzi incoraggiamento dell’andare a giocare all’estero sia per i giocatori formati sia ( e soprattutto) per i giovani, con solo obbligo di clausola liberatoria per eventuali impegni in nazionale. (mi pare più o meno la strada dell’argentina- rugby e di tutte le latino-americane nel soccer). Inoltre, almeno nella fase attuale, ben vengano club di gruppi militari in grado di mantenere un buon livello dei campionati permettendo a giocatori bravi ma non di livello internazionale, di dedicarsi al rugby in maniera professionale.
    Il resto dei fondi federali: corsi per arbitri con obbligo di raggiungere un buon livello anche in lingua inglese, finanziamenti per i settori giovanili gestiti dai club in accordo con la Federazione, far di tutto per introdurre il rugby nelle scuole, per tutte queste cose tecnici stranieri di alto livello.
    Insomma, si è provato ( e si prova ?!) a far diventare di massa il rugby con lo schema: alta visibilità con nazionale forte (direi sovradimensionata), partecipazione di buona (poi rivelatasi forse si e no, discreta) qualità alla Celtic/HC e ciò che sta sotto (si sperava/si spera) trascinato dal moto verso l’alto; perché non provare con lo schema: nazionale e selezioni di coppe “fortine” proporzionate a ciò che c’è sotto (cercando di non disperdere i passi fatti), molta cura di ciò che c’è sotto, soprattutto a livello giovanile e scolastico ipotizzando che proprio il formare una base “culturalmente” sensibile al rugby possa essere il trampolino per passi maggiori quando e se il rugby sarà in tal modo entrato maggiormente nel “sentire” di massa italiano.

    • Katmandu 15 Marzo 2014, 09:32

      Fabio13H pur Capendo il tuo punto di vista penso e fredo che l’unica selezione che si può fare in Italia é la nazionale, fare delle selezioni “zonali” per delle competiziono ha sempre portato al disfacimento (Aironi, Gran, Crociati etc etc etc) in Italia non abbiamo la mentalità sudamericana o Irlandese e le Selezioni non avranno il seguito sperato, facciamo un esempio concreto io te e san facciamo una franchigia, san da Roma mette i soldini (a Roma ce ne son sempre ver san?) tu che hai la squadra messa meglio in classifica metti i giocatori e io metto l’impianto sportivo, anche se é più piccolo
      Ok non é proprio così ma si capisce come già si potrebbe litigare di brutto prima di partire

    • fracassosandona 15 Marzo 2014, 10:58

      due controindicazioni alla Tua proposta…

      la prima è che mi ricordo cosa voleva dire guardare il 5 nazioni degli altri e noi farci la coppa europa con Unione Sovietica e Romania…

      la seconda è che se scendi di Tier le avversarie di livello superiore le vedi bene che vada una volta ogni due anni sempre che non ti schierino contro la nazionale A… in ogni caso ti restano i mondiali da comprimario senza essere abituato a giocare al livello degli avversari più forti…

      • mezeena10 16 Marzo 2014, 10:01

        e gia! ma ste cose, soprattutto i nostalgici dell’ eccellente eccellenza, mica le considerano!

        • fabrio13H 16 Marzo 2014, 13:21

          Scusate la lunghezza. Se ti riferisci a me; mezeena, sbagli completamente e mi sembrava di essermi spiegato. Nella mia ipotesi anzi, i campionati seniores nazionali, sarebbero, parlando brutalmente, il livello meno curato, non a caso ho scritto addirittura di demandarlo in parte a gruppi sportivi militari per mantenere un livello discreto senza investimenti federali e prevedendo pochi investimenti privati . Ho parlato di coppe gestite completamente dalla struttura federale (niente paralleli politici, ci tengo a dirlo ;), solamente a mio parere e per un forse strano accavallarsi di circostanze, è la soluzione migliore per l’attuale situazione del rugby italiano ) con una specie di nazionale2 per la Celtic e nazionale3 per la Challenge (in fondo mi pare non lontano da ciò che fanno o hanno fatto romeni e iberici) con obbligo di numeri 15, 9 e 10 occupati da italiani di formazione italiana e massimo un 3/4 e due avanti stranieri contemporaneamente in campo); se i migliori italiani venissero contattati da club stranieri la cosa non dovrebbe essere in nessun modo scoraggiata ma addirittura favorita, solo che siano disponibili per gli impegni della nazionale; insomma il mantenimento e il miglioramento di chi è già a livello internazionale sarebbe affidato alla militanza in club stranieri e in due selezioni che giocherebbero tornei internazionali, quindi in termini di numero di giocatori (e non solo) una situazione non molto dissimile da quella attuale con aumento di qualche posto liberato più che altro dai limiti agli stranieri e disponibile per qualcuno tra i migliori dei tornei nazionali (tra l’altro sarebbe anzi il caso che il nome Eccellenza non venisse neanche più usato) e, soprattutto, per i migliori giovani che verrebbero formati in modo, questo si, da curare molto di più con investimenti federali sui settori giovanili dei club più che sulle accademie federali. Quindi una posizione ben diversa da chi se ne esce su questo forum dopo le partite della nazionale dicendo che vanno messi dentro i fenomeni dell’Eccellenza; mi sembra elementare capire che, facendo qualche nome e sperando che non me ne vogliano questi ragazzi se per caso ci leggono e che ammiro moltissimo per quello che fanno in condizioni di semi-dilettantismo o giù di lì, mi sembra ovvio dicevo, che se metti Buscema al posto di Orquera/Allan, Farolini al posto di McLean ed En Naour al posto di Esposito, diventiamo competitivi nel 6N ! A mio parere per ora nessuna formazione di giocatori italiani, comunque assortiti, puo’ essere competitiva nell’eccellenza (questa si) internazionale, tranne giornate eccezionali. Spero di essere stato chiaro adesso. Poi valutare se le mie idee stiano in piedi da altri punti di vista è un altro discorso, per esempio: disporrebbe la Fir di un budget sufficiente ?
          A fracassosandona dico che ricordo anch’io i tempi di Urss e Romania però dico una cosa che puo’ forse rispondere alle tue obiezioni: la struttura internazionale del rugby di allora era assai diverso di quello di oggi. Da decenni è in corso un processo di globalizzazione del rugby e della sua gestione, per ora più limitato che in altri sport ma che esiste. Penso che noi e altre nazioni del nostro livello: ARG, SCO, Pacifiche, JAP,CAN, USA e anche GEO e ROM dovrebbero favorire quresto percorso, per esempio con la interconnessione tra 6N e coppa FIRA con meccanismo di una promozione e retrocessione e quindi trasformazione del tutto in un vero e proprio campionato europeo. Secondo me se questo mostro sport si “allargasse” a termine medio-lungo avremmo tutti da guadagnarne, poi è ovvio che un Argentina-Finlandia o Samoa-Bosnia di rugby union non ha senso, anche perché ci sarebbe gran rischio di farsi del gran male inutile vista che non si parla di tennis. Però l’obiettivo dovrebbe essere arrivare a far si che l’IRB faccia giocare più spesso un Arg-Canada, uno Scozia-Romania e un Italia-Georgia continuando a mettere in calendario anche degli incontri tra Scozia-Argentina-Italia-Pacifiche e qualche Australia-Italia (tanto per fare degli esempi).
          Anche le obiezioni di katmandu potrebbero essere superabili con selezioni che non avranno una sede fissa ma giocheranno in giro per il Paese, che siano federali al 100% come si diceva all’inizio delle Zebre, mentre adesso Gavazzi ha detto che si dovranno via via privatizzare, e che accetteranno solo sponsor tecnici (hai costruito la tribuna ci scrivi sopra il nome in grande ma non decidi quando si gioca, spazi banner in cambio di contributi ma i contributori non decidono sui giocatori da prendere o da far giocare).
          Insomma, senza mezzi termini una struttura molto federale, molto nazionalizzata ma penso la possa fare anche uno stato democratico, anche perché non si partirebbe da considerazioni ideologiche (infatti parlo tra l’altro di favorire l’emigrazione di forti giocatori in campionati stranieri di alto livello e di settori giovanili dei club molto curati anche e soprattutto con fondi federali), ma indotta da considerazioni pratiche quali il fatto che non vi sono quasi investimenti privati e non si puo’ prevederne un consistente ritorno, almeno a breve. Non tutti i contribuenti che pagano le tasse sono rugbisti ? Vero, (tutt’altro purtroppo 🙂 ), però gli sport, anche di vertice, sono riconosciuti tra gli oggetti degni di finanziamento in tutti i Paesi e si tratterebbe quindi di cercare di avere finanziamenti sufficienti da parte della Federazione considerando che non vedo nessun problema “ideale” a che vengano finanziati degli sport con una parte del gettito fiscale.

          • fabrio13H 16 Marzo 2014, 13:35

            errrata corrige: ….mi sembra ovvio dicevo, che se metti Buscema al posto di Orquera/Allan, Farolini al posto di McLean ed En Naour al posto di Esposito, NON diventiamo competitivi nel 6N…(il NON era rimasto nella tastiera 🙂 )

  2. mauro 15 Marzo 2014, 09:06

    è iniziata la notte di S. Bartolomeo…

    • koinedialektos 15 Marzo 2014, 12:11

      … Quella che costrinse diversi ugonotti francesi a prendere la via del mare. Gran parte si stabilì in Sudafrica. Molti dei loro discendenti sono l’anima degli Springboks.

      Questo per dire che anche dai periodi di miseria, prima o poi (speriamo non così tanto “poi”…), si vedono frutti inaspettati.

  3. Katmandu 15 Marzo 2014, 09:08

    Mamma mia che rottamatore Gavazzi altro che Renzi, largo ai giovini il prossimo che salta mi sa che é Napolitano. Detto questo fa veramente riflettere come e quanto il rugby possa tirare in Italia, con un budget come quello di TV sinceramente si fa fatica in tutti i campionati d’europa evoluti e probabilmente pure nella serie inferiore, sinceramente anche vedendo l’interesse che cresce nelle altre squadre fa male vedere la mancata comunione d’intenti per far fare il salto di qualità allargando la base economica della franchigia (dogi) non portando capitali nuovi, insomma vedremo dove ci porterà tutto sto carrozzone, ma non ho buone sensazioni

  4. nino22 15 Marzo 2014, 09:16

    Siamo al ridicolo … si tenta di distruggere l’uniche cose buone che rimangono … a volte mi sembra che ci sia proprio impegno nel fare del male.

  5. Hrothepert 15 Marzo 2014, 09:50

    Io ieri l’ avevo fatto intendere che il “caso” Munari sarebbe saltato fuori!!

  6. berton gianni 15 Marzo 2014, 09:52

    Dal Decalogo di Gianni Berton.
    Quarto protocollo : non credere mai a quello che scrive La Tribuna di Treviso, neanche nei necrologi.

  7. aug61 15 Marzo 2014, 10:17

    …brunello..??! dopo i grandi ultimi successi..
    Benetton Treviso torna in eccellenza che è meglio..

    • Joest 15 Marzo 2014, 14:13

      credi che altri allenatori avrebeero fatto meglio ?

      Oppure credi che le Accademie funzionino cos’ì bene da avere creato 22 campioni e che sia lui il co…..ne che non sa usarli ?

  8. tony 15 Marzo 2014, 10:19

    Un paio di cose non sono state gestite o comunicate bene:1Gavazzi poteva proporre 2.600.000 euro a Benetton giustificandoli con minori servizi da dare alla Fir e con la maggior autonomia richiesta , e i 4.000.000 ai Dogi perchè più legati alle necessità della Nazionale e del movimento e qui ci sta il fattore degli allenatori e manager da formare, oltre al fatto che il contributo aveva una ricaduta su tutto il movimento Veneto e non solo su un Club.2 Innocenti in qualità di Presidente Civ non doveva prestarsi ai giochetti di palazzo, screditando così il movimento Veneto , creando malumori,arrecando danni al movimento Veneto stesso.

    • Joest 15 Marzo 2014, 11:50

      5 milioni a melegari, 11 milioni a mio fratello e via dicendo,,,,
      ma li stampano di notte alla FIR i soldi ?

    • Joest 15 Marzo 2014, 11:52

      Inno0centi ? Veramente mi sembra che in queste settimane non se ne sia parlato molto…. forse aveva capito che alla fine i suoi elettori si sarebbero tirate indietro, avendo al di là presopepa alla favaretto, le tasche vuote.,,,

  9. Rabbidaniel 15 Marzo 2014, 12:09

    Munari non è certo intoccabile e indiscutibile, ma se al suo posto proponete professionisti di livello come Checchinato, Ascione, Rosolen ecc.ecc. magari con Guidi allenatore, io a Monigo non ci vado più, gnanca morire!

  10. Gigi da Dolo Venezia 15 Marzo 2014, 13:00

    Appoggio Gavazzi (premesso che non sono mai stato d’accordo con lui, anzi ritengo che sarebbe stato meglio Zatta come Presidente), premesso questo dico che è meglio che Munari non sia dirigente, E’ MOLTO MEGLIO CHE MUNARI SIA ALLENATORE DI BENETTON TREVISO ! ! !
    Se in FIR avessero lasciato programmare e avessero dato fiducia, Treviso giocherebbe per il titolo, non a fondo classifica.
    E’ inutile fare tutto nuovo, in Italia non c’è nessuno che abbia la cultura rugbistica di Munari, per carità ha fatto sbagli, ma chi non ne fa? E’ meglio iniziare da zero?
    Solo per fare un dispetto e fare vedere chi comanda?

    • Hrothepert 15 Marzo 2014, 13:16

      @Gigi da Dolo Venezia, se in Italia non c’ è nessuno che abbia la cultura rugbistica di Munari allora aveva ragione il buon vecchio Mallet quando diceva: “Italiani no buoni per Rugby”!!!

    • Joest 15 Marzo 2014, 14:14

      ma se non allena una squadra da vent’anni… solo perchè, parla bene in Televisione…

  11. fracassosandona 15 Marzo 2014, 13:27

    pasquale presutti allenatore di Treviso in pro12…

    quanto mi divertirei…

  12. Gigi da Dolo Venezia 15 Marzo 2014, 13:30

    Si, meglio Gavazzi allora, vedrai che vai bene!!! O se no, meglio Mallet (ho sempre ritenuto Mallet un buon allenatore, ma non adatto all’Italia.
    Di Mallet mi sembra meglio Brunel,anche se quest’anno prendiamo il cucchiaio di legno.
    Ma quello che ci ha fatto fare il salto di qualità è stato Coste, tanti anni fa.
    Dopo come penserai tu o Mallet “Italiani no buoni per Rugby”
    L’Italia cresce se crescono i club, ma bisogna che ci sia un progetto che duri nel tempo, e non che si vadi avanti uso nebbia come fin’ora!!!

    • Joest 15 Marzo 2014, 14:14

      Costye finalizzò il lavoro di fourcade, Ma erano altri tempi: gli allenatori della nazionale raccolgono cosa semina il movimento.

  13. Hrothepert 15 Marzo 2014, 14:16

    Tu hai parlato di cultura rugbistica, che comprende anche le competenze tecniche ma, nella sua ampiezza, non soltanto e aggiungo per fortuna.

  14. barry 15 Marzo 2014, 14:42

    sentiamo chi sn i tuoi bravi allenatori visto che brunello l’è un mona!!!!

  15. aug61 15 Marzo 2014, 22:03

    Caro joest, io non credo a nulla, cerco di esaminare i fatti con distacco…poi si sa in Italia nessuno e’ mai responsabile di nulla, la colpa è’ sempre di altri..

  16. San Isidro 16 Marzo 2014, 02:29

    Mah… “Con Munari ho lavorato e condiviso, non ho pregiudiziali, ma la FIR investe nelle franchigie per creare dirigenti, giocatori e tecnici italiani in proiezione futura”…non ci leggo niente di sensato in quest’affermazione, solo un modo gentile per mandare a casa Munari, che probabilmente non va a genio a Gavazzi…mah

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