Movimento Italia tra Eccellenza e Pro12: da Rovigo arriva un’idea

Le nubi sul futuro celtico mettono preoccupazione ma il presidente del club rossoblu propone un compromesso

COMMENTI DEI LETTORI
  1. 6nazioni 13 Gennaio 2014, 10:40

    era ora che qualche personaggio importante aprisse bocca con delle soluzioni
    x il ns rugby bravo presidente.

  2. Gianlu93 13 Gennaio 2014, 10:55

    Finiamola con le accademie e lasciamo sviluppare i giovani nel club. A monte bisognerebbe cercare di preparare tecnici preparatissimi. Il futuro parte dai tecnici che formano i ragazzi che poi devono continuare a formarsi nei club. È inutile continuare a sfornare ottimi atleti, ma non ottimi rugbisti.

  3. carlo s 13 Gennaio 2014, 11:10

    quindi traducendo la proposta sarebbe:
    1. Due Frachigie (una in Veneto e una in Lombardia) pagate dalla federazione
    2. 8 squadre “private” (cioè non finanziate dalla Fir) che fanno il campionato di eccellenza (4 collegate alla franchigia Veneta e 4 collegate alla franchigia Lombarda);
    3. Cancellazione delle accademie.
    4. Sostentamento da parte della Fir dei club delle 8 squadre di eccelenza per finanziare i programma di crescita nei club di origine dei giovani più promettenti.

    ho capito giusto?

    • gian 13 Gennaio 2014, 18:11

      se non ho capito male dall’articolo le due franchigie territoriali (una lombarda ed una veneta sono state supposte data la concentrazione ad alto livello di squadre, ma ne ha supposta una terza se qualcun altro vuole mettersi in gioco) non devono essere legate all’eccellenza, ma al territorio, quindi quella veneta a tutta la filiera veneta (chiaro che poi i top player se non giocano in franchigia saranno legati, nel padovano, più probabilmente al petrarca che al valsugana o al rubano, ma non è escluso che siano di quest’ultime), e delle accademie non dice nulla sul chiuderle o meno, credo le voglia tenere come upgrade dei giovani e dei tecnici, ma non come cosa a parte come è previsto ora che sia

  4. piotor 13 Gennaio 2014, 11:15

    D’accordissimo. 8 squadre e serie A “bloccata” per almeno un ciclo (3-4-5 anni). 4 squadre affiliate alla Celtica 1 le altre 4 similmente. Celtiche che pagano (tanto) 15-20 giocatori per poi rubare a man bassa dai *propri* giocatori in Celtica. 2 Accademie (1 per Celtica) con i migliori talenti presi dalle 4 squadre, con allenamenti misti ogni tanto e tour Europei per sfidare le varie selezioni del 6N. Cosi’ i giovani sono testati al livello che gli compete e se non ce la dovessero fare in Celtica rimarrebero comunque di proprieta’ del club.

    Il problema, atavico, resta quello dell’organizzazione delle franchige. Ora come ora hai tante venete e poi macchie di Leopardo ovunque. Ora come ora Roma e’ la citta’ piu’ “rugbystica” di Italia, con tutte le virgolette del caso.

  5. lupo 13 Gennaio 2014, 11:15

    la proposta sarebbe anche sensata, mi restano forti dubbi sulla capacità delle singole realtà coinvolte di remare veramente nella stessa direzione del progetto comune senza scannarsi per motivi campanilistici e mi crea anche qualche perplessità il destino che avrebbe il resto d’italia non lombardoveneto, ma in effetti alla luce della realtà attuale (senza dubbio da cambiare) ben vengano proposte e progetti da analizzare

  6. mimi 13 Gennaio 2014, 11:44

    quasi un modello neozelandese in piccolo , ma per ora a me sembra utopia pura anche se da qualche parte bisogna iniziare

  7. maz74 13 Gennaio 2014, 11:55

    E’ esattamente il modello Neozelandese o Irlandese, ma il problema l’ha colto Lupo, difficilmente però poi i presidenti si accorderebbero e faccio un esempio:
    1) l’eventuale franchigia lombarda sarebbe condotta da Calvisano e Viadana, franchigia che sarebbe stata ideale al posto degli Aironi e che avrebbe creato un valore importante per il rugby, ma qui nasce il problema. Per strutture già esistenti Viadana tra le due dovrebbe ospitare le partite e la squadra, ma a Calvisano accetterebbero questo? Se fossimo in Irlanda si vedrebbe la struttura primaria a Viadana e la seconda squadra in eccellenza a Calvisano col medesimo nome.
    2) l’eventuale franchigia veneta dovrebbe aver base a Treviso o Padova, ma Rovigo accetterebbe? Dubito.
    3) dopo di che nascerebbe il problema di Roma, cosa faranno i club romani, posto che si va ad un’eccellenza ad 8, due su tre scenderebbero in A.

  8. soa 13 Gennaio 2014, 12:04

    Sarebbe ora di creare i dogi, una franchigia veneta sarebbe in grado di compattare le rivalità campanilistiche. Chiaro che se in eccellenza continuerà a esserci un derby la rivalità riemergerà ma sarà circoscritta alla singola partita.

  9. ANDY72 13 Gennaio 2014, 12:10

    concordo Maz74, il compito piu’ aurduo sarebbe mettere d’accordo il campanilismo, cosa pero’ che sono riusciti a fare altrove. Zambelli ha molto semplicemente capito la cosa piu’ ovvia per far crescere il movimento. Al momento attuale Lombardia e Veneto sono le due regioni meglio attrezzate, poi se le cose andassero bene si potra’ pensare ad una terza franchigia a Roma. Non vedo problemi a far giocare la franchigia veneta alternativamente sia a Pd che a Tv o Rovigo. Ne tanto meno alternare Viadana a Calvisano, a patto che le societa’ che svolgeranno da serbatoio, ne capiscano l’importanza, FIR compresa. Sarebbe una rivoluzione, ma “lupo” ha centrato i problemi….

  10. Rabbidaniel 13 Gennaio 2014, 12:15

    L’idea è più che buona e sensata, bisognerebbe esplorarne la fattibilità. Se si resterà in Pro12 bisognerà rivedere questo farraginoso sistema di permit e collegare le celtiche a un’Eccellenza più sostenibile e più incentrata sul rodaggio dei giovani.

  11. Katmandu 13 Gennaio 2014, 12:36

    Se fosse impossibile un rinnovo dell’impegno quadriennale dell’Italia in Pro 12 cerchiamolo biennale…. “ma son solo io che trovo questa frase sbalinata?”
    ma andiamo con ordine lasciare la CL sarebbe un errore dal punto di vista strettamente tecnico e su questo siamo tutti più o meno concordi, l’idea del sig Zambelli per quanto accativante non è realizzabile in quanto:
    IN ITALIA LE FRANCHIGE INTESE COME MODELLO PER FARE UN CAMPIONATO DI VERTICE NON È POSSIBILE REALIZZARLE!!!!!
    non siamo in grado basta e poi a tutti quelli che dicono di far sviluppare il modello irlandese vorrei sottolineare che la federazione ha in mano le franchige dal punto di vista economico, come per altro anche la NZ (ma qua son meno sicuro)
    le franchige tipo Dogi van bene per tornei estivi e poco altro oramai, perfino i Baas baas fan fatica a reggere la terza squadra inglese, son finiti quei temi dove uno poteva pure giocare in un micragnoso club inglese e venir convocato dalla nazionale maggiore, una franchigia di CL ha bisogno si di identità col territorio, ma pure di una valanga di soldi che al momento poche piazze in Italia possono permettersi, così a spanne Treviso e Zebre hanno un budget annuo che potrebbe coprire bene il budget totale dell’eccellenza, dove troviamo i soldi se solo Zambelli in eccellenza ne mette una valangata?
    ok sul discorso dell’eccellenza a ( ma con regole economiche serie per tutti e un budget mino che deve essere rispettato e fidejussioni scaglionate in base al budget e controlli sui conti rigidi. e son pure convinto che è giusto creare un vincolo forte tra le formazioni eccellenti e di A (anche questa da riformare) con le franchige CL ma la formazione dei giovani deve essere legata alle accademie, legate ai club e alla CL.

    • Rabbidaniel 13 Gennaio 2014, 12:46

      Kat non credo che intendesse parlare di Dogi, ma di collegamento stretto e territoriale fra celtiche ed eccellenti. D’altra parte mi pare l’unica strada percorribile e avrebbe 3 effetti positivi: ascensore giocatori; riforma eccellenza; riforma accademie.
      Ci si lamenta sempre che chi non gioca in Pro12 non può andare in Eccellenza, che i permit sono ingessati da troppe regole. È una proposta. Che venga da Rovigo mi pare una cosa molto positiva.
      Per l’ennesima volta vi invito a studiarvi il sistema del campionato di Baseball che secondo me dovrebbe dare spunti anche al rugby. Per esempio il congelamento delle retrocessioni non lo trovo un fatto così scandaloso, anzi. Qui assistiamo a fallimenti, squadre che si sostengono a malapena, squadre dilettantistiche che affrontano squadre pro a tutti gli effetti (penso a FFOO-Capitolina). Bisogna cambiare!

  12. pierca 13 Gennaio 2014, 12:45

    Tutto giusto e il Lazio? Ricordo a tutti che il Lazio è la regione che cresce più di tutte le altre regioni. Che facciamo dividiamo i giocatori con le due franchigie? O non li consideriamo per nulla?

  13. parega 13 Gennaio 2014, 13:12

    ancora un’imprenditore che segnala la necessita’ di migliorarsi e di impegnarsi di piu’

    gli facciamo fare la fine di melegari ? dopo zambelli chi rimarra’ ?
    gia’ a prato si sentono voci come l’anno scorso di questi tempi

    che la fir si faccia almeno sentire provando a dialogare con tutti …..ma dov’e’ la fir ?

    • 6nazioni 13 Gennaio 2014, 13:34

      la f.i.r. e’ un carrozzzzzzzzooooonneeeeeee di poltrene e di politichesi.
      bisogna prima ristrutturare l’organo che comanda e poi pensare alla
      base,ma in pratica c’e’ la volonta’ di farlo?
      Credo che con la votazione del nuovo presidente qualsiasi orto e’
      diventato orticello.
      Adesso si ricomincia con i discorsi dei campanili e delle chiese,questo
      e’ un falso problema,se si vuole il bene del rugby il presidente (sig. Gavazzi) e tutti i presidenti che hanno voglia di ricominciare da zero
      si siedono in una bella tavolata e risolvono i problemi del rugby italiano.
      Prendono ad esempio l’irlanda,la scozia,il galles, in questa maniera non
      si puo’ piu’ andare avanti.
      La cosa essenziale e’ non lasciare il pro12 sarebbe la fine del ns rugby.

      • Giov 13 Gennaio 2014, 17:15

        Ecco, centro!!:
        ” se si vuole il bene del rugby il presidente (sig. Gavazzi) e tutti i presidenti che hanno voglia di ricominciare da zero
        si siedono in una bella tavolata e risolvono i problemi del rugby italiano”. E questo è anche il problema minore. Il reale problema è “ma in pratica c’e’ la volonta’ di farlo?”.
        Concordo al 100% con il tuo post.

    • ginomonza 13 Gennaio 2014, 14:10

      parega da rugby 1823
      “Si schiariscono le nubi che incombevano sui Cavalieri Prato. Secondo le voci arrivate nelle ultime ore, infatti, nel fine settimana la dirigenza del club toscano avrebbe pagato buona parte degli arretrati degli stipendi ai giocatori, dopo i ritardi segnalati su questo blog venerdì scorso.”

      • parega 13 Gennaio 2014, 19:34

        benissimo dai
        devo dire che questa squadra , come l’anno scorso , e’ motivo di orgoglio anche in Coppa
        ripeto..la fir deve incominciare a dialogare con i presidenti che sganciano i soldi per mandare avanti club importanti
        basta dare ordini senza ascoltare nessuno
        si arrivera’ al dialogo ? sembra di stare su marte invece siamo solo in italia, e questo e’ il problema…

  14. nit otra 13 Gennaio 2014, 13:19

    e ci dimentichiamo del rugby di confine o minore di cui faccio parte con orgoglio
    e ragazzi che forse hanno delle qualita.

  15. Machete 13 Gennaio 2014, 13:22

    beh è una proposta……e non la trovo nemmeno scandalosa….un collegamento vivai club franchigie credo sia necessario…….

  16. zattozatto 13 Gennaio 2014, 13:38

    Mio pensiero:
    una franchigia stile “Connach” esclusivamente per testare i giovani ad alti livelli, quindi senza pretendere risultati, e l’altra franchigia per testare i migliori
    Cercare di vendere i giocatori più appetibili per ricambiarli con nuovi prospetti
    Giocatori stranieri solo di livello internazionale, non certo possibili azzurrabili che 8 su 10 poi vengono spediti in eccellenza a togliere posto.
    Per l’eccellenza servirebbero regole restrittive da parte di FIR sull’utilizzo di stranieri, equiparati e quant’altro, inoltre non sò se esiste una regola per l’impiego di tot. under 21 in una singola partita, ma sarebbe utile.
    Per il collegamento Franchige-Club non ho molte idee, vedo difficile collegare il Lazio con la Lombardia…..

    • Katmandu 13 Gennaio 2014, 15:08

      Connath non è più così….

    • Machete 13 Gennaio 2014, 15:18

      Connacht sono 5/6 anni che non è più franchigia di sviluppo …basta vedere gli ultimi trasferimenti effettuati……

      • zattozatto 13 Gennaio 2014, 16:05

        ok, son d’accordo con voi, ma hanno una sfilza di under 25 da far paura

  17. San Isidro 13 Gennaio 2014, 13:44

    Eh si certo, una in Veneto e una in Lombardia, mentre buonanotte al centro-sud!
    Ognuno tanto ha la sua opinione, beh dico quello che farei io…
    Mantenere l’alto livello rivoltando come un calzino il domestic è il mio slogan!
    – discorso celtico: spero si possa restare perchè a mio avviso questi anni celtici hanno fatto bene all’alto livello del rugby italiano e alla nazionale. Il discorso sul movimento è un’altra cosa. Se le gallesi vanno in Premiership e il campionato celtico comunque rimane a galla anche con squadre gallesi di seconda fascia comunque si deve restare perchè si gioca sempre ad un livello superiore di quello che potremmo esprimere noi con un campionato interno. Due franchigie: una in Veneto, ma non il Treviso, una che rappresenti tutta l’area del nord-est, tutto il Triveneto, I Dogi e che giochino a rotazione nei tre templi del Monigo, Battaglini e Plebiscito, magari con qualche match di cartello in stadi più grandi (Venezia, lo stadio Euganeo, ecc)…se invece si vogliono mantenere le Zebre allora che si portino a Roma e che disputino alcune partite nel resto del territorio nazionale (Genova, Milano, L’Aquila, Prato, Napoli, Catania, per fare qualche es.)…collegare due accademie alle celtiche…creare un libero interscambio di giocatori tra le franchigie e i club…
    – discorso club: basta con un’Eccellenza a 8, 9, 11, 12, il livello sempre quello sarà! Che vuol dire 8 club zonali forti? Non ci siamo…si deve mantenere il livello delle franchigie mentre nel frattempo si investe nella base e nella formazione, non nel livello intermedio che è rappresentato dall’Eccellenza…dunque: riduzione del budget per i club d’Eccellenza…il territorio nazionale dovrà essere diviso in tre grandi unions (nord-ovest, nord-est e centro-sud) collegate alla FIR che gestiscano il rugby locale e promuovano la diffusione nelle loro aree di rappresentanza…non più un campionato nazionale, ma un torneo a più fasi, un campionato stimolante e coinvolgente che possa impegnare più realtà…per cui:
    prima fase: ogni union allestisce il suo massimo campionato territoriale a 8 club (24 in tutto, 8 nord-ovest, 8 nord-est, 8 centro-sud), si gioca in gara secca, sette giornate…
    seconda fase: i migliori 16 club classificati (5 per ogni girone + la migliore sesta) danno vita al Campionato Nazionale d’Eccellenza suddiviso in due gironi da 8, sempre sette giornate…i club che non accedeno a questo campionato riformulano altri tornei all’interno della loro union con i migliori classificati che vengono dalla seconda divisione della loro union…
    terza fase: al via il Super 10, i primi 5 di ogni girone dell’Eccellenza, 9 giornate + play-off, i 6 club che non vanno al Super 10 formano il Campionato Nazionale di serie A a 10 squadre con altri 4 club meglio classificati che vengono dalle varie unions…
    Che figata eh?
    Questione europea: niente club in Challenge, ma un’unica selezione che peschi dai club e nel periodo della coppa si potrebbe ripensare anche a reistituire una Coppa Italia…
    Trofeo delle regioni: si potrebbe pensare ad allestire un vero e proprio campionato territoriale formato da team regionali (che sarebbero delle selezioni dei migliori giocatori di un territorio), ad es. Veneto, Lazio, Emilia, ecc, o magari con selezioni più settoriali tipo I Pretoriani (provincia di Roma), il XV della Marca (provincia di Treviso), il Ducato Parma (provincia di Parma), Sicilia Orientale, ecc, per buttarne giù qualcuna…si creano due o tre divisioni, ogni divisione magari suddividerla in più gironi e giocare in gara secca con play-off, le regioni classificate agli ultimi posti l’anno dopo saranno inserite nella divisione minore e così via…ovviamente si gioca in parallelo ai club sennò si dovrebbero fare troppe pause…
    L’ho buttata giù così, ma penso che del livello celtico la nazionale non possa farne a meno, anche se ciò ci comporta molte spese…mentre se veramente vogliamo rivoluzionare il domestic allora ci serve una scossa, bisogna pensare a creare tornei amatoriali, ma coinvolgenti e briosi…parlare di un’Eccellenza stantia a 8 squadre per me non ha senso, il livello non sarebbe dissimile da quello di oggi…impieghiamo invece più realtà facendo tornei a più fasi, facciamo fare esperienza a tanti giocatori, creiamo le selezioni territoriali e soprattutto bene i nostri ragazzi all’interno dei club!
    Votatemi! Più Ovale per tutti!

    • San Isidro 13 Gennaio 2014, 13:49

      la penultima frase era “soprattutto formiamo bene i nostri ragazzi all’interno dei club!”…

      • mezeena10 13 Gennaio 2014, 20:21

        ti voto se la prossima volta ti ricordi anche della Sardegna!!! Alghero e Capoterra in fondo sono in A! unendo le due squadre verrebbe fuori una bella selezione per competere degnamente con le squadre del “continente”!
        comunque molto interessante la tua idea san! e concordo sulla celtic!

    • 6nazioni 13 Gennaio 2014, 13:52

      @san consulente in f.i.r. x acclamazione del blog onrugby.

    • maxsavo 13 Gennaio 2014, 15:03

      San sarebbe una figata!

    • oliver63 13 Gennaio 2014, 15:05

      San, la tua proposta riporta l’Italia indietro di secoli, esattamente al 1860, prima dell’Unità d’Italia … tre sub-unions (nord-est, nord-ovest e centro-sud) … ma per piacere … avessi detto tre franchigie territoriali, potevo anche starti a sentire, ma addirittura ipotizzare tre sub-unions federali (con tutti i costi che questo si porta dietro) è veramente anti-storica … la proposta di zambelli invece è veramente sensata, e ha l’unico difetto (anche grosso, ti dirò …) di “dimenticarsi” del centro-sud … se aggiusti anche questo, il discorso non fa una piega … quindi tre franchigie: una veneta, una romana (laziale, centro-sud) e una lombardo-emiliana … sedi intineranti per non fare torto a nessuno, e capitale finanziato da tutti i club della zona di riferimento (ognuno secondo la propria forza) + contributo federale … franchigie legate ai club del territorio con interscambio da/verso l’Eccellenza … l’unico difetto: è una soluzione troppo logica per essere adottata dai nostri federali, e in più viene da un membro del veneto + veneto, quella Rovigo che continua a “tenere su” l’Eccellenza con i suoi 2.000 e passa spettatori a partita .. un autentico “spettro” per i “franchigiari” che vedono 200 spettatori a partita “godersi” le loro zebre …

      • Machete 13 Gennaio 2014, 15:15

        oliver63 non ci sono soldi per gestire 2 franchigie figuriamoci 3

        • carlo s 13 Gennaio 2014, 15:42

          Li andasse a cercare Gavazzi!!
          Se non ci sono i soldi non si fa nulla. Però la strada delle tre franchighie secondo me ha molto senso.

          • San Isidro 13 Gennaio 2014, 15:57

            aver senso ha senso, ma non ora, ne parlva Gavazzi per un’eventuale terzo quadriennio celtico, se la strada è quella allora ci si deve lavorare bene nei prossimi quattro anni che verrano e individuare i possibili giocatori…

      • San Isidro 13 Gennaio 2014, 15:55

        oliver, non so se hai capito il senso di quello che ho detto o se hai letto tutto…le unions sarebbero degli organi, che dipendono direttamente dalla federazione, che gestiscono il rugby locale in modo più capillare…all’interno delle tre unions si organizzano i vari campionati di club ripartiti su più divisioni…il tuo paragone con la storia non lo capisco, questo sitema esiste, per fare un esempio, anche in Irlanda dove le province dipendono dalla IRFU e organizzano il rugby locale…quanto ai club, quello di dividere il territorio in Unions è un modo anche per ridurre le trasferte e i costi in un sistema di rugby amatoriale, alla fine sarebbero solo i 20 club (per come diciamo “fantasticamente” ho pensato alla cosa) che andrebbero a fare dei tornei nazionali nelle fasi successive, pertanto ho previsto un sistema all’argentina in cui ci si incontra in gara secca, quindi anche più logisticamente conveniente…al contrario dei 35 club tra Eccellenza e A che ci sono adesso (escludendo l’Accademia di Parma), il che per diverse società è insostenibile (vedere fallimenti vari)…sono d’accordo invece su quello che hai detto sulle tre franchigie nazionali, onestamente pensavo ad ogni franchigia come espressione delle tre unions che ho proposto, il punto, come sottolinea anche @Machete, è che ora tre franchigie non possiamo permettercele, eventualmente (e dico eventualmente) ciò sarà possibile dal terzo quadriennio celtico (2018-2022), lo stesso Gavazzi aveva detto di volere un’ulteriore franchigia per quel periodo…il fatto è che non sappiamo quallo che faremo l’anno prossimo figurarsi nel 2018…
        Comunque io ho buttato giù un mio pensiero, come vorrei io il rugby in Italia, ovvio che non è la legge…

        • Machete 13 Gennaio 2014, 16:13

          che gavazzi voglia una terza franchigia non metto in dubbio che si possa realizzare da un punto di vista economico ma anche come numero di giocatori ho molti molti dubbi……
          io continuo ad essere dell’idea che se molliamo la celtic…tutti i soldi devono andare alla base……dei campionati nazionali mi interessa poco…..

          • San Isidro 13 Gennaio 2014, 16:21

            e infatti è quello che ho detto anch’io: ridurre i budeget delle attuali società d’Eccellenza così da allestire campionati più amatoriali, ma anche con formule più divertenti…nel frattempo si pensa alla base e la prima cosa da fare è legare le accademie alle franchigie…

  18. bak 13 Gennaio 2014, 13:56

    signori, vi prego un po’ di realismo… se proprio devono spostare una franchigia dall’Emilia che la portino a Roma, non certo in Lombardia. E dove la porterebbero? a Monza (e dove sarebbe la tradizione)? A Milano? I famosi 4 gatti del Giuriati? Una città che non riesce ad avere da anni una squadra neanche nella “seconda” A? Se parliamo di “bacino di utenza” e “tradizione”, Parma o Viadana hanno già strutture e potenzialità: da Piacenza a Reggio sino a Calvisano (in fondo sono 40 Km da PR e ancora meno da Viadana). Ma Viadana prima e Parma ora hanno fallito. Anche se le ragioni di questi fallimenti hanno origine molto diverse, per entrambe ha purtroppo anche contribuito quell’atteggiamento masochistico tipico del tifoso italiano che io definisco di “suicidio campanilistico”, della serie “piuttosto che vedere Picamoles o Farrell dal vivo mi guardo San Donà o Lazio (con rispetto parlando) al S. Michele o alla Canalina…
    Allora si vada a Roma, ca§§arola, che garantisce stadio (e che stadio se recuperato) e un ampio bacino di potenziali spettatori (tre squadre in eccellenza) e soprattutto appeal per tutto il mondo celtico! Sempre con rispetto parlando, mi immagino il “dubliner” che deve scegliere se sostenere la sua squadra facendo un viaggio nella città eterna o una capatina a Calvisano.
    Ripeto, su siamo seri, saluti
    Bak

    A scanso di equivoci, io non sono romano, sono un ex abbonato Aironi e ora frequentatore del XXV Aprile.

    • Maggicopinti 13 Gennaio 2014, 21:39

      d’accordissimo. A Roma ci sono 3 milioni di persone, tre squadre, un discreto numero di giocatori, due aeroporti comodi, il bacino di appassionati abruzzesi a due passi. Fare 5.000 spettatori diventa un’impresa possibile, e per scozzesi irlandesi (e gallesi?) venire in Italia diventa relativamente comodo e attrattivo aldilà del rugby.

  19. try 13 Gennaio 2014, 14:26

    Eccolo quà.
    Se rovigo viene inserita nella CL ai rossoblu la CL va giù.

  20. 6nazioni 13 Gennaio 2014, 14:41

    @redazione nell’intervista il sig. zambelli afferma anche che se si continua con
    questo sistema il prossimo anno lascera’ il rugby.
    fatto fuori melegari,sor luciano lascia il rugby,zambelli se ne va’ rimane solo
    il sig. gavazzi,spostiamo tutto a remedello e arrivederci e grazie al rugby italiano.

  21. gsp 13 Gennaio 2014, 15:01

    È una prospettiva interessante. Forse è anche un messaggio a gavazzi, che se fa un bando forse lui si presenta.

    Imparando dalle lezioni degli anni passati un paio di misure sono necessarie.

    – la squadra/e che partecipano alla celtic devono non devono avere squadre in eccellenza. La dedizione deve essere totale.
    – e che se ci sono due societá che formano la franchigia la squadra deve giocare in entrambe le cittá.
    – le squadre ‘fiancheggiatrici’ stile aironi fanno parte funzionalmente ma non dal punto di vista dello statuto della nuova franchigia. Insomma entra chi mette soldi, e che l’investimento abbia un minimo di criterio.

    • Rabbidaniel 13 Gennaio 2014, 19:05

      gsp sono “stranamente” d’accordo con te 😀
      Anche se tradurre in pratica i propositi è assai complesso. All’inizio dell’avventura celtica si tentò di fare una “massa critica” veneta coinvolgendo Padova e Rovigo. Cosa che non andò in porto per varie ragioni, con responsibilità condivise, ma il punto era che, a torto o a ragione, non si voleva mettere soldi nell’operazione, al che Treviso andò da sola.

  22. maz74 13 Gennaio 2014, 15:29

    Per accontentare tutti bisognerebbe avere 3 franchigie, che francamente oggi non sono realisticamente realizzabili dal punto di vista sportivo (mancano i giocatori) a meno che per un periodo di 5 anni si consenta alle singole franchigie di utilizzare 8/10 giocatori stranieri nelle rose con un sistema progressivo di diminuzione (10-9-8-7-6) fino a raggiungere la quota definitiva di 5 titolari + 2 riserve.
    Sarebbe possibile a questo punto fare tre franchigie (Veneto – Lombardia/Emilia – Centro-Sud) e collegarli direttamente in primis alle accademie ed alle squadre del Super 8 (Seconda squadra Veneto, Seconda squadra Lombardia/Emilia, Seconda Squadra Centro/Sud, Prato, Mogliano, S.Donà, Lazio, Fiamme Oro).
    Però a parte la franchigia centro-sud che protrebbe accasarsi a Roma, le altre non devono puntare alle metropoli (vedi Milano), dato che con i tempi burocratici italiani forse tra 10 anni si ha uno stadio, ma utilizzare le strutture già esistenti:
    VENETO: centro sportivo o Padova o Treviso e le partite da distribuire tra Treviso, Padova e Rovigo (PRO12 e Coppe Europee)
    LOMBARDIA-EMILIA: centro sportivo Viadana e partite di PRO12 a Viadana e della seconda squadra a Calvisano e le Coppe Europee a Parma;
    CENTRO-SUD: base a Roma con alcune partite a in altre sedi da concordarsi.

    • gsp 13 Gennaio 2014, 15:47

      E per accontantare tutti, franchigia a Viadana ed addirittura Parma. impagabile…

      e non mi sorprende che saremo di nuovo punto a daccapo dopo 18 mesi. e si dara’ di nuovo volpa alla pioggia, ai senatori, al destino cinico e baro o alla politica della FIr, a Roma ladrona…

      • maz74 13 Gennaio 2014, 15:57

        Scusa gsp non so cosa ti hanno fatto a Viadana o Parma, ma francamente una franchigia lombardo-emiliano deve avere come capofila Calvisano e Viadana, mi pare ovvio. Il PRO12 richiede uno stadio minimo di 6.000 posti e un centro sportivo e questi a Viadana esistono già, a Calvisano rimarrebbe la squadra dell’eccellenza.
        Per le partite di Heinken o Challange sarebbe ambizioso puntare allo stadio di Reggio (Mapei Stadium), ma realisticamente si può partire da Parma per giocare la coppa non in un paesino ma in un città.
        Altre soluzioni lombardo-emiliane non le vedo, non esistono le strutture e soprattutto è pura illusione che qualche amministrazione comunale di città blasonate investa in strutture per il rugby.

        • gsp 13 Gennaio 2014, 16:09

          maz. il problema e’ proprio quello, che tu pensi ci sia una antipatia, che invece non esiste.

          citta’ di quelle dimensioni non possono fare il professionismo del rugby. e’ la lezioni primaria della faccenda aironi, che non c’e un indotto per quel tipo di spese. tutto li. ma non esiste in nessuna delle altre nazioni della cetic.

          con lo stadio di Parma vuoto, ha senso riproporlo? mah.

          va bene vendersi l’anima al diavolo pur di fare la Celtic, ma farla due volte mi sembra davvero eccessivo.

          • maz74 13 Gennaio 2014, 16:34

            Ma non esistono alternative valide nè oggi nè tra 5 anni.
            Sarebbe tutto bello ed affascinante dire due franchigie una a Milano ed una Roma in modo da garantire un pubblico ecc….., ma purtroppo la realtà è ben diversa e se si spera in investimenti pubblici di Milano o Roma per il rugby allora tra 10 anni saremo ancora qua ad aspettare progetti, permessi, sovraintendeze, ecc…
            Il rugby italiano non è pronto per far concorrenza al calcio come avviene in Francia (soprattutto sud della Francia) ed Inghilterra, bisogna essere realistici e partire, se pur in piccolo, da centri dove esistono le strutture a norma Celtic e che diano un minimo di pubblico allo stadio (Aironi aveva circa 4.000 spettatori di media) per non vederlo vuoto.
            Ti ricordo poi che Viadana e Calvisano sono al top del rugby italiano da molti anni ed hanno anche un settore giovanile all’avanguardia (Viadana campione d’Italia U20 l’anno scorso) ed hanno diversi giocatori nell’accademie.

          • 6nazioni 13 Gennaio 2014, 16:52

            @gps
            se il professionismo nel rugby non si costruisce nelle
            zone piu’ ricche d’italia sia x le strutture gia’ esistenti
            sia per i piccioli che ci sono,
            mi spieghi dove si possono eventualmente sviluppare?

          • gsp 13 Gennaio 2014, 17:16

            di che stai parlando 6n? stai parlando di calvisano e parma, o stai parlando di padova? perche’ le due cose sono un attimo diverse.

        • gsp 13 Gennaio 2014, 17:15

          maz, che siano al vertice fino ad oggi, non significa nulla. o meglio significa che hanno brillato nel semi professionismo, non nel professionismo.

          il fatto che gli altri non dimostrino (secondo te) di avere delle credenziali piu’ indicate, non significa che tu puoi ignorare le problematiche insiste e che alla fine hanno abbattuto gli Aironi. sei tu che devi dimostrare a te stess che viadana e calvisano hanno l’indotto per fare il professionismo. fino ad oggi la risposta e’ semplice ed univoca.

          tu la prendi come una offesa personale, ma se non puoi permetterti la Ferrari non puoi permettertela e basta. non e’ colpa di nessuno, nemmeno tua.

          e non significa neanche che devi andare a Milano o Roma, ma citta’ un attimo piu’ grandi, dove anche l’economia locale puo’ sfruttare questa opportunita’. e magari dove il campanilismo non ti impedisce di fare 10km perche’ e’ come se tradissi l’onore della tua famiglia.

          la dimensione di viadana e calvisano e’ l’eccellenza. se trovano un finanziatore munifico possono aspirare a fare meglio, ed appena si ritira siamo punto e daccapo.

          • 6nazioni 13 Gennaio 2014, 22:01

            Due sono le souzioni:
            parlo del veneto (padova,treviso,rovigo,mogliano san dona’)
            parlo della lombardia (viadana,calvisano, reggio,parma)
            per quanto concerne storia,tifosi,strutture, e piccioli, e’ il nord.Se si vuole scommette in grande le uniche citta’
            che mi vengono in mente sono ROMA e MILANO.
            Strutture quasi zero (Flaminio/Vigorelli)
            Piccioli da trovare (FIR)
            Bacino di utenza enorme.

  23. Katmandu 13 Gennaio 2014, 15:48

    allora per tutti quelli che vogliono fare le franchige fatela con me!
    uno di voi mette i soldi ,san mi deve 3 mijini di euri chissà se vende il libro che gli han regalato a natale oltre ai soldi delle buste 😉
    un altro mette i giocatori, da rimpinguare con i soldi di cui sopra
    e io metto il campo (il don Antonio Santin perchè il campo nuovo è ad uso esclusivo del calcio) a Polcenigo
    vi va? no/si perchè?

    • San Isidro 13 Gennaio 2014, 16:02

      kat con il libro e i soldi delle buste arrivo a 210 euro circa…i restanti 2.999.790 euro te li dò a rate di 10 euro al mese, va bene?
      la maglia però deve essere rigorosamente bianconera…

      • Katmandu 13 Gennaio 2014, 16:30

        Se me li dai (pure in comode ma più sostanziose rate mensili….) la maglia può pure essere fucsia a pois beige e numeri bordeaux che me ne importerebbe ben poco;)
        A proposito ma si può sapere che libro era?

  24. Francesco.Strano 13 Gennaio 2014, 16:13

    parole sante…. gavazzi ascolta Masi non i vari dirigenti federali

  25. boh 13 Gennaio 2014, 16:47

    “L’ho già detto ai vertici federali. Se non ci saranno una franchigia veneta e/o un campionato italiano più importante personalmente mi impegnerò forse ancora un anno, poi lascerò” conclude Zambelli.
    Vi state facendo tante eiaculazioni mentali, ma tralasciate questa affermazione….Che equivale a dire……..(ognuno ci metta del suo che va bene).

  26. gian 13 Gennaio 2014, 18:50

    quello che dice zambelli nell’articolo è un po’ diverso da molto di quello che si ricava da due virgolettati importanti, magari se la redazione riesce a mettere un link per leggere tutto discutiamo meglio, io non sono riuscito a trovare l’articolo integrale.
    per tutti: si parla di un cambio di mentalità generale per quanto riguarda i club e che bisogna prendere coscienza che nel nostro paese il rugby devono farlo chi vuole farlo con passione, senza forzare situazioni dall’alto, in lombardia ed in veneto ci sarebbero i soldi, gli uomini, le strutture ed il know how per realizzare qualcosa di superiore al domestic, altrove, ora come ora, no, ben venga se arriva e ci si confronterà anche con questi, ma fino a quel momento, con buona pace dei “metropolitani” e di tante grandi scuole di rugby, che però in questo periodo non possono affrontare certi scenari, bisogna dare la possibilità a chi può e vuole, altrimenti con una mentalità centristica e che accontenti tutti, si va a perdere tutto ciò che c’è di buono nel movimento

    • gsp 13 Gennaio 2014, 19:01

      gian, abbiamo gia’ visto che i soldi non ce ne sono. ma dove sarebbe il know-how di rugby professionistico, e relativa formazione?

      • gian 13 Gennaio 2014, 20:13

        per il rugby mi pare che ce ne sia abbastanza, visto che gran parte dei giocatori di livello vengono dalle zone in oggetto (non solo, sia chiaro, di ottime scuole ce ne sono anche fuori da questi territori, ad es roma, l’aquila, benevento, toscana, liguria etc etc), per quanto riguarda il professionismo vero ci vogliono solo i soldi e gli investimenti, poi se vuoi negare che nella filiera tradizionale lombardia e veneto siano inferiori ad altri liberissimo, ma mi permetto di dissentire, comunque cercavo di spiegare quello che diceva zambelli nell’intervista (cose con cui, comunque, concordo per la maggior parte)
        per quanto riguarda i soldi che non ci sarebbero ti faccio presente che tra treviso, rovigo, mogliano, san donà e petrarca, solo per prendere il vertice del movimento, nel rugby in zona ci entrano circa 8/10 milioni, pensi che una squadra vincente non possa attirarne altrettanti per poter gestire sia squadre di club e una franchigia vera? poi possiamo discutere su chi darebbe i soldi per far fare bella figura agli altri, ma le potenzialità potrebbero esserci, certamente più che in altre zone dove le squadre che ci sono o sono al vertice facendo i matrimoni con i fichi secchi o non vanno oltre la A perché non ci sono investimenti per sorreggere la squadra.

        • gian 13 Gennaio 2014, 20:19

          ah, dimenticavo, il bacino d’utenza, tra treviso, padova e rovigo (senza parlare delle altre, non per mancanza di rispetto, ma non ricordo le cifre di affluenza, come non ricordo quelle dei lombardi, ma mi pare di poter puntare, lì, sui 3000/3500 senza sforzi), fanno almeno un 5000/6000 spettatori sicuri, nel belpaese chi può pensare di fare altrettanto solo entrando in campo domani?

      • gsp 13 Gennaio 2014, 21:34

        Gian, io sono daccordo con tutto quello che hai scritto.

        Ma secondo me sbagli la domanda. Non devi chiederti se non la fa il Veneto chi la fa. Ma devi chiederle se il Veneto può farla. Il problema di dove si gioca e come non è un dettaglio, è l’ostacolo piú grosso.

        Il know how professionistico, Treviso a parte non esiste, e quello formativo non basta. Ovunque in italia. Quindi se devi ricominciare tutto daccapo,meglio farlo dove c’è più ritorno per il tuo investimento.

        Detto questo se Treviso, Padova ma anche Prato possono avere un indotto almeno che si può considerare, con le altre realtá come viadana e calvisano probabilmente no.

    • boh 14 Gennaio 2014, 07:52

      Gian, secondo te ci sono più probabilità che i club veneti si uniscano in franchigia, o che Zambelli si dimetta.
      Io non ci leggo chissà quali novità. Io ci vedo solo ed esclusivamente un tentativo di spostare le risorse dalla CL ai club di Eccellenza. E credo che nella situazione attuale, non faccia fatica a trovare gli appoggi necessari.
      E poi, il virgolettato lo trovi a fine articolo come chiusura di un ragionamento

  27. GiorgioXT 13 Gennaio 2014, 19:20

    Tutti a fare grandi costruzioni, belle cattedrali … partendo DAL TETTO!

    E se invece , per una volta in Italia, si partisse dal basso ed in modo seriamente meritocratico?
    Io non credo che il Pro12 abbia ancora tanto fiato, ma la cosa cambia poco.
    – Campionati interni che funzionino con promozioni, retrocessioni ed un controllo severo di bilanci ed impegni
    – La Federazione paga (e tanto , ma sempre meno di adesso) in proporzione alla quantità e qualità di produzione dei giocatori da parte delle società (sono i giocatori che ci mancano, non certo dirigenti o staff federali)
    – Doppio tesseramento sempre possibile fra club dove si gioca e club che ti ha formato
    – Campionati giovanili U.18 ed U.20 meritocratici ed a girone nazionale , le Accademie lasciamole dove c’è scarsità di strutture e colleghiamole direttamente a consorzi di club della zona
    – 4 volte /anno “trials” pubblici per la composizione delle nazionali giovanili
    – Riduzione degli staff delle nazionali FIR che attualmente costano quanto la partecipazione delle Zebre, >6 milioni di euro , che mi paiono veramente tanti, sostituzione con premi legati ai risultati.

    • parega 13 Gennaio 2014, 19:39

      e mettersi attorno a un tavolo come fanno in paesi piu’ importanti ? se lo fanno in irlanda e nel grande galles non lo possiamo fare noi italiani ?
      ma prendere un po’ di insegnamento da questi grandi movimenti no ?

    • malpensante 14 Gennaio 2014, 12:16

      Per me, campionati nazionali U16 e U18, poi seniores. Comunque, vedo che pian piano si allarga la platea dei benpensanti (almeno qui).

  28. GiorgioXT 13 Gennaio 2014, 19:21

    … Dimenticavo, se ci sarò ancora il Pro12, ci dovrà andare chi si è meglio classificato nel campionato domestico, ed alla fine giocarsi la permanenza contro i migliori classificati – Basta con i “nominati”

    • Katmandu 13 Gennaio 2014, 19:40

      @giorgio xt Diciamo che son abbastanza concorde con il tuo programma meno due punti
      1 va bene trials pubblici ma una domanda se li fai li fai in stile americano? E cioè se quelli sulla carta migliori non fanno il tempo lo tagli? Ma così non li fai crescere li tagli testa e gambe, uno in una squadra può avere un periodo di scarsa forma nonostate si sia allenato bene
      Per quanto riguarda la cl per me avrà ancora fiato ma tu proponi un sistema di interscambio tra la vincente del campionato con la vincente di eccellenza? Giusto ma se una squadra che non ha il budget per affrontare la CL vince il campionato che fa? Fa lo stesso lo spareggio? Poi secondo luogo facciamo un esempio concreto Mogliano vince il campionato, mai possibile?!?!, dove trova un impianto da 5.000 posti e dov trova i soldi per minimo triplicare se non quadruplicare il suo budget? Son problemi insomma e poi senza andare lontano con il tempo son finiti i tempi in cui la differenza tra una squadra della categoria sopra era abbastanza sottile in italia se le
      Zebre oggi affrontano rovigo per una partita che conta gli rifilano come ridere 35 punti di scarto
      Comunque siam tutti concordi che qualcosa va fatto

  29. GiorgioXT 14 Gennaio 2014, 01:16

    Trials nel senso NZ e SA più che americano …

    Quello di cui non ci rendiamo conto è che noi dovremo avere almeno 4 o 5 squadre almeno della forza attuale delle Zebre per poter pensare di competere seriamente nel 6N e RWC ; se questi sono gli obiettivi ci si deve mettere a lavorare da subito ma pensando al 2018 e oltre, e non esiste crescita e sviluppo sano senza una competizione .
    Noi abbiamo risorse economiche notevoli, ma che sono concentrate al 92,5% nella nazionale , staff e celtiche – questo investimento in 4 anni non ha dato risultati, iniziare a cambiare è il minimo, anche perché la Pro12 è ancora senza sponsor (!), in dubbio il contratto TV con Sky (i Gallesi ne pagano oltre il 65%) ed in sostanza fa comodo solo agli Irlandesi.

    • gsp 14 Gennaio 2014, 13:03

      giorgio, le aspettative sono per niente realistiche, ed i numeri che porti non sono corretti.

  30. Emy 14 Gennaio 2014, 17:02

    Al di là di ogni evidente problema e necessità di riorganizzazione del nostro rugby, a me sembra che la più grande lacuna che sta alla base di tutto sia l’assoluta mancanza di organicità del sistema: ogni parte è un compartimento stagno che non serve alle altre e che fatica a reggersi.
    Anche io penso che la perdita della Celtic sarebbe una pessima cosa, anche perchè si potrebbe affrontare il nuovo quadriennio o biennio imparando dagli errori fatti, che non sono pochi: ci sta, ma l’importante adesso sarebbe poterli e saperli sfruttare per fare meglio.
    Treviso non è una franchigia ma, con i soldi dei Benetton e un buon seguito, non sarebbe facile da sostituire. Le Zebre sono un fantasma e potrebbero iniziare a somigliare davvero a qualcosa tipo una franchigia se venissero ben “vendute” nel nord-ovest, cioè portate a giocare costantemente in giro per campi diversi e fatte sentire come un qualcosa di territoriale, seppur ampio. L’idea di vere franchigie territoriali sarebbe perfetta ma, realisticamente, quanti di voi pensano che potrebbe essere fattibile? Rovigo che fa franchigia con Padova? Calvisano che molla l’Eccellenza per entrare in gruppo con Parma? E i giocatori io li formo e poi tu te li prendi? E se ci fondiamo noi tre, poi chi lo fa il presidente? E così via.
    L’idea di Zambelli è valida, ma la chiave di tutto dovrebbe essere la comunicazione e l’interscambio organico tra i vari livelli. E finora i permit players non si sono di certo rivelati una cosa neanche lontanamente simile ad un qualcosa di organico tra un livello e l’altro.
    Dovrebbe esserci una piramide nazionale-celtic-eccellenza-serie A che, dopo una riforma sia numerica che strutturale dei campionati, funzioni organicamente per innalzare il livello generale e far crescere e venire fuori il maggior numero possibile di giocatori di livello adeguato per le franchigie e da lì per la nazionale. Questo si fa sì riducendo le squadre dell’Eccellenza e rifondando la serie A, ma soprattutto valorizzando il lavoro sui giovani e dunque ridando anche smalto ai campionati giovanili, quasi defunti con l’arrivo delle accademie. Lascerei allora i giovani nelle società, creando con cadenza fissa ed insistente dei momenti di raduno, lavoro e selezione, perchè sti ragazzi qualcuno si deve prendere la briga di vederli, su e giù per l’Italia. Tanto non credo che un sistema così costerebbe più delle accademie come sono ora, no? In A1 c’è la squadra dell’accademia di parma (fu tirrenia), cioè in pratica l’ossatura della nazionale U20. Perfetto, è giusto che ragazzi di quell’età, se hanno dei numeri, possano misurarsi con un campionato di questo tipo. Ma gli farebbe molto meglio farlo sparsi in squadre “vere”.
    In Italia, la circolazione dei giocatori è minima: vuoi per i genitori, vuoi per i ragazzi stessi, vuoi perchè senza professionismo non è scelta di tanti allontanarsi da casa per il rugby. Servirebbe allora un sistema che crei un percorso, per sostituire alle accademie delle esperienze di gioco e vita in squadre di A o di Eccellenza per i ragazzi promettenti, una volta maggiorenni, sottoforma di borse di studio per meriti sportivi o qualcosa del genere.
    Alla fine, di un sistema di questo tipo, beneficerebbero tutti, inclusi i club “chioccia”, che si troverebbero a costo zero dei ragazzi validi e promettenti. Se, passata la fase di “copertura” della federazione, il ragazzo non sfonda e non passa al professionismo, poi saranno il giocatore stesso e il club a decidere il da farsi.
    Un sistema ibrido potrebbe eventualmente essere il mantenere le accademie fino all’anno della maggiore età e poi innescare in automatico un sistema di “collocamento” presso i club, che può essere quello da cui il ragazzo proviene, oppure, se serve un livello più alto, o se il ragazzo comunque vorrebbe provare a studiare altrove o vivere altrove, un’altra società riconosciuta come adatta.
    Sono idee buttate lì, come se avessi avuto la penna in mano e un foglio davanti, tipo appunti a scuola. Però si capisce che penso che senza un lavoro organico tra i vari strati non si combinerà mai niente?

    • Emy 14 Gennaio 2014, 17:03

      Cacchio, ho scritto quasi quanto di solito scrive San isidro! 😀

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