Dentro l’Italrugby dopo le Fiji: alla ricerca della serenità perduta

Una partita impossibile da inquadrare ma che ha detto tante cose. E l’Italia deve tornare ragazzina

COMMENTI DEI LETTORI
  1. Stefo 18 Novembre 2013, 08:59

    Non condivido molto l’articolo questo giro, la partita non sara’ mai stata a rischio am non e’ mai stata chiusa come si doveva, azni 3 volte l’Italia era sul punto di chiuderla e 3 volte la tenuta mentale e’ stata oscena concedendo punti subito dopo averne segnati permettendo alle Fiji di rimanere in partita.
    Continuo a pensare che non si voglia ammettere che lo scorso novembre e 6N abbiano illuso, che molti tifosi e giornalisti si siano illusi sul valore della squadra ritenendolo superiore a quello che in realta’ e’, che si sia esagerato ampiamente nel ritenere che Brunel avesse la bacchetta magica e di colpo l’Italia fosse una molto piu’ forte di quella che in realta e’, di pensare che perdere di 3 rischiando di vincere con l’Australia fosse la normalita’ e non una situazione eccezionale, che il 6N fu un torneo molto particolare per diverse squadre ed i risultati vanno contestualizzati e non presi per assoluti. Forse i TM di Giugno e questo Novembre per qualcuno sono una sveglia come l’inizio del torneo celtico e’ stato una sveglia per acluni tifosi Benetton che si erno illusi dopo la scorsa stagione.

    • sandruzzo 18 Novembre 2013, 15:40

      Stefo, credo sia giusto contestualizzare e credo anche che tu abbia ragione dicendo che in molti, me compreso, si erano illusi.
      Questo non toglie che le partite del 6N scorso, almeno in parte erano state giocate con un intensità diversa che non si è più rivista nei nostri.

      Certo, si può dire che la partita con la Francia all’ultimo 6N l’abbiamo vinta perchè quella Francia non girava. Vorrei vedere se ci giocassimo ora con la Francia come si giocherebbe.
      Però sempre la Francia era, e l’intensità, la mentalità, la voglia con cui noi avevamo giocato era nettamente diversa, a mio modesto parere, da quella che c’è ora.

      questo secondo me è anche quello che è mancato contro Fiji….

      • LiukMarc 18 Novembre 2013, 18:03

        Perfettamente d’accordo. Al di la che quella Francia non fosse in palla (un po’ quello che succede a noi adesso), si era visto come gli azzurri avessero un’altra voglia di far bene, vincere e convincere (anche uscire da Twickenham con l’unica meta segnata della partita dice il suo). Direi che da allora fanno fatica, troppa, a trovare di nuovo la voglia di buttare il 150% sul campo (spesso il 100% purtroppo non basta).

  2. stefano nicoletti 18 Novembre 2013, 09:08

    La partita va letta anche alla luce del grave incidente di Morisi e degli altri interventi assassini dei figiani.
    Quanti giocatori inconsciamente hanno deciso che non era il caso di far finire la loro stagione/carriera per battere le Fiji, impegnandosi in una difesa alla morte per un test match che comunque avremmo e abbiamo vinto?

    • boh 18 Novembre 2013, 09:21

      Stefano,mi auguro che sia un tuo pensiero, e non una loro convinzione… Altrimenti siam messi molto male. Comunque io non auspico che ritornino alla sfrontatezza dei ragazzini…Sicuramente quel che ci manca è il salto nella maturità degli adulti. Siamo lì in bilico….ma non riusciamo a cadere dalla giusta parte.

      • stefano nicoletti 18 Novembre 2013, 09:42

        Ho scritto “inconsciamente” non a caso.

    • Rabbidaniel 18 Novembre 2013, 12:27

      Non credo che sia dia questo caso, anche perché in ambito internazionale ti trovi spesso a giocare con squadre ruvide, anche se non scorrette come gli isolani. A maggior ragione avrebbero dovuto insistere nelle fasi di mantenimento del possesso, pick & go e driving per “nascondere” il pallone ai fijiani. Come ha detto giustamente Stefo sopra è mancata la lucidità necessaria.

      • malpensante 18 Novembre 2013, 17:49

        Aggiungo stringere e accorciare il più possibile il campo, cercare le fasi statiche, e aver pazienza. Mah, a volte oltre che leggere mi vien persino difficile scrivere. Mah.

  3. mistral 18 Novembre 2013, 09:29

    l’arte è arte, lo sport agonistico è altra cosa (anche se ogni tanto il gesto sportivo, nella sua elegante singolatità, può apparire artistico…)… l’arte detta a volte delle proprie regole, l’artista volontariamente ne esce e ne crea di nuove, ed in questo forse la partita di sabato può definirsi artistica in quanto una delle due squadre è certamente uscita dalla regole, creandone di nuove, ma venendone anche ed immediatamente e pesantemente sanzionata… detto questo, passiamo al lato “tecnico”: ieri ho parzialmente dissentito con Stefo quando ha scritto ” L’Italia poi ha colpito quando doveva con la multipla superiorita’ numerica ed ha ucciso la partita…” dicendo che secondo me la partita non è mai stata “uccisa”… trovo parziale conferma a quanto ho scritto ieri in quanto scrive Paolo “…la partita non è mai stata realmente a rischio per la Banda Brunel, tranne che nei cinque minuti conclusivi”…! …il paziente non ha mai corso il rischio di morire salvo alla fine dell’operazione! … sono i cinque minuti che contano, e se non riesci a chiudere (per non abusare del termine “uccidere”) la partita quando ti sei trovato statisticamente (in definitiva) per 50 minuti su 80 in superiorità numerica (conta relativamente, anzi peggiora la statistica se le espulsioni erano contemporanee) ed a chiuderla con “almeno” 20 punti di margine, beh!… c’é qualcosa di serio che non funzione, a livello fisico (preparazione dei singoli), tecnico e mentale… l’incidente di Morisi è gravissimo (in bocca al lupo enorme al ragazzo) ma quando è uscito non si sapeva di cosa si trattasse, e non si può invocare quale attenuante postuma per una prestazione scadente… ha perfettamente ragione Stefo nel voler “decontastualizzare” (quanto siamo intellettuali stamane, tra arte, logica e filosofia…) ed a ritornare con i piedi per terra… probabilmente l’italia terminerà i TM guadagnando qualche posizione nel ranking, e tutti saranno contenti, ma attenzione a non confondere i propri meriti con i demeriti degli altri…

    • mistral 18 Novembre 2013, 09:31

      “contestualizzare”, mi è scappato il de di troppo…

  4. edskywalker 18 Novembre 2013, 09:36

    Forse, semplicemente, la squadra ha raggiunto l’apice di maturita’ l’anno scorso come ha fatto il Benetton e ora non ha piu’ margine. Il margine dovrebbe essere assicurato dai giovani come Campagnaro, Allan e altri che ancora sono acerbi in ottica nazionale. Nei prossimi due anni si vedra’ se ci sara’ un lento declino o una piacevole rinascita.

    • stefano nicoletti 18 Novembre 2013, 09:59

      Campagnaro non mi è sembrato assolutamente acerbo, è stato per quasi tutta la partita l’unico a rompere placcaggi.

    • coco_1962 18 Novembre 2013, 10:33

      sono d’accordo. per una serie di motivi, il 6N è da considerarsi il top per questo gruppo:
      la “spensieratezza” (via Mallet arriva Brunel, cambio di gioco: + attacco – difesa),
      maturità psico-fisica di molti dei nostri (Benetton, Parisse, Castro, ..).
      sono d’accordo che x questo gruppo (gruppo inteso quello dei “senatori” nei ruoli chiave) non ci sia molto margine di miglioramento e che l’inserimento dei giovani, seppur bravi, ancora acerbi dovrà e potrà consentire di rimanere agli stessi livelli del 6N, sperando addirittura in una crescita.
      posso pensare (come dice @stefano nicoletti) che ci sia stato un “blocco mentale”, non tanto x quello che è successo a Luca, (auguri !!!) ma in generale per l’altissima fallosità dei ragazzi fijiani e quindi per la consapevolezza “inconscia” di non sentirsi all’altezza (sul piano puramente fisico); probabilmente dovremmo conoscere le varie opzioni del piano di gioco di Brunel per valutare la capacità dei nostri ragazzi ad adeguarsi alle diverse fasi di gioco.
      come molti hanno espresso negli interventi precedenti e non solo qui, la vera partita da giocare è la prossima: Argentina di poco superiore a noi, non fisicamente “esuberante”, tecnica il giusto, abile in quasi tutte le situazioni di gioco statiche e in campo aperto.
      FORZA RAGAZZI !!!!

  5. matteo81 18 Novembre 2013, 09:36

    Io invece sono d’accordo con Paolo. Credo cha la partita di sabato non debba essere presa a modello, l’Italia puo’ e deve essere migliore di quella vista a Cremona. Io, come ho gia detto, penso che siamo in un momento di transizione sia generazionale che di gioco, che e’ forse la condizione peggiore per una nazionale. Se dovessi scegliere tra le due io punterei sul gioco, sviluppare un sistema e poi inserirci i nuovi gradualmente. Certo se il livello dei giocatori si abbassa ne consegue che i risultati e le performance cambiano, ma se hai un sistema ed una filosofia riesci a venirne fuori. Purtroppo a questo gioco non si vince solo con i fenomeni, ci vuole organizzazione soprattutto in difesa. Inoltre torno a dire che il rugby e’ lo sport ‘on the day’ per eccellenza, chi vince e’ il piu’ forte in quel contesto e in quel momento, non ci sono scuse, non ci sono alibi. L’Italia del 6 Nazioni ha fatto vedere molte cose interessanti e sono sicuro che ci stupiranno ancora. Ci vuole un po di calma, meno giudizi affrettati e tanto lavoro sia di squadra che individuale. Il resto se lo porta via il vento come i facili entusiasmi e le critiche affrettate. Sbagliare una partita o una serie non vuol dire essere brocchi come vincere non vuol dire essere re del mondo, le altre nazionali lo hanno capito da un pezzo noi stiamo ancora li a criticare questo e quello e cercare alibi alle prestazioni opache o poco convincenti. L’unica risposta a’ il lavoro e la voglia di dare il massimo.

    • LiukMarc 18 Novembre 2013, 10:22

      L’Italia può sicuramente essere diversa (spero voglia dire anche migliore) ma deve capire dove cambiare. So che qualcuno potrà sentirla come una bestemmia, ma il nostro buon capitano Parisse non lo vedo come l’esempio migliore del capitano che riesce a far girare la squadra nei momenti difficili (lampante è l’esempio che si sia fatto buttare fuori nei minuti finali, e crucialI), con scelte che non sempre sono quelle giuste (vedi i calci di punizione battuti rapidi). Se il gioco non funziona (e ce ne siamo accorti tutti che con le Fiji non si può giocare come abbiamo fatto) qualcuno che se ne accorgesse e cambiasse in corsa (che sia l’allenatore o il capitano) serve. All’Italia si diceva che mancasse di maturità per condurre (e vincere) le partite, direi che le manca anche quella per capire quando adattare il proprio gioco all’avversario.
      Fatto questo, l’italia sarà sicuramente diversa, speriamo migliore…

      • LiukMarc 18 Novembre 2013, 10:26

        (e aggiungo che Orquera non era in giornata sabato, scelte azzardate e approssimative, e gioco al piede impreciso. Puoi anche essere in superiorità, ma se non hai qualcuno che te la fa sfruttare si va poco lontano)

        • mistral 18 Novembre 2013, 10:47

          in una battaglia far cadere il comandante è sempre un obiettivo primario, e il 10 sul campo da rugby è la preda sempre più ambita… forse Luciano è rimasto un po’ intimidito dai pesi massimi che gli arrivavano addosso, e le conseguenze dei primi minuti… non è una giustificazione, per un giocatore della sua esperienza, un’attenuante forse si…

          • LiukMarc 18 Novembre 2013, 18:05

            Be l’offload che ha dato la loro prima meta direi che non rientra in attenuanti varie. Ha voluto strafare e ha sbagliato. Ci sta, ma succede un po’ troppo spesso ai nostri ultimamente…

  6. pignatta 18 Novembre 2013, 10:44

    dopo la vittora sulla francia sembrava fatta per la vittoria finale del sei nazioni…ora dopo un periodo un po’ così in cui s’è vista una certa involuzione è tutto da buttare, non siamo all’altezza ecc
    secondo me ci vuole pazienza, noi abbiamo i nostri problemi più o meno strutturali come la famosa coperta corta (che però si mantiene cmq giovane diciamo..), ma a tutte le squadre capitano alti e bassi no? e la maturazione passa anche attraverso questi momenti forse. c’è molto da fare certo, ma bisognerebbe essere meno drastici nel tirare somme troppo definitive dopo ogni singola partita, sempre secondo me.

    • Meridion 18 Novembre 2013, 11:54

      Quoto! Si passa dalle stelle alle stalle e viceversa con troppa facilità sia con il morale che con le prestazioni ma penso faccia parte della semplice crescita di una squadra del nostro livello

  7. dogriccio 18 Novembre 2013, 10:47

    premetto che io ho visto soltanto il primo tempo, poi ho girato su ENG-NZL.
    Detto questo quello che mi ha colpito di più, sia in positivo che in negativo, è la voglia dei nostri.
    mi spiego i nostri volevano vincere, anzi volevano stravincere. volevano farci passare una bella giornata di rugby. e s’è visto. io l’ho visto.
    tutti i problemi sono arrivati dal fatto che questa foga non è stata organizzata ma ha preso il sopravvento per le ghiotte occasioni che lasciavano i fijiani (davvero, io li adoro ma hanno giocato la cosa più lontana al rugby union possibile).
    la loro prima meta nasce da un errore di foga di Orquera, che buca un riciclo nel tentativo di un assist vincente per Parisse (e già qua si vede la voglia).
    tutti i problemi nel game plan venivano dal fatto che loro erano assolutamente disorganizzati e noi tentavamo di sfruttare questo in modo diverso da un gioco strutturato omogeneo.

    • GiorgioXT 18 Novembre 2013, 11:13

      Questa è una analisi che risponde alla realtà , buona parte degli errori nasce proprio da “troppa voglia e poca testa” , cosa pessima da fare con Fiji, come sanno bene anche altri come il Galles eliminato alla RWC.

      C’è però un aspetto importante di cui non si tiene conto : Fiji ha scelto di giocare una partita tutta sul gioco sporco e l’intimidazione – non è certo la prima volta, in Fiji-Japan 2011 i figiani hanno preso TRE GIALLI E DUE ROSSI ; questa volta l’arbitro è stato molto , troppo condiscendente , non tanto con il gioco pericoloso, ma con il costante intervento in difesa (Fiji è stata in difesa oltre l’80% del tempo) in modo ILLEGALE , SOLO nella prima azione di gioco della partita i fijiani per fermare la nostra avanzata commettono 8 falli consecutivi in 2 minuti e 17 secondi, venendo puniti solo una volta dall’arbitro che alla fine gli permette di conquistare un pallone dentro i propri 22 con un giocatore (il n.2) che dal lato della ruck si tuffa sul mediano di mischia e da terra gli toglie il pallone mentre il n.6 va a fare ostruzione davanti al n.2 bloccando i nostri…

      Credo sia saltata buona parte della strategia di gioco dell’Italia proprio per la necessità di difendere il pallone da interventi illegali sul MM.

      • dogriccio 18 Novembre 2013, 11:23

        si ma tanto c’era da aspettarselo. infatti io (se leggi il topic del pre partita) avrei buttato dentro gente che per dirla alla Munari “non ha fatto la comunione”: tipo Sgarbi, Furno, Barbieri anche Giazzon.
        Gente fisica che non si mette pensiero anche di tirare due sberle.
        Ci mancherebbe niente contro quelli che hanno giocato, che c’hanno messo tanto cuore. Ma considerando dopo l’argentina io l’avrei giocata sul fisico e avrei tenuto i vari Mauro, Morisi, Iannone per fare la caccia al puma (dove sarebbero stati più utili)

        • Fabrizio 18 Novembre 2013, 11:31

          Non lo so, perché se la metti sul fisico questi ti avrebbero distrutto… Era da giocare con il sangue gelido e con un organizzazione perfetta. Loro non dovevano neanche vederlo il pallone

          • dogriccio 18 Novembre 2013, 11:44

            secondo me la mettevi sul fisico ma organizzandola.
            hai Orquera e McLean (ma io avrei messo uno tra Allan e Beto) che hanno un bel piede, li rimandi sempre nella metà campo loro. Difesa organizzata e aspetti la loro cavolata nel loro campo (e fai punti).
            ti lasciano un buco, non lo esplori, aspetti che si scoprono e gli calci dietro, non si scoprono? hai gori che da sempre un gran ritmo e giochi vicino con i tuoi di bestioni. e ti organizzi.
            questi li devi battere con la testa, ma non a testate perchè vincono sempre loro. Metti il fisico per pareggiare gli impatti e li tieni nel campo loro, tanto di cavolate ne fanno a iosa..
            ripeto capisco anche e apprezzo la voglia dei nostri (e capisco che sia facile il lunedì da una sedia parlare) ma IMHO con metà dello sforzo si poteva fare il doppio del risultato.

          • gsp 18 Novembre 2013, 11:53

            hanno fatto cosi’ @dog.

            hanno usato il piede e McLena ha trovato dei buoni calci. la partita l’hai vinta di testa, soprattutto rimanendo calmo e focalizzato.

            la partita l’hai vinta aspettando le loro cavolate (ad un certo punto avevano commesso 10 falli e noi 0). la partita non l’hai chiusa perche’ orquera ha sbagliato il calcio che avrebbe portato oltre il doppio break.

            la partita per molti versi e’ andata anche bene. i ragazzi erano pronti alla battaglia ed allo scontro. la superiorita’ numerica e’ stata usata e bene.

            il problema principale e’ la difesa ed al 90% solo quella. lo dicono i numeri. le fiji hanno avuto pochissimo possesso ed hanno segnato 5 mete. numeri inaccettabili.

          • gsp 18 Novembre 2013, 11:54

            aggiungo loro hanno avuto nche meno possesso nella nostra meta’ campo. un paio di mete sono state almeno di 60 metri.

          • dogriccio 18 Novembre 2013, 11:56

            @gsp.
            ripeto non ho niente contro la prestazione dell’italia e ti dico (magari sopra non l’hai letto) che ho visto solo il primo tempo.
            in quel frangente si notava tanta confusione, ma era chiaro (per me) che:
            a. tutti gli azzurri volevano vincere
            b. potevano averla chiusa nel primo tempo.
            io solo questo dico.
            nella prima frazione troppa foga e disorganizzazione hanno lasciato i fijiani in corsa.
            bene quello che mi dici te, allora, che nel secondo tempo la musica è cambiata.

          • Stefo 18 Novembre 2013, 12:09

            gsp la testa ha funzionato solo nel non farsi provocare dai falli fiiani e perdere la propria disciplina ma per il resto molto da ridire, 3 volte l’Italia ha segnato ed ha concesso meta dal calcio di riavvio praticamente e questo in nessuna maniera puo’ essere segno di una tenuta mentale soddisfacente.

  8. Fabrizio 18 Novembre 2013, 11:03

    Io credo che se sabato riusciamo a entrare in campo con il giusto atteggiamento, con l’Argentina esce una partita meravigliosa. Australia troppo al di fuori della nostra portata, Fiji…. Partita inutile da non ripetersi più a mio modesto parere, Argentina test perfetto… Lì secondo me riusciremo finalmente ad avere una stima reale della nostra nazionale..

  9. gsp 18 Novembre 2013, 11:47

    trovo i commenti di oggi molto piu’ equilibrati e sensati di quelli del dopo partita. c’e’ e ci sara’ quelli che prenderanno la prestazione come spunto per liberarsi di giocatori che gli stanno antipatici per qualsiasi ragione. ma vanno ignorati perche’ inutili.

    non c’e’ neanche bisogno di farsi prendere da crisi di identita’ o mistiche. la squadra e’ quella, e quella il suo valore. le squadre di pari livello sono la scozia e le pacifiche (al netto degli exploit di queste). quello che e’ cambiato rispetto al pre celtic (se qualcuno chiede se non e’ cambiato niente) e’ che puoi vincere contro le altre europee se loro sbagliano partita.

    c’e’ un problema di meccanismo in difesa, ma stando a Iannone stanno provando delle cose nuove e come sempre ci vuole tempo. vediamo come va il giudizio si dara’ tra due anni.

    secondo me c’e’ anche un problema di stazza nel senso che Campagnaro, Iannone, Mclean, Orquera tutti insieme sono difficili da reggere per la squadra. le alternative di peso ci sono, per fortuna e vanno miscelate. quand’anche ci mettano la miglior prestazione in difesa, soffriranno sempre contro molto giocatori piu’ alti e veloci. non e’ progetto statura, e’ cosi’ purtroppo. per chi non lo sa forse non ha capito il rugby internazionale.

    le fasi statiche sono andate bene contro fiji, il test vero sara’ contro l’argentina.

    non e’ una consolazione, ma ci sono molte squadre che soffrono in giro. e’ una cosa normale per i cambi recenti di allenatori e perche’ si lavora in funzione mondiale.

    su orquera o qualsiasi altra apertura, di nuovo chi si aspetta che entrino a freddo, o dopo non aver giocato per due settimane e mettano dentro il 100% ha un’idea sbagliata di come funziona il ruolo ed il rugby. e nel gioco alla mano orquera e’ nettamente il migliore, cosi’ come percentuali al piede. s’e’ visto a tratti anche contro fiji.

    invece la squadra in attacco e’ ancora troppo prevedibile, ed abbastanza contenibile con una difesa che scivola con un po’ d’attenzione. Pero’ si vede qualche ‘schema’ in piu’, palla all’interno, meta di vosawai.

    • frank 18 Novembre 2013, 12:16

      scusa gsp ma come fai a dire che ka partita non si è chiusa perchè orquera ha sbagliato un calcio?!

      • gsp 18 Novembre 2013, 12:21

        perche’ la differenza tra 13 punti e 16 punti e’ notevole, soprattutto psicologicamente. ma quella e’ una ragione per cui non s’e’ chiusa, l’altra e’ la difesa.

        • Stefo 18 Novembre 2013, 12:29

          gsp l’Italia e’ arrivata a 18 punti di vantaggio sul 23-5 ed ha subito concesso meta, e’ andata poi sul 30-10 ed ha subito concesso meto, e’ andata sul 37-17 ed ha subito concesso meta

          • boh 18 Novembre 2013, 12:38

            Della serie..”andiamo al bar che tanto non ci beccano più”

          • gsp 18 Novembre 2013, 12:44

            ognittanto tocca ribadire le cose ovvie. l’orologio conta, 15 punti di vantaggio nei primi 20min, sono diversi da 15 punti di vantaggio a venti minuti dalla fine. e’ una cosa assolutamente ovvia. l’orologio e’ un fattore importante come lo e’ andare oltre la meta trasformata. cambia tutto e cambia la tranquiliita’. non c’e’ neanche da discuterne.

            poi e’ vero, l’ho scritto e ripetuto piu’ volte che la difesa e’ il problema principale della squadra e nella partita.

          • Stefo 18 Novembre 2013, 12:49

            gsp non far finta di non capire, oltre il doppio break l’Italia ci era arrivata al 46mo, al 58mo ed al 69mo ma non e’ risucito a mantenere quel gap per piu’ di 2 minuti in nessuna delle occasioni…questo non e’ solo un problema di difesa ma un problema di solidita’ mentale!

          • Stefo 18 Novembre 2013, 12:51

            Tutti nel secondo tempo quindi gsp i vantaggi oltre il break incluso a 11 minuti dal termine 20 punti…giusto per rispondere al discrso dell’orologio!

          • gsp 18 Novembre 2013, 12:54

            va be’, se devo spiegare perche’ e’ importante essere avanti di 8 invece che di 6, o di 15 invece che di 13 non ha tanto senso dibattere. sulla difesa ho gia’ detto.

          • Stefo 18 Novembre 2013, 12:59

            gsp scusa continui a far finta di non capire e una domanda: stai cercando di dire che concedere meta non 1 ma ben 3 volte nel secondo tempo al calcio di ripartenza e’ segno di concentrazione e solidita’ mentale?E’ qesto il punto del discorso.

          • Stefo 18 Novembre 2013, 12:59

            Non e’ solo questione di difesa concedere mete subito dopo aver segnato…

          • kinky 18 Novembre 2013, 13:44

            Certo che è prorpio vero, minchia facevamo una meta e puntualmente ci facevamo castigare dai figiani…la questione mentale ad oggi è la cosa principale su cui lavorare!!!

  10. fracassosandona 18 Novembre 2013, 12:09

    tra un’argentina calante e un’italia confusa secondo te uscirà una bella partita?
    non do alcuna chance allo spettacolo per sabato prossimo…
    negli ultimi anni la peggior argentina si è sempre dimostrata superiore alla miglior italia… figurati rispetto alla nazionale che stiamo vedendo in queste settimane (sorella gemella del Benetton di questo inizio stagione imbarazzante) per cui vedo poche possibilità di portare a casa un risultato positivo… lo so, sono un inguaribile ottimista…

    in natura nulla si crea e nulla si distrugge: il rugby italiano per anni ha raccolto più di quanto seminato, soprattutto grazie agli innesti degli oriundi argentini che hanno notevolmente alzato il livello della rosa…
    ora che questi sono ben lieti di restare in patria, con il rischio di giocare il RC o in superXV o quanto meno in SAF, a noi restano da raccogliere i frutti di un settore giovanile asfittico su cui si è investito poco e male e in cui si arriva a vent’anni senza ancora possedere le skills che un britannico o un neozelandese ha già a sedici, di un campionato sedicente d’eccellenza dove trovano impiego tanti onesti giocatori volenterosi ma che nulla ha a che vedere con il professionismo di cui tutti si riempiono la bocca…

    in buona sostanza la nazionale sta rinunciando ad un terzo del suo tradizionale bacino (quello degli oriundi argentini) senza che l’altra parte (quella degli autoctoni) si sia messa nelle condizioni di aumentare o migliorare la produzione…

    • gsp 18 Novembre 2013, 12:28

      fracasso vero, ma quei fattori che tu porti non hanno nessun impatto in termini di miglioramente sulla nazionale di oggi. cioe’, sono co che non puoi cambiare.

      poi e’ vero che forse qualche argentina in piu’ verra’ meno, ma ci saranno piu’ giocatori attirati dal pro12. e piu’ giovani pronti a giocare a questi livelli e testati. basta vedere quanti ce ne sono oggi in nazionale. per alcuni versi perdi, per altri guadgani.

      • Rabbidaniel 18 Novembre 2013, 12:58

        Gsp il problema è sempre quello della curva formativa, più lunga per noi, e del minor numero di prospetti rispetto alle nazioni più evolute. Quello che dice fracasso è sacrosanto. 10 anni fa in una situazione simile avremmo potuto “pescare” qualche buon argentino ora, per fortuna o no, non si può più fare perché gli argentini hanno una nazionale in un torneo importante più una formazione in Vodacom. Ce la dobbiamo cavare da soli, ma non siamo del tutto pronti a farlo.

        • gsp 18 Novembre 2013, 13:53

          rabbi, quello che dice fracasso e’ innegabile. ma serve a farci migliorare come prestazioni? penso di no, dal momento che e’ un fattore sul quale abbiamo poco controllo.

          pero’ non si puo’ ignorare che abbiamo giocatori poco piu’ che ventenni con centinaia di minuti nelle gambe in pro12. e’ una novita’ importante che prima non avevamo. 5mm con 600 min a testa in pro12.

          come e’ un vantaggio che adesso possiamo attirare qulche equiparato in piu’ attraverso il pro12. che non significa che li chiami, anzi magari non ne hai anche bisogno. pero’ se inizi a poter contare su VS, Vunisa, Ryan, Berryman, magari un domani Cornwell, Taumata, gia’ testati in pro12, anche solo per coprire infortuni in casi eccezionali e’ un vantaggio.

    • Rabbidaniel 18 Novembre 2013, 12:38

      Sacrosanto…

  11. kinky 18 Novembre 2013, 12:26

    Anch’io inizio a preoccuparmi un po’ per la Nazionale, certo che la partita contro le Fiji è realmente indecifrabile talmente è stata strana, quindi le somme si tireranno da sabato sera prossimo. Certo che, lo dico oggi in largo anticipo, per il 6 Nazioni (sempre se si recuperano tutti i giocatori) la squadra migliorerà sensibilmente perchè ora di Febbraio/Marzo dovrebbero tornare: Minto, Favaro, Masi poi ritornare in forma Ghiraldini, Geldenuys che praticamente devono ancora giocare quest’anno, ritrovare il suo spazio Furno e ritornare in forma Barbieri (perchè io oggi non lo porterei nemmeno in panca). Se ai primi 23 uomini di tutte le nazionali (eccetto NuovaZelanda e Sud Africa) togli 8/9 uomini pressochè titolari, la squadra cambia totalmente fraccia risultandone molto indebolita. ….e avere in campo o non avere in campo due segugi come Minto e Favaro cazzo alla fine si sente, eccome!!

    • kinky 18 Novembre 2013, 12:27

      dimenticavo pure De Marchi (…e io personalmente ci aggiungerei pure Muccignat che lo ritengo al livello di DeMarchi e più forte degli altri due Rizzo ed Aguero).

      • kinky 18 Novembre 2013, 12:33

        Provate a confrontare una sorta di squadra ideale contro quella schierata contro l’Australia….noterete una differenza abissale!!!
        Contro Australia: McLean, Sarto, Morisi, Sgarbi, Benvenuti, DiBernardo, Gori, Parisse, Barbieri, Zanni, Pavanello, Bortolami, Castro, Giazzon, Rizzo.
        Potenziale titolare: Masi, McLean, Campagnaro, Canale/Sgarbi/Garcia, Venditti, Orquera, Gori, Parisse, Favaro, Zanni, Minto, Geldenuys, Castro, Ghiraldini, DeMarchi.
        Ben 10 giocatori diversi!!!!
        Ahh ovvio, ho messo Campagnaro titolare perchè mi auspico che da oggi al mondiale sia sempre messo incampo per farlo crescere ancora più velocemente e anche perchè non è secondo a nessuno!!!

  12. Chicco 18 Novembre 2013, 12:31

    Con Brunel avevo visto un passo avanti nella consapevolezza nel gioco aperto (la partita con la Francia o con l’Irlanda dello scorso 6N ne sono la testimonianza) avendo comunque solide basi in mischia, difesa, punti di incontro (che derivavano dal corso mallettiano…). Ora purtroppo mancano un po’ quelle solide basi probabilmente per problemi legati alle nuove regole della mischia, al calo fisico/infortunio di alcuni giocatori chiave (Minto, Favaro, Castro, Ghira, Barbieri, etc..etc..)…se a questi livelli non gira tutto alla perfezione, rischi fare prestazioni opache come le ultime della nostra nazionale

  13. Appassionato_ma_ignorante 18 Novembre 2013, 12:33

    Sarò ripetitivo e semplicistico, ma mi è parso spesso che una parte dei giocatori della nazionale si dimentichi che una partita dura 80 minuti e che l’unica pausa è quella tra il primo e il secondo tempo. Mi spiego: segnare una meta non è una conclusione, ma una tappa. A volte però sembra che il raggiungimento della tappa equivalga, a livello mentale di squadra, alla conclusione della partita. Qualcosa del tipo “Ecco, possiamo finirla qui”. È come se in una gara di sci il discesista smettesse di gareggiare a metà discesa solo perché ha registrato il migliore intertempo. Credo che ormai la squadra sia capace di tenere a livello fisico tutti e 80 i minuti di gioco e che il rilassamento (non mi viene parola migliore) sia in primis mentale.

  14. fracassosandona 18 Novembre 2013, 12:44

    la differenza tra noi e gli altri è che gli altri hanno il backup equivalente per ognuno dei titolari e la terza scelta non è un pianto…

    senza Ghiraldini abbiamo degli onesti tallonatori, ma nessuno che possa ancora reggere il livello internazionale, a 3 abbiamo Castro e Citta che si equivalgono, ma chi sarebbe il loro sostituto? potrei andare avanti così ruolo per ruolo (Rizzo e Aguero non equivalgono De Marchi che a sua volta non ha ancora raggiunto le performance di Lo Cicero o Perugini di qualche anno fa)…
    via via calando per ricordarci che per i nostri avversari tier 1 non è così (il Galles si può permettere un Dan Biggar in tribuna)…

  15. Rabbidaniel 18 Novembre 2013, 12:45

    Peraltro, spero che molta gente scenda coi piedi per terra. Brunel (che trovo più che competente e con idee interessanti) sembrava il messia, mentre Mallett era quello brutto sporco e cattivo che aveva tarpato le ali alla nostra inarrestabile ascesa (ricordo anche in questo sito commenti del tenore “Mallett non sa nulla di rugby”, certo, tutti sbagliano, ma dire che un allenatore che ha vinto un Trinations e due campionati francesi non sa nulla di rugby…). Oppure la cosa più divertente (secondo me), che un allenatore “latino” ci capisce meglio… Brunel ha le qualità per risolvere i problemi, speriamo ci riesca, certo non ha la bacchetta magica.

    • Il Bonzo Tama 18 Novembre 2013, 13:57

      già, se pensi poi che mallett quando fu eletto era considerato il salvatore, mentre berbizier il “vecchio da accantonare”. Ricordo alcuni articoli su la gazzetta dello sport che tendevano proprio a creare quest’immagine.

  16. metanoman 18 Novembre 2013, 13:00

    Invito tutti ad avere fiducia nel nostro tecnico, nella federazione e nei giocatori tutti. Con il lavoro si puo’ migliorare. Gli infortuni capitano a tutti. Si puo vincere e perdere migliorandosi. So che sembrano frasi fatte, ma chi di voi da il meglio di se quando non sente la fiducia di chi gli sta intorno? Non dico che non dovete esprimere le vostre opinioni -sopratutto quelle critiche- ma che non dovete negare al movimento rugbystico italico la possibilita’, un giorno, di essere tra i migliori al mondo. Io ci credo, chi con me?

  17. Fabrizio 18 Novembre 2013, 14:01

    Beh migliori al mondo si, ma fino ad un certo punto… Perché più su di un ottavo posto nel ranking mondiale il nostro movimento onestamente non può arrivarci.. Almeno ad oggi… E volendo crederci davvero

  18. ivo romano 18 Novembre 2013, 14:23

    Personalmente ho grande fiducia in Brunel che sta cercando di
    trasformare il gioco da troppi anni conservativo in un gioco
    piu’ propositivo contemporaneamente all’inserimento dei giovani
    e alla scelta di alcuni trentenni da sostituire.
    Queste due partite hanno messo in luce tante debolezze e punti
    negativi che abbiamo evidenziato tutti pero’ sarebbe giusto,in
    ottica futura,rimarcare anche le cose positive.
    La squadra ha spesso piu’ possesso e territorio dell’avversario
    quindi dimostra buona organizzazione e qualita’ di base
    Legiocate in campo avversario sono piu’ efficaci, lo dimostrano
    le mete e le punizioni che otteniamo
    Si stanno mettendo in mostra 3-4 giocatori veramente bravi
    Credo che se c’e la velata ambizione negli anni di entrare
    stabilmente entro le prime otto nazioni oltre ad una buona difesa
    occorre gioco giocato e propensione alla meta, cosa che Brunel
    sta cercando di fare.

  19. gian 18 Novembre 2013, 15:28

    mi trovo in linea con il pensiero di paolo, ma alla fine giungo a conclusioni opposte, personalmente credo che questa partita abbia messo in luce il nostro vero ed unico limite: la testa, ormai è troppo troppo tempo che siamo là là per esplodere, per portare a casa il risultato clamoroso per poi scoppiare negli ultimi 5 metri della corsa, per errore del singolo o scelta tecnica; pensate a tutta la nostra storia nel 6N (non vado a prima perché il ns rugby da lì è cambiato), vittorie solo quando partivamo poco favoriti o poco sfavoriti, sconfitte di misura da underdog, sconfitte clamorose contro le forti e qualche bastonata imprevista da squadre in quel momento inferiori; vediamo l’ultimo: vittoria clamorosa con la francia (in pezzi, ma che comunque l’ultima la vince), quasi vittoria con l’inghilterra, presa la paga con galles e scozia e grande vittoria con l’irlanda, quando le più abbordabili erano le tre che abbiamo perso (per forma e sistema di gioco degli avversari, sia chiaro); giugno: sud africa ci ara, ma poi giochiamo gran 20min quando la partita non vale più niente, samoa, sono grandi grossi duri e non bisogna farli correre (vi ricorda qualcuno?), decidiamo di farli correre e ci facciamo arare anche da loro, scozia, messa quasi peggio di noi ci infila la meta a tempo scaduto con i nostri che si insultano a vicenda per non aver placcato; novembre ci ricordiamo tutto, visto che ne stiamo parlando….
    noi è 12 anni che giochiamo bene se siamo perdenti e riusciamo a rimanere, relativamente, in partita, altrimenti ci buttiamo giù moralmente e partono le grandinate di punti, ma non vinciamo quando abbiamo l’occasione perché a qualcuno o viene fretta o gli tremano le mani o i piedi; quando ce la giochiamo alla pari, a seconda di come tira il vento se la partita si mette bene abbiamo un 50/50 di vittorie, se non funziona qualcosa (tipo il piazzatore), partono le caporetto, quando siamo favoriti, ad un certo punto giocherelliamo invece di premere sul pedale e se l’avversario molla o non ha intensità bene, altrimenti succede come con le fiji (quando ci va bene, scusa @gsp, ma oltre il doppio break ci vai anche facendo una meta da touche sapendo di essere superiore in quella fase e forse così gli tagli le gambe, andare a piazzare significa aver paura o la testa altrove), se ci va male come contro la scozia quest’estate.
    tutti gli altri giocano le partite alla morte per 80min senza preoccuparsi di vincere o perdere, o di quanto stanno vincendo o perdendo, noi giochiamo con il tabellone davanti; se si possono fare 100 punti si fanno, se stai perdendo di 100 e puoi placcare l’avversario, lo tiri giù o gli complichi la segnatura, non stai a corrergli di fianco o dietro giusto per contratto, tutti giocano con questa idea dagli ABs al Canada, noi ci complichiamo la vita da soli; credo che fino a quando non riusciremo a superare questi limiti, i nostri risultati dell’anno scorso al 6N siano il max che ci possiamo aspettare (attenzione, sia chiaro che rimango convinto che l’anno scorso potevamo potenzialmente vincerlo o giocarcelo come performance assoluta, quindi non proprio un’annata scarsa)

  20. San Isidro 18 Novembre 2013, 16:45

    In relazione alla partita di sabato, come ho detto ieri, vedendo i convocati dei Pumas, se l’Italia non dovesse vincere contro una squadra senza Creevy, Figallo, Orlandi, Albacete, Lobbe, Senatore, Hernandez, Bosch, Fernandez e Camacho ci sarebbe veramente da preoccuparsi per questo 6N…alcuni sono infortunati, altri sono volutamente stati rilasciati al club dopo i primi due TM, probabile che Hourcade e il suo staff vogliano sperimentare di più (infatti ci saranno due esordienti assoluti sabato, due centri, Moroni e Roja, entrambi del domestic)…personalmente mi dispiace per l’assenza di tutti questi big argentini, perchè da spettatore allo stadio avrei voluto vedere più spettacolo, ma se l’Italia farà bene (nel gioco e dal punto di vista mentale), credo che gli azzurri porteranno a casa la partita…dall’altro lato mi aspetto dei Pumas con mucha garra che cercheranno di fare il loro meglio e che comunque hanno in squadra tanti altri bei giocatori (terza linea impressionante, ma la nostra non è da meno), chissà come andrà…ma se l’Italia si ritrova, l’Argentina all’Olimpico farà molta fatica…
    per tutti quelli che vengono a vedere l’Argentina sabato fatemi sapere, magari ci si prende una birra prima del match…ma c’è qualche amico argentino che legge qui?

  21. Dagoberto 18 Novembre 2013, 18:45

    Eppure, questo autunno di TM, sembra diverso dai test dell’estate, anche se lo score spesso assomiglia. Cosa c’è di diverso, quindi? Da quando la nazionale è stata presa in mano da J. Brunel ha incominciato un lungo percorso di cambiamento; ricordate la parola magica? Equilibrio. Ecco che il gioco della nuova squadra azzurra ha dato sempre meno peso, o meglio, bilanciamento sulla mischia chiusa, privileggiando anche il gioco dei 3/4 o, per dirla in un altro modo, non più un gioco di mischia fine a se stesso, ma come una forte base di partenza per il gioco alla mano. La difesa si è sempre più vista in avanzamento rispetto alla difesa attendista di mallettiana memoria che tanto ci fece arrabbiare all’ultimo WRC, i 3/4 finalmente in evidenza, anche per l’arrivo di qualche giovane di buone speranze. Certo, come tutti i cambiamenti ci vuole tempo, spesso il trend è caraterizzato da evoluzioni a singhiozzo, qualche cosa di buono riesce subito e colpisce, sorprende, per poi, magari, regredire, scomparire subito dopo, altri aspetti, invece, sono digeriti solo dopo averli effettivamente consolidati sostituendoli alle pregresse abitudini di gioco, poi c’è la capacità dei giocatori di adattarsi ai modelli della nazionale diversi da quelli seguiti nei propri club. Quindi, a volte abbiamo assistito a delle difese montanti in modo agressivo e con una coesione sorprendente per, poi, assistere la sfida sucessiva a delle difese arzigogolate e piene di buchi, oppure a delle mischie inconcludenti per buona parte della partita e vincenti in altre, gioco alla mano brioso e penetrante, piuttosto che assente o legnosamente inefficace. Personalmente, ho come l’impressione che l’Italia di Brunnel sia li, li, per fare il salto di qualità finale, per sbocciare, ma la sua ancora acerba trafila la fa regredire con estrema facilità alla prima debacle, appena qualche cosa non giri come dovrebbe. Se riuscissero a consolidare per qualche partita certi meccanismi, se riuscissero a dare un po’ più di continuità sarebbe il presupposto ideale per concretizzare finalmente una possibile svolta, d’altra parte, se analizziamo con distacco le ultime 2 partite affrontate ed eliminassimo dallo score i punti subiti per palesi ed evitabili errori della formazione azzurra, il punteggio finale sarebbe stato un altro. Certo, si vince anche per gli errori degli altri, in particolar modo se sono tanti, ma la situazione e ben diversa che subire mete per evidente incapacità di sostenere il gioco e la fisicità avversaria. Chissa ……….

  22. sydneysider 19 Novembre 2013, 01:27

    Innanzitutto complimenti per il sito e per la qualita’ degli interventi che ho letto finora. Io vivo a Sydney, Aus e a volte mi sento un po’ lontano dalla realta’ del rugby italiano. Corriere della Sera e Gazzetta sono orientati verso un pubblico generico e quindi spesso non riescono a fornire un quadro approfondito della situazione.
    Mi confornto spesso con mio fratello anche lui con la mia stessa passione.
    Vorrei qui far rilevare quanto vedo da tanti anni. La nazionale Italiana mentalmente non e’ in grado di gestire una partita in cui ha superiorita’.
    Sia nel 6N che, quasi sempre, nei TM affrontiamo squadre che sono piu’ forti di noi e pertanto l’atteggiamento mentale e’ difendere, difendere placcare (non sempre), bloccare.
    Quando poi possiamo o dobbiamo fare una partita d’attacco (con l’Irlanda agli ultimi mondiali per es) non siamo preparati.
    Per ovviare al problema proporrei una tourne’ europea contro Portogallo e Spagna, o Romania e Georgia.
    impareremmo a comandare il gioco e aiuteremmo queste nazioni a sviluppare il loro.

    • San Isidro 19 Novembre 2013, 01:44

      ciao e benvenuto!
      sei intervenuto con una frase sacrosanta:
      “La nazionale Italiana mentalmente non e’ in grado di gestire una partita in cui ha superiorita’”…
      Quanto ai tour di cui parli è una cosa proprio impossibile perchè c’è già un calendario dell’IRB che ha stabilito i TM fino al 2019…ad es. quest’estate si va nel Sud Pacifico con due (o tre) TM, poi nel Novembre 2014 riceveremo di nuovo i Pumas, i Boks e un’altra minore da definire…
      qui c’è già un altro commentatore che scrive dall’Australia (@22metri da Melbourne) e un altro che scrive ogni tanto che ha giocato a rugby a Brisbane (@davo), ci mancava qualcuno da Sydney…immagino che oltre ai Waratahs seguirai l’appassionante Shute Shield, per quale club tifi?

    • Giovanni 19 Novembre 2013, 13:10

      Benvenuto sidneysider, la tua proposta di tournè contro le altre europee è interessante, ma, a mio modo di vedere, ha più senso schierando la Nazionale A, in modo da abituare i giovani (diciamo fino ai 24-25 anni) “azzurrabili” a gestire quel tipo di situazione, e ritrovarci preparati coloro che arrivano (o i più esperti che rientrano) alla Nazionale maggiore.

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